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57

1

Come fa C

IRO

P

AOLETTI

,

Il principe Eugenio di Savoia

, Roma: Ufficio storico dell’esercito, 2001. Le altre biogra-

fie attualmente disponibili in italiano sono N

ICHOLAS

H

ENDERSON

,

Eugenio di Savoia

, Milano: Dall’Oglio, 1964,

recentemente ristampata; D

EREK

M

C

K

AY

,

Eugenio di Savoia. Ritratto di un condottiero 1663-1736

, Torino: Sei,

1989; F

RANZ

H

ERRE

,

Eugenio di Savoia. Il condottiero, lo statista, l’uomo

, Milano: Garzanti, 2001.

Eugenio di Savoia. Un ritratto

di Alessandro Barbero

UN PERSONAGGIO SFUGGENTE

Nato nel 1663 e vissuto fino all’età di 72 anni, il principe Eugenio non ci ha lascia-

to nulla di scritto, a eccezione d’una fitta corrispondenza d’ufficio: in parte auto-

grafa, in francese o in italiano, in parte dettata a segretari, nel colorito tedesco

infranciosato che si usava ai suoi tempi. Dunque non disponiamo né di un episto-

lario privato, né di memorie, benché qualche letterato abbia provveduto a pub-

blicarne di apocrife, pratica non rara a quell’epoca. I contemporanei che l’hanno

conosciuto e ci parlano di lui sono molti e variamente assortiti, da Federico il

Grande a Pietro Giannone, ma tutti hanno incontrato Eugenio in situazioni uffi-

ciali e da una certa distanza, con la sola, rilevante eccezione della principessa

Palatina, la grande pettegola della corte di Luigi XIV, che lo conobbe adolescen-

te – ma come vedremo la credibilità della sua testimonianza è discussa.

La desolante povertà delle fonti spiega come mai le molte biografie di Eugenio

tendano quasi tutte a ricopiarsi fra loro e siano costrette, per darsi un filo condut-

tore, a ripercorrere in dettaglio cinquant’anni di vita politica e militare dell’Euro-

pa d’Antico regime, dedicando una parte sproporzionata delle loro pagine alla

costruzione del palcoscenico su cui l’eroe galoppa a intermittenza, in base agli

andirivieni della sua affaccendata carriera (benché, come è stato dimostrato di

recente, tutta questa ripetitività non sia affatto inevitabile, perché è ancora possi-

bile cavar fuori molto d’interessante da un attento lavoro d’archivio sulla corri-

spondenza diplomatica dell’epoca

1

). Le campagne militari di Eugenio occupano

gran parte dello spazio rimanente; la sua attività di collezionista e mecenate è

spesso oggetto d’un capitolo separato; sull’uomo, al di fuori della sfera pubblica,

si sa poco o niente.

Il principe Eugenio, insomma, è un personaggio sfuggente e del resto i contem-

poranei si accordano nel riferire che era cortesissimo ma evasivo, parlava di sé il

meno possibile e nessuno sapeva mai che cosa pensasse davvero. Si era incerti

perfino sulla sua nazionalità – un dato, quest’ultimo, che anche in un mondo

cosmopolita come fu il suo tendeva a essere considerato costitutivo di ogni iden-

tità, sia pure principesca. Voltaire si dispiacque che il Re Sole non avesse saputo

assicurarsi i servigi di «un francese, ché non si può definire altrimenti il princi-