279
del Muratori, Carlo Denina affermava che dopo il trattato di Utrecht il Piemon-
te, più di ogni altro stato d’Italia, «crebbe d’industria, di ricchezze, di numero
d’abitanti» seguendo «un cambiamento vantaggiosissimo», giungendo successi-
vamente, sostenuto da Galeani Napione, a tracciare un paragone con il ruolo
della Prussia
30
. I lunghi mesi di sacrificio dei torinesi rimanevano sullo sfondo:
l’assedio era stato prima di tutto una prova vittoriosa dell’esercito piemontese
che, con la battaglia del colle dell’Assietta del 1747, aveva trasformato il Piemon-
te, secondo un detto popolare, nella «sepoltura de’ franzesi». Anche nelle pagine
della
Biblioteca Oltremontana e Piemontese
emergeva la consapevolezza che dalla
battaglia di Torino era scaturito un nuovo corso per il Piemonte, antemurale natu-
rale d’Italia, grazie alle aspirazioni del primo re di Sardegna: dopo Emanuele Fili-
berto grande restauratore dell’indipendenza sabauda. Accanto a lui il liberatore
di Torino, un altro Savoia che il destino aveva riunito proprio sotto le mura della
città, da Galeani Napione associati entrambi a Federico II come maggiori capita-
ni della storia moderna
31
. Denina ancora ricordava che sotto le mura di Torino si
era consumata la disfatta delle due corone di Francia e Spagna. Grazie alla bra-
vura del principe Eugenio, «celebre per altri molti suoi fatti in guerra, per l’abi-
lità delle negoziazioni, e per ogni genere di virtù civili e cristiane», del duca di
Savoia, «principe di grande animo, ed accortissimo sopra ogni altro dell’età sua»,
o forse pure per «l’imprudenza e il cattivo impegno del Fogliada, e le cabale del
Marsino», egli affermava che lo scioglimento dell’assedio «si contò tra colpi più
decisivi di quella guerra, e per le cose d’Italia particolarmente fu d’estrema
30
C
ARLO
D
ENINA
,
Delle rivoluzioni d’Italia
, Torino: Reycend, 3 voll., 1769; con il XXV libro, si spingerà sino al
1792. M. F
UBINI
L
EUZZI
,
Gli studi storici in Piemonte
cit., pp. 119-120; C. C
ALCATERRA
,
«Il nostro imminente
Risorgimento»
cit., pp. 412 e 439.
31
Ibid
., pp. 411-412.
Friedrich Bernhard Werner,
Monte Superga appresso
di Torino
, incisione in rame, 1730 circa (ASCT,
Colle-
zione Simeom
, D 453).




