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Giustizia della causa comune, la Sovranità del suo Principe, e la libertà dell’Ita-

lia». Analogo riferimento si può cogliere nella dedica con cui nel 1712 i sindaci

offrirono la nuova storia della città, scritta da Ferrero di Lauriano, a Vittorio

Amedeo, venuto «in quella strepitosa giornata [...] à vendicare un’altra volta l’I-

talia dal livore straniero dell’armi»

11

. Accenni a uno spirito di italianità potevano

poi ancora essere evocati mezzo secolo dopo la liberazione di Torino dall’accade-

mico della crusca Francesco Maria Ottieri in un’opera sulla guerra di successio-

ne spagnola: «Amedeo ebbe il vanto di far conoscere il suo spirito e la sua virtù

ad onore del secol nostro e del nome Italiano»

12

.

Gli osservatori diretti dell’assedio non avevano mancato di ricostruire in dettaglio

le fasi belliche, le strategie militari in atto nella campagna del 1706, le prove supe-

rate dalla cavalleria e dall’artiglieria ducale, il coraggio degli ussari imperiali, la

11

Si veda la dedica di F

RANCESCO

M

ARIA

F

ERRERO DI

L

AURIANO

,

Istoria dell’augusta città di Torino

, Torino: Zap-

pata, 1712, p. II.

12

F

RANCESCO

M

ARIA

O

TTIERI

,

Istoria delle guerre avvenute in Europa e particolarmente in Italia per la successione

alla monarchia delle Spagne dall’anno 1696, all’anno 1725

, t. IV, Roma: Stamperia di Pallade, 1754, pp. 230-231.

Gaspard Baillieu,

Plan de la Ville et Citadelle de Turin

,

incisione in rame, 1705-1706 (ASCT,

Collezione

Simeom

, D 25).