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propria, quella del parente, il principe Eugenio, e quella serbata da’ suoi maggio-
ri a’ suoi popoli»; e così ne uscì col titolo di re e con la Sicilia «aggiunta al suo
stato più che mai italiano». Senza tralasciare che, in conseguenza di quei fatti, il
regno di Napoli e Sicilia erano passati a un ramo di casa di Francia e la Toscana
a un ramo austriaco, divenuti prontamente «italiano e italianissimo»
46
. Erano que-
ste le riflessioni di Balbo sugli avvenimenti del 1706 e sulle loro conseguenze;
ancora nelle pagine dei
Pensieri sulla storia d’Italia
lodava la «casa di Savoia che
avea mantenuto il fuoco sacro della virtù italiana da un secolo e mezzo in qua, e
per quel Vittorio Amedeo II, che l’avea fatta risplendere più che mai in quella
guerra, e fu così il primo re [...] di quell’antico e forte sangue italiano»
47
.
Con l’opera di Balbo giungeva così a piena maturazione la visione che già si era
fatta strada grazie alla storiografia erudita del Settecento, e cioè che il Piemonte
era l’unico stato che avesse preso parte attiva alle guerre d’Italia di quel secolo,
l’unico che forte dell’aver difeso e preservato la propria indipendenza nello scac-
chiere europeo avrebbe potuto un giorno promuovere e assicurare l’indipenden-
za italiana
48
. Analoga impostazione era riscontrabile in maniera ancora più evi-
dente negli scritti di Luigi Cibrario, assurto ufficiosamente sotto Carlo Alberto a
storico della casa regnante. Proprio Cibrario nel 1838 fu il curatore della prima
edizione torinese del celebre
Journal historique
di Solaro della Margarita, sempre
pubblicato in paesi stranieri
49
. L’edizione del 1838, la quinta, era in realtà la prima
uscita dai torchi della Stamperia Reale; per quanto lo stesso curatore additasse tra
le ragioni di un tale ritardo i riguardi dovuti alla Francia, per via dei legami matri-
moniali con i Savoia
50
, è significativo che vedesse la luce proprio nei primi anni di
regno di Carlo Alberto tale opera, la testimonianza più citata negli anni a venire
51
.
Da quel momento, 130 anni dopo la sua prima apparizione olandese, e dopo che
il Tarizzo e il Metelli erano stati abbondantemente citati dagli autori della secon-
da metà del Settecento, il
Journal
diveniva la testimonianza di riferimento per
quanti avrebbero scritto dell’assedio negli anni cruciali del Risorgimento, come
riconosceva Pietro Bernabò Silorata nel suo
Elogio storico del Principe Eugenio
dedicato a Carlo Alberto nel 1842
52
. Era un segno tangibile, questo, dell’impor-
tanza attribuita dalla corte alla memoria storica del 1706, come si comprende
anche dalla prefazione: «un ouvrage aussi propre à faire briller la valeur et la gloi-
re de nos Armées et à perpétuer le souvenir d’un des faits les plus mémorables de
l’histoire de la Maison de Savoie»; un’opera, quella del Solaro, che «sera appré-
cié par tous ceux qui aiment l’histoire de notre patrie». E i lettori si sarebbero sof-
fermati non solo sulla narrazione degli avvenimenti, ma avrebbero individuato
«les traits de courage qui distinguèrent nos soldats» e «le sentiment religieux
qu’on retrouve chez les guerriers d’une époque si honorable». Era l’epoca dell’ar-
te militare del «grand Prince» Vittorio Amedeo: pietà e valore, i due sentimenti
che avevano animano truppe e assediati, e «rendait les Sujets de la Maison de
Savoie aussi fidèles à Dieu qu’au Souverain qui tient de Lui son pouvoir», si erano
preservati sino ad allora. Il resoconto diretto degli avvenimenti del Solaro costi-
tuiva infine una prova tangibile del legame profondo tra popolo e sovrano: «Le
souvenir de l’éclatante victoire qu’ils remportèrent dans cette journée à jamais
mémorable, fait encore trésaillir nos cœurs, et ce souvenir, ainsi qu’il nous a été
Francesco Gonin,
Maria Bricca sorprende li francesi
nel castello di Pianezza, 1706
, olio su tela, 1844 (Tori-
no, Basilica di Superga).
46
I
D
.,
Delle speranze d’Italia
, Capolago: Tipografia Elvetica, 1845
3
, pp. 78-79.
47
I
D
.,
Pensieri sulla storia d’Italia
, p. 78.
48
W
ALTER
M
ATURI
,
Interpretazioni del Risorgimento. Lezioni di storia della storiografia
, Torino: Einaudi, 1962, p.
135.
49
G.M. S
OLARO DELLA
M
ARGARITA
,
Journal historique du siège de la Ville et de la Citadelle de Turin en 1706
cit.
50
La duchessa era sorella dello sconfitto duca d’Orléans.
51
Cibrario pubblicava la versione conservata presso l’archivio della famiglia dell’autore: un’edizione pregiata,
arricchita da lettere inedite, sei piante, il ritratto dell’autore e un rapporto ufficiale indirizzato da Solaro al conte
Maffei, il cui originale era stato fornito da Cesare Saluzzo.
52
P
IETRO
B
ERNABÒ
S
ILORATA
,
Elogio storico del Principe Eugenio di Savoia-Carigano
, Torino: Fodratti, 1842.




