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presentato dal figlio Cesare, teorico assoluto del nuovo ruolo della dinastia e del
Piemonte
41
. Ora che Carlo Alberto aveva «aperto i più segreti fonti della storia e
conceduti liberalmente i sussidi necessari a divulgarli»
42
, la storiografia ufficiale
degli storici cosiddetti sabaudisti come Carutti e Cibrario, cresciuti alla scuola del
presidente degli Archivi di Corte Galeani Napione, o come Ricotti e Bianchi,
autori di storie della monarchia piemontese già impostate in funzione della storia
d’Italia, contribuì a cementare il consenso intorno alla monarchia negli anni
immediatamente precedenti e in quelli successivi all’Unità italiana.
Con la fondazione della Deputazione di Storia Patria (1833) si volle operare il
processo di storicizzazione dell’illustre passato sabaudo da Emanuele Filiberto a
Carlo Emanuele III, fissando i caratteri fondamentali dell’epoca secondo coordi-
nate nazionali e popolari che nulla avevano a che spartire con le idee illuministi-
che e cosmopolite in auge tra le fila degli aristocratici filo-francesi alla corte di
Vittorio Amedeo III
43
. Tra i postulati della politica culturale inaugurata da Carlo
Alberto stava l’urgenza di dimostrare e consolidare l’italianità della casa regnan-
41
G
IUSEPPE
R
ICUPERATI
,
Lo stato sabaudo e la storia da Emanuele Filiberto a Vittorio Amedeo II. Bilancio di studi
e prospettive di ricerca
, in «Studi Piemontesi», IX (1980), aprile, p. 22.
42
L
UIGI
C
IBRARIO
,
Storia della monarchia di Savoia
, 3 voll., Torino: Fontana, 1840, I, p. XXII.
43
G. R
ICUPERATI
,
Lo stato sabaudo e la storia da Emanuele Filiberto a Vittorio Amedeo II
cit., pp. 20-41.
Francesco Gonin,
Pietro Micca
, litografia, in Louise
Lemercier,
Pietro Micca ou le siège de Turin sous le
règne de Victor Amédée II
, 1830 (ASCT,
Collezione
Simeom
, B 459, antiporta e frontespizio).




