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légué par nos pères, nous le transmettrons avec enthousiasme à nos fils et à nos

arrière-petits neveux, aussi long-temps que la gloire de la Maison de Savoie et

celle qui appartient à cette belle portion de l’Italie qu’Elle gouverne, inséparables

l’une de l’autre, seront fortement et noblement comprises»

53

.

Lo stesso Cibrario avrebbe utilizzato l’insostituibile fonte del Solaro e degli altri

osservatori diretti, in particolare il

Ragguaglio istorico

del Tarizzo, sia nelle

Ori-

gini e progresso delle instituzioni della Monarchia di Savoia

, sia nella

Storia di

Torino

del 1846, dove adottava alcuni dei motivi più tradizionali sull’assedio,

come il disdegno del duca Vittorio rispetto all’offerta dei francesi di salvare il

quartier generale ducale dalle bombe

54

; il trionfo finale di Torino, ancora più

grande dal momento che «i Francesi erano risoluti di spianarl[la]»; l’impegno

delle donne e il sacrificio dei più umili, su tutti quello di Micca «degno d’essere

paragonato co’ maggiori eroi dell’antichità». Proprio nella

Storia di Torino

egli

rendeva un tributo particolare all’eroe di Sagliano, riportando addirittura il

ricorso della vedova di Pietro Micca tra gli unici cinque documenti originali tra-

scritti in appendice, artificio che dava modo all’autore di lodare la generosità

sovrana, limitata in principio ma assai più munifica nei tempi recenti

55

. Si assiste-

va così al recupero di un mito popolare che era sempre stato appannaggio della

tradizione orale e che solo con i sampaolini aveva ricevuto dignità letteraria.

Esso rimandava ancora una volta alla funzione aggregante attorno alla dinastia

svolta dalle memorie patrie, in questo caso sotto il segno dell’eroismo di matri-

ce popolare. Ma per comprendere appieno la natura e le finalità del recupero in

epoca carloalbertina del valore esemplare del gesto di Pietro Micca, occorre allo-

ra fare un passo indietro.

Uno dei gesti eroici più celebri della storia italiana nasce nel sottosuolo, in uno

dei tanti cunicoli che il duca Vittorio Amedeo aveva fatto costruire o ampliare nei

mesi precedenti l’assedio. Qui, nelle gallerie di mina e contromina, si svolge la

guerra sotterranea degli oltre trecento minatori che si muovono nottetempo per

riparare i guasti dei bombardamenti diurni e dei mendicanti dell’ospizio di Carità

impiegati nello sgombero delle macerie dalle gallerie

56

. Questa guerra vide con

ogni probabilità diversi atti di sacrificio ed eroismo popolare rimasti anonimi, l’u-

nico dei quali registrato dalle cronache contemporanee e tramandato e trasfigu-

rato è quello di Pietro Micca, nativo della valle d’Andorno.

L’esaltazione di Pietro Micca avvenne per la prima volta nel 1828, regnante Carlo

Felice

57

. È forse meno nota la rievocazione che l’anno precedente tenne Jean Fré-

zet, professore dell’Accademia militare, basata sulla tradizione popolare, sulle

memorie del marchese Costa di Beauregard e sugli

Annali militari

tradotti in ita-

liano da Luigi Andrioli

58

. La monarchia si riappropriava della memoria di un mar-

53

G.M. S

OLARO DELLA

M

ARGARITA

,

Journal historique du siège de la Ville et de la Citadelle de Turin en 1706

cit.,

pp. III-X.

54

L’autore citava la celebre risposta attribuita al duca: «Il mio quartiere è in tutti i luoghi dove la mia presenza può

essere utile. Ringrazio il Re della sua cortesia». L

UIGI

C

IBRARIO

,

Origini e progresso delle instituzioni della Monar-

chia di Savoia

, 2 voll., Torino: Stamperia Reale, 1855, II,

Specchio cronologico

, pp. 442-444, 464-465.

55

I

D

.,

Storia di Torino

cit., pp. 474-481, 519-521. Il

Ricorso di Maria, vedova di Pietro Micca a Vittorio Amedeo II

del 1707, era estratto dagli Archivi del Genio militare.

56

Ben 38 uomini su 51 della compagnia Minatori provenivano dalla valle d’Andorno perché tradizionalmente zona

di scalpellini, carpentieri e muratori e perché arruolati dal generale delle truppe sabaude Carlo Emilio San Mar-

tino di Parella, marchese d’Andorno, e affidati al loro conterraneo, ingegnere militare Antonio Bertola. Molti

minatori erano occupati nei lavori di ampliamento del reticolo sotterraneo e nelle squadre di addetti al servizio nel

sottosuolo. La comune appartenenza geografica spiegherà in parte la fortuna di Pietro Micca, eroe rappresentati-

vo del corpo dei capomastri provenienti dalle valli: R

EMO

V

ALZ

B

LIN

,

Le comunità di Biella e Andorno

, Biella: Cen-

tro Studi Biellesi, 1966.

57

Essa comprende le ricerche erudite di Promis, Cibrario, Cesare Balbo e la fondazione nell’Archivio di corte di

una scuola di paleografia e diplomatica con annesso insegnamento della storia generale e nazionale; si veda

Ombre

e luci della Restaurazione. Trasformazioni e continuità istituzionali nei territori del Regno di Sardegna

, Roma: Mini-

stero per i beni culturali e ambientali-Ufficio centrale per i beni archivistici, 1997; F

RANCESCO

L

EMMI

,

Carlo Feli-

ce

, Torino: Paravia, 1931, pp. 228-230.

58

J

EAN

F

RÉZET

,

Histoire de la Maison de Savoie

, Torino: Alliana, 1827, t. III, pp. 89-91 che si basa su J

OSEPH

-H

ENRI