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del Muratori, Carlo Denina affermava che dopo il trattato di Utrecht il Piemon-

te, più di ogni altro stato d’Italia, «crebbe d’industria, di ricchezze, di numero

d’abitanti» seguendo «un cambiamento vantaggiosissimo», giungendo successi-

vamente, sostenuto da Galeani Napione, a tracciare un paragone con il ruolo

della Prussia

30

. I lunghi mesi di sacrificio dei torinesi rimanevano sullo sfondo:

l’assedio era stato prima di tutto una prova vittoriosa dell’esercito piemontese

che, con la battaglia del colle dell’Assietta del 1747, aveva trasformato il Piemon-

te, secondo un detto popolare, nella «sepoltura de’ franzesi». Anche nelle pagine

della

Biblioteca Oltremontana e Piemontese

emergeva la consapevolezza che dalla

battaglia di Torino era scaturito un nuovo corso per il Piemonte, antemurale natu-

rale d’Italia, grazie alle aspirazioni del primo re di Sardegna: dopo Emanuele Fili-

berto grande restauratore dell’indipendenza sabauda. Accanto a lui il liberatore

di Torino, un altro Savoia che il destino aveva riunito proprio sotto le mura della

città, da Galeani Napione associati entrambi a Federico II come maggiori capita-

ni della storia moderna

31

. Denina ancora ricordava che sotto le mura di Torino si

era consumata la disfatta delle due corone di Francia e Spagna. Grazie alla bra-

vura del principe Eugenio, «celebre per altri molti suoi fatti in guerra, per l’abi-

lità delle negoziazioni, e per ogni genere di virtù civili e cristiane», del duca di

Savoia, «principe di grande animo, ed accortissimo sopra ogni altro dell’età sua»,

o forse pure per «l’imprudenza e il cattivo impegno del Fogliada, e le cabale del

Marsino», egli affermava che lo scioglimento dell’assedio «si contò tra colpi più

decisivi di quella guerra, e per le cose d’Italia particolarmente fu d’estrema

30

C

ARLO

D

ENINA

,

Delle rivoluzioni d’Italia

, Torino: Reycend, 3 voll., 1769; con il XXV libro, si spingerà sino al

1792. M. F

UBINI

L

EUZZI

,

Gli studi storici in Piemonte

cit., pp. 119-120; C. C

ALCATERRA

,

«Il nostro imminente

Risorgimento»

cit., pp. 412 e 439.

31

Ibid

., pp. 411-412.

Friedrich Bernhard Werner,

Monte Superga appresso

di Torino

, incisione in rame, 1730 circa (ASCT,

Colle-

zione Simeom

, D 453).