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secondo il modello del «philosophe guerrier» attribuitogli dal poeta francese

Jean-Baptiste Rousseau. Vi contribuirono anche alcuni tratti misteriosi, la riserva-

tezza del carattere, l’assenza di famiglia e discendenti, la scarsità delle fonti docu-

mentarie private e la mancanza di un testamento che disponesse delle sue straor-

dinarie fortune. Il suo profilo biografico, insieme audace e misterioso, suscitò l’in-

teresse dei contemporanei e colpì la fantasia, come ha messo in luce Ricuperati,

di artisti, scultori e ritrattisti, ma specialmente di scrittori, pubblicisti e storici.

L’esaltazione di Eugenio inizia subito dopo la morte, con la salma in processione

per le strade di Vienna, i funerali solenni nella cattedrale di Santo Stefano

17

(dura-

ti lo spazio di tre giorni e costati all’imperatore più di 40 mila fiorini, con un appa-

rato effimero ideato da Lukas von Hildebrandt, primo ingegnere di corte

18

), l’o-

razione funebre del nunzio apostolico a Vienna, Domenico Passionei

19

, arcivesco-

vo di Efeso e amico personale del principe; prosegue poi con le numerose biogra-

fie a lui dedicate. L’entusiasmo suscitato dalle sue apparizioni in pubblico, la soli-

taria grandezza, l’eco delle gesta militari ne avevano peraltro forgiato il mito anco-

ra in vita, ponendo le basi di una fortuna destinata a durare nel tempo: le prime

storie di Eugenio di Savoia apparvero già all’inizio del Settecento, tradotte in lin-

gue diverse, in Inghilterra e soprattutto in Olanda, quale tributo al principe

governatore

20

.

Anche in Italia prosperava la fama del principe; mentre il resto d’Europa celebra-

va in lui il difensore della cristianità, così come lo scultore salisburghese Baltha-

sar Permoser che l’aveva scolpito nel marmo bianco nell’atto di calpestare un

turco

21

, ciò che più importava agli occhi degli storici nostrani erano le origini ita-

liane e la discendenza da casa Savoia, contrapposte polemicamente alla formazio-

ne francese e all’ostracismo di Luigi XIV che aveva spinto il giovane Eugenio,

amareggiato e umiliato, a cercare fortuna all’estero. Se a Torino nel 1789 apparve

la traduzione della biografia olandese, era inevitabile che i precursori del «nostro

imminente Risorgimento» enfatizzassero il suo risentimento nei confronti del re

francese ed esasperassero i tratti allobroghi del principe per accoglierlo nel

pantheon dei

Piemontesi illustri

. Per seguire la ripresa dei temi legati alle vicende

dell’assedio nella storiografia del secondo Settecento è proficuo il ricorso al dotto

volume di Carlo Calcaterra apparso nel 1935 che, nonostante i limiti dell’impo-

stazione ideologica e le impennate di stampo nazionalistico, rimane un punto di

riferimento obbligato per chi voglia avvicinarsi al gruppo di intellettuali del regno

di Vittorio Amedeo III, protagonisti di un autentico rinascimento culturale che,

attraverso la creazione di una storiografia nazionale e popolare, ricercava le radi-

ci italiane del vecchio Piemonte sabaudo

22

. Per i soci riuniti intorno alla Patria

17

Il rito funebre ebbe luogo il 26 aprile del 1736; vi assistette l’imperatore in incognito, poiché Eugenio non appar-

teneva agli Asburgo. Il principe fu sepolto nei sotterranei della piccola Kreuzkappel del Duomo di Santo Stefano

a Vienna, dove riposano le salme dei fratelli Luigi Tommaso e Luigi Giulio e del nipote Emanuele. Il monumen-

to è un sarcofago marmoreo su cui è scolpita a bassorilievo la battaglia di Belgrado: I

LIO

J

ORI

,

Eugenio di Savoia

,

2 voll., Torino: Paravia, 1933-1934, II, pp. 278-283. Il cuore del principe fu collocato in una teca d’argento a

Superga, ma poi riportato a Vienna: D

EREK

M

C

K

AY

,

Eugenio di Savoia. Ritratto di un condottiero 1663-1736

, Tori-

no: Sei, 1989, p. 302.

18

C

IRO

P

AOLETTI

,

Il Principe Eugenio di Savoia

, Roma: Ufficio Storico dell’Esercito, 2001, pp. 544-545.

19

D

OMENICO

P

ASSIONEI

,

Orazione funebre per il Ser. Principe Eugenio di Savoia

, Padova: Comino, 1738.

20

G

IUSEPPE

R

ICUPERATI

,

Prefazione

, in D. M

C

K

AY

,

Eugenio di Savoia

cit., pp. V-XIV. In Italia vide la luce il cele-

bre

Vita e campeggiamenti del Serenissimo Principe Francesco Eugenio di Savoja, supremo comandante degli eserci-

ti Cesarei, e dell’Impero

, uscito in tre edizioni (Venezia: Recurti, 1738 e 1742; Napoli: Lanciano, 1739). All’estero,

oltre agli scritti del principe di Ligne (

Vie du Prince Eugène de Savoie, Generalissime des armées autrichiennes, écri-

tes par lui-méme

, Paris: Michaud, 1810), circolarono le prime opere sulle sue gesta: A

RTANVILLE

,

Mémoires pour

servir à l’Histoire du prince Eugène

, La Haje: Foulque, 1710;

Histoire du prince Eugène de Savoie

pubblicata ano-

nima a Londra nel 1739; la grande biografia

Histoire du Prince François Eugène de Savoie

, Amsterdam: Arkstee,

1740, più volte ristampata a Vienna. Eugenio fu inoltre il protagonista di J

EAN

D

UMONT

,

Batailles gagnées

, La

Haje: Gosse, 1725, riprese da J

EAN

R

OUSSET DE

M

ISSY

,

Histoire militaire du Prince Eugène de Savoye, du Prince et

Duc de Marlborough, et du Prince de Nassau-Frise

, I, La Haje: Kloot, 1729.

21

Ultimata nel 1721, la statua fu collocata nella sala dei Marmi del Belvedere a Vienna: D. M

C

K

AY

,

Eugenio di

Savoia

cit., p. 243.

22

C

ARLO

C

ALCATERRA

,

«Il nostro imminente Risorgimento». Gli studi e la letteratura in Piemonte nel periodo della