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Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà

Il Museo, che ha sede presso i Quartieri Militari, offre un allestimento multimediale e interattivo dedicato all’interpretazione della Seconda Guerra Mondiale e delle sue conseguenze. Alcuni spazi al secondo piano ospitano mostre temporanee, incontri e proiezioni su temi storici e di attualità.


CORSO VALDOCCO 4/A

Attività: 2003

Attività: 16 Ottobre 2014
Il Portale della Didattica è online

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  • 1. Il museo

    Il Museo è stato inaugurato il 30 maggio del 2003 e ha sede nel settecentesco palazzo dei Quartieri Militari di San Celso, costruito su disegno di Filippo Juvarra nel 1716. Nello stesso palazzo sono ospitati l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e il Centro internazionale di studi Primo Levi.

    Il concetto di “museo diffuso” sottolinea lo stretto rapporto con il territorio e l’impegno a favore della valorizzazione dei luoghi di memoria: un invito a uscire dagli spazi espositivi per ritrovare nel tessuto cittadino le tracce della nostra storia.

    L’allestimento permanente “Torino 1938 – 1948. Dalle Leggi Razziali alla Costituzione” rievoca la vita quotidiana durante la guerra, l’occupazione tedesca, la Resistenza e il ritorno alla democrazia, attraverso le immagini, i suoni e le voci dei testimoni, presentati in una originale installazione multimediale. Partendo dalle vicende di Torino e del suo territorio nel periodo del secondo conflitto mondiale, il Museo estende il suo interesse all'Europa, al Novecento e alla contemporaneità: ospita e organizza mostre temporanee, incontri, convegni, proiezioni, spettacoli, attività educative.

    In occasione del Giorno della Memoria, della Festa della Liberazione e delle altre principali ricorrenze civili propone eventi e iniziative speciali.

    Il Museo fa parte di Paesaggi della Memoria, rete di musei e luoghi costituitasi nell'aprile 2017 che si propone di promuovere la ricerca e l’approfondimento attorno ai luoghi di memoria, sollecitare il confronto con altre esperienze, anche internazionali, e sviluppare idee per una sempre migliore fruibilità da parte del pubblico di tali realtà, intese come luoghi di riflessione e di costruzione di una coscienza storica e civile.

    2. Portale della didattica

    Dal 16 ottobre 2014 è online il portale della didattica, risultato finale di un progetto biennale, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo, volto al consolidamento della funzione educativa del Museo. L'iniziativa nasce con un duplice obiettivo: da un lato mettere in rete e valorizzare la produzione didattica del Museo a partire dal 2003, dall'altro proporsi come strumento per favorire la condivisione di esperienze, idee e materiali didattici tra insegnanti che lavorano intorno ai temi fondanti della nostra realtà museale.

    3. Pietre d'inciampo

    Il Museo, con la Comunità Ebraica di Torino, il Goethe-Institut Turin e l’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned) – sezione Torino, porta a Torino le Stolpersteine di Gunter Demnig (1), il primo monumento dal basso a livello europeo ideato e realizzato per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista.
    L’artista realizza piccole targhe di ottone poste su cubetti di pietra che sono poi incastonati nel selciato davanti all'ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. L'incisione sulle targa riporta il nome della persona deportata, l’anno di nascita, la data e il luogo dell’arresto, della deportazione e della morte.
    La prima edizione dell'iniziativa a Torino, ha luogo il 10 e 11 gennaio 2015 e vede la posa di 27 pietre in cinque Circoscrizioni. Nell'edizione 2016, la città accoglie 40 nuove pietre dedicate alle vittime della deportazione nazista e fascista, mentre nel 2017 ne vengono posate altre 18.

    Note

    (1) http://www.stolpersteine.eu/en/biography/

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    • Fototeca
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    • Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà