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pea eroica e della sua disarmante riservatezza, le fonti consegnano allo storico

contemporaneo il difficile compito di interpretarne la personalità attraverso le

relazioni diplomatiche, gli incontri con intellettuali, collezionisti e artisti.

La proposta di riflettere sull’«uomo d’armi» a partire dall’analisi dei trattati e dei

manoscritti di arte e di architettura militare della biblioteca eugeniana intende

indagare come le scelte inerenti questo settore possano contribuire a chiarire

quell’ambiente di «illuminismo radicale» sul quale Ricuperati aveva portato l’at-

tenzione degli studiosi già dal 1967

9

. Isolare un settore tematico della biblioteca

comporta tuttavia rischi interpretativi solo parzialmente superabili. Sebbene sia

ancora controverso il livello di effettiva conoscenza che il principe aveva della sua

biblioteca, occorre sottolineare che, accanto al valore intrinseco della collezione,

i contenuti di strategia, di tattica e di tecnica militari hanno principalmente fina-

lità applicative. Se autori come Polibio, Machiavelli, Tartaglia o Dürer apparten-

gono al repertorio di classici alla base della formazione e della costruzione di una

carriera militare e se l’innovazione tecnica rende man mano superate le opere di

storia dell’artiglieria, relazioni di campagne di guerra, trattati di condottieri e di

ingegneri militari, repertori cartografici costituiscono invece un patrimonio di

conoscenze e di esperienze da interpretare, rielaborare e adattare per imporre un

esito favorevole allo scontro bellico.

Gli scritti militari della collezione eugeniana possono essere classificati secondo

tre orientamenti tematici che riflettono anche una successione cronologica.

Agli esordi della trattatistica militare appartengono le opere a stampa comprese

tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Seicento che documentano l’affermazio-

ne della fortificazione «alla moderna» come sistema che rafforza il carattere stati-

co della guerra d’assedio e la diffusione dell’impiego dell’artiglieria pesante. Per

il carattere prevalentemente documentale, è possibile ascrivere questo settore alla

formazione di Eugenio, ovvero al periodo in cui per il principe si profilano pos-

sibilità di carriera militare presso la corte asburgica.

Il secondo gruppo della collezione si riferisce a opere a stampa e a manoscritti che

testimoniano i mutamenti indotti dalla guerra dei Trent’anni (1618-1648) e le

modificazioni nelle scelte strategiche e tattiche determinate dall’ampliamento dei

territori d’azione che si estendono ormai dalle Fiandre al fronte danubiano. Per

l’approccio innovativo con cui i testi appartenenti a questo settore affrontano teo-

rie e pratiche di guerra, è possibile cogliervi le radici di molte decisioni adottate

da Eugenio nel corso delle campagne in cui è stato impegnato.

Al terzo settore infine appartengono testi a stampa e numerosi manoscritti suc-

cessivi all’assedio di Vienna del 1683. Essi consentono di verificare il mutamento

in atto nelle competenze delle gerarchie militari. Si tratta di un gruppo di testi

decisamente eterogeneo che non affronta solo gli aspetti più propriamente tecni-

ci dell’arte bellica ma anche i problemi della sicurezza dello Stato e le difficoltà di

gestione e di amministrazione di territori sempre più estesi. Attraverso i contenu-

ti di queste opere è possibile comprendere come le gerarchie militari abbiano

saputo rispondere agli obiettivi di sviluppo economico e commerciale individua-

ti dai governi delle monarchie europee tra la fine del Seicento e gli inizi del Set-

tecento.

Nonostante la consistente presenza all’interno della biblioteca di opere e memo-

rie di carattere storico-dinastico, diplomatico e scientifico-geografico esse sono

qui richiamate soltanto come sfondo rispetto ai contenuti della «scienza» e del-

l’arte militare. Nel complesso due appaiono gli aspetti fondamentali: da un lato,

9

G

IUSEPPE

R

ICUPERATI

,

Libertinismo e deismo a Vienna: Spinosa, Toland e il «Triregno»

, in «Rivista Storica Italia-

na», LXXIX (1967), n. 3, pp. 628-692; I

D

.,

In margine alla biografia di Eugenio

cit.; I

D

.,

La città terrena di Pietro

Giannone. Un itinerario tra «crisi della coscienza europea

»

e Illuminismo radicale

, Firenze: Olschki, 2001.