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lati, ambasciatori e rappresentanti dell’aristocrazia militare su cui Ricuperati ha

puntato l’attenzione. La trama delle relazioni che intersecano le

Korrenspondenz-

Architecturen

, emersa dagli studi di Hellmut Lorenz

80

ed estese da Aurora Scot-

ti alle esperienze internazionali di Juvarra

81

, si snoda infatti attraverso l’ingaggio

di architetti come Domenico Martinelli da parte del conte Fernando Bonaven-

tura Harrach e del cancelliere di corte conte Filippo Luigi Zinzendorf, come

Fischer von Erlach da parte del principe John Adam Andreas von Liechtenstein,

o come von Hildebrandt da parte di Eugenio di Savoia; essa passa anche attra-

verso le delicate relazioni tra la corte di Vienna e quella papale intrattenute dal

collezionista bibliofilo cardinale Domenico Passionei che scriverà il primo

necrologio del principe Eugenio, dal generale Luigi Ferdinando Marsigli

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fon-

datore nel 1711 dell’Accademia delle Scienze di Bologna, dal cardinale Pietro

Ottoboni, cultore della musica e del teatro e protettore di Alessandro Scarlatti e

Arcangelo Corelli, e dal giovane Filippo Juvarra.

Tali aspetti accomunano ancora una volta i comportamenti della corte austriaca

con quella sabauda tanto da suggerire la possibilità che, al permanere della cen-

80

H

ELLMUT

L

ORENZ

,

Zur Internationalität der Wiener Barockarchitektur

, in

Wien und der Europäische Barock

,

«Akten des XXV Internationale Kongress für Kunstgeschichte», VII, Wien: Bohlau, 1986, pp. 21-30.

81

A

URORA

S

COTTI

,

Filippo Juvarra e le corti europee del Settecento

, in V

ERA

C

OMOLI

M

ANDRACCI

, A

NDREINA

G

RI

-

SERI

(a cura di),

Filippo Juvarra architetto delle capitali da Torino a Madrid 1714-1736

, Milano: Fabbri, 1995, cata-

logo della mostra di Torino, pp. 15-41.

82

Molto consistente è la bibliografia su Luigi Ferdinando Marsigli: basti qui ricordare che aveva combattuto come

generale all’assedio di Vienna del 1683. Durante la lunga prigionia turca aveva studiato e approfondito le conoscen-

ze dei territori balcanici fornendo una serie di relazioni e di opere a stampa che risulteranno fondamentali alla corte

di Vienna per l’amministrazione di queste aree dopo le campagne di conquista condotte durante il regno di Carlo VI.

[Pietro Domenico Olivero], Assedio di Torino, olio su

tela (Collezione privata).