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Claude Du Bosc,
The battle of Zente
, acquaforte, in
John Campbell,
The military history of the late Prince
Eugene of Savoy and of the late John Duke of Marlbo-
rough [...]
(BCT, 413 A 64, dopo p. 36).
dagli storici militari sono proprio quelle in cui evitò di farsi invischiare nelle mac-
chinosità della guerra d’assedio e diede la priorità alla manovra e alla ricerca della
battaglia decisiva. Il fatto che la sua esperienza militare sia cominciata a Vienna
nel 1683, quando il Gran Visir che la assediava venne sbaragliato dalle forze cri-
stiane giunte in soccorso e perdette allo stesso tempo la battaglia, l’assedio, l’eser-
cito e la vita, può aver contribuito a orientarlo in una direzione che alla luce del
pensiero strategico moderno appare la più sana; e non è forse un caso che una
delle sue più grandi vittorie, proprio quella di Torino che ci interessa particolar-
mente in questa sede, ricalchi lo stesso modello.
Ma sarebbe una distorsione immaginare che Eugenio fosse così avanti rispetto al
suo tempo da poter ignorare del tutto quella che era pur sempre una dimensione
costitutiva della guerra barocca. Se analizziamo i tre assedi più importanti della
sua carriera, vedremo che si impegnò fino in fondo anche in questo campo,
dispiegandovi tutto il suo talento organizzativo; anche se il giudizio sulla loro
opportunità strategica è tutt’altro che univoco. L’assedio di Tolone nel 1707 gli fu




