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È interessante osservare come una serie di
topoi
ripresi e rielaborati dalla succes-
siva storiografia, soprattutto risorgimentale, seppur con accenti e sensibilità
diverse, trovino largo spazio già nelle prime cronache. Esse insistono sull’impe-
gno e sulle capacità organizzative delle autorità municipali, delle comunità reli-
giose, dei privati nell’assicurarsi le riserve di viveri e di munizioni necessarie, non-
ché sul grande sforzo finanziario per sostenere il credito di guerra
6
. L’esaltazione
del prudente governo degli amministratori cittadini è il primo obiettivo della cro-
naca del Tarizzo e alle sue pagine si rifaranno quanti vorranno magnificare l’im-
pegno contro i tre «nemici formidabili della Confusione, del Timore e del Biso-
gno». Vi è poi, già lo si è accennato, un protagonista corale dell’assedio: i torine-
si per tutta l’estate sottoposti ai colpi micidiali dei 49 mortai che tengono sotto
tiro la città e agli spezzoni del selciato trasformati in proiettili mortali; i rifugiati,
evacuati dalle zone più a rischio e ammassati presso la contrada di Po; i morti
sepolti in gran fretta nelle fosse comuni per evitare il rischio di epidemie. I testi-
moni oculari indugiano a lungo sul momento più critico, la fuga del duca a metà
giugno, e la risoluzione dei torinesi nel difendere la città, interpretata come la più
grande prova di lealtà e attaccamento di un intero popolo di «ottimi Sudditi» al
principe
7
, e come tale ripresa dagli storici posteriori.
I resoconti coevi si dilungano anche sulla dimensione religiosa che contribuì al
radicamento dell’assedio nella storia urbana. Basterà qui accennare al fatto che la
liberazione, avvenuta alla vigilia della festa della Natività di Maria dell’8 settem-
bre, sia stata attribuita all’intervento della Vergine
8
o al celebre voto pronuncia-
to da Vittorio Amedeo II dall’alto della collina di Superga. Il santuario mariano
della Consolata, in seguito all’episodio proclamata patrona della città, comincia-
va proprio allora a divenire uno dei luoghi cardine della spiritualità torinese e
successivamente, insieme alla basilica di Superga dedicata alla Natività di Maria
e alla chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Salute in borgata Vittoria,
avrebbe formato il «triangolo mariano» legato alla felice conclusione dell’asse-
dio. I cronisti insistono poi sull’impegno del clero, esentato dal servizio militare,
e sull’opera di soccorso prestata dai religiosi e dalle confraternite ai feriti, alle vit-
time dei bombardamenti e sulla descrizione di luoghi sacri, novene, processioni
alla cappella della Sindone, quarant’ore di preghiera all’Ospedale di Carità.
Nascerà già allora l’esaltazione di figure come l’arcivescovo Michele Antonio
Vibò di Praly o il filippino Sebastiano Valfrè, ritratti nell’atto di recare conforto
ai molti feriti fin sulle fortificazioni. Di qui deriva a metà Ottocento l’esaltazione
dell’obbedienza del clero, di quanti «andavano a gara» per pregare, incoraggia-
re, confortare, consolare
9
.
Alla descrizione dell’assedio i resoconti coevi legano anche il mito della coesione
sociale, un tratto, non a caso, riproposto con particolare forza agli inizi del Nove-
cento
10
: il «contributo generale alla difesa di questa capitale» esaltato dal Solaro
nelle pagine del
Journal
, oltre alla quasi assenza di criminalità, sciacallaggio, rube-
rie in una città in stato d’assedio, sottolineata con enfasi nel ricordo dell’unico
ladro appeso a penzoloni, a lugubre monito, sulla forca di piazza delle Erbe. Pur
6
G
EOFFREY
S
YMCOX
,
La città di Vittorio Amedeo II e dell’assolutismo
, in
Storia di Torino
, IV, G
IUSEPPE
R
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-
TI
(a cura di),
La città fra crisi e ripresa (1630-1730)
, Torino: Einaudi, 2002, pp. 747-751.
7
F.A. T
ARIZZO
Ragguaglio istorico dell’assedio, difesa, e liberazione della città di Torino
cit., p. 23.
8
Secondo la tradizione la beata Maria degli Angeli predisse che la liberazione sarebbe avvenuta proprio alla vigi-
lia della ricorrenza religiosa.
9
L
UIGI
C
IBRARIO
,
Storia di Torino
, 2 voll., Torino: Fontana, 1846, I, p. 477; C
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,
Storia d’Italia continua-
ta da quella di Francesco Guicciardini sino all’anno 1789 con ischiarimenti e note
, 8 voll., Milano: Silvestri, 1843-
1844, VI, pp. 174-176.
10
F
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R
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,
Vita torinese durante l’assedio (1703-1707)
, in
Le campagne di guerra in Piemonte
(1703-1708) e l’assedio di Torino (1706)
, 10 voll., Torino: Bocca, 1907, VII; P
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F
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Tre anni di guerra e l’as-
sedio di Torino del 1706
, Roma: Voghera, 1905.
Piano della Città e Cittadella di Torino
, disegno a penna
acquerellato (ASCT,
Collezione Simeom
, D 50).




