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citando gli atti di diserzione, spionaggio e collaborazionismo, le cronache e gran

parte delle narrazioni successive esaltano la lealtà del popolo, la concordia con il

duca e la corte, la compattezza sociale di nobiltà, borghesia distinta, mercanti e

artigiani delle trenta corporazioni, popolo minuto. Alcuni scrittori posteriori

individuano proprio nelle pagine coeve i primi accenni alla lotta italiana contro lo

straniero, elevando i temuti assedianti gallispani al rango di invasori della peniso-

la e indicando negli eventi del 1706 il preludio alle lotte del Risorgimento: un pre-

sunto sentimento di italianità attribuito per primo già alla dedica del

Ragguaglio

del Tarizzo a sindaci e consiglieri: «qual gloria è mai di questa Metropoli, che si

dica in tutta l’Europa, e debba dirsi in tutti i tempi a venire, che siasi infranta con-

tro alle sue mura la Potenza di due grandi Monarchie, che la fedeltà, e il valor de’

Cittadini sieno stati bastevoli a rintuzzare una sì smisurata forza, a sostenere la

San Filippo Neri e il beato Sebastiano Valfrè, incisione

in rame (ASCT,

Collezione Simeom

, D 2297).