[^ s p o s ta rosi in breve sintesi rondini* storica,
I
J
geografica. economica e naturale «Iella nostra
industria cittadina non è esaurito certamente il com
pito elle ci siamo prefissi. Spontanea si presenta la
domanda: se tale è la posizione naturale ili Torino,
(piali sono i mezzi per far fronte ad un ulteriore svi
luppo della sua indust ria
!
Clic la città abbia sofferto maggiormente la crisi
di questi ultim i anni pare ormai accertato e, già lo
rilevammo, complesse sono le cause (li (plesto feno
meno. in parte attribuibili alla natura del com parti
mento. Non è aliena la sua posizione geografica stessa
d ie se da una parte è favorevole per un forte industria
lismo (circondata dalle Alpi, verso la parte più ripida
del versante, vi trova ottime fonti di energia idrica c
ottim i mezzi naturali di deflusso delle correliti),
dall'altra è infelice la sua posizione dal punto di
vista commerciale nei confronti ad esempio di M i
lano.
La posizione eccentrica la mette fuori delle correnti
naturali centrali di scambio, e la crisi, gli ostacoli
doganali, ne aumentarono le ditlicoltà per (pianto
riguarda le comunicazioni più dirette e più naturali
con la Krancia.
Contribuirono poi a deprimere le condizioni eco
nomiche cittadine la congiuntura generale sfavorevole
dal I !•«!• al 1
le ditlicoltà ili mercati internazionali,
la politica internazionale delle divise, i nazionali-mi
clic dalle guerre in poi si sono generalizzati un p<>*
ovunque, le redistrilmziotii nuove avvenute nei pro
cessi protluttivi di ogni paese, per cui ogni città indu
striale europea risente conseguentemente le minorate
condizioni in cui l'K u rop a è venuta a trovarsi nei
confronti di (pici paesi d'oltre oceano che hanno
beneficiato di m igliorate e maggiorate condizioni pro
duttive dal MH.’i ad oggi.
Sono queste condizioni di ordine generale che sa
ranno solii superate collettivam ente mediante la eoo
perazioiiedi tutti gli uomini di buona volontà.coopera
zione che l'Ita lia sotto lu guida del linee segue per
virtù del suo originale ordinamento
corporativo.il(piale le permette di resistere meglio di altri paesi
alla pressione dei prezzi. l ’er cui risulta evidente che
solo attraverso un potenziamento della sua industria
può Torino far vivere i ■suoi
abitanti, non
certo accontentandosi di altre a ttività aiisiliarie com
merciali. turistiche od artistiche le «piali, è
In-ii
vero,
hanno e avranno la virtii di contribuire a un più
largo movimento di persone e di capitali o di merci,
ma non potranno mai da esse sol»* salvaguardare gli
interessi dei suoi abitanti, sostenere il carico e le pos
sibilità di rinnovo dei capitali industriali, favorire il
giro incessante del suo risparmio, conservare al capi
tale complessivo un sufficiente saggio di rimunera
zione tale da giustificare un saggio abbastanza alto di
produttività, un equilibrio fra i diversi usi del rispar
mio, una distribuzione equa e perequata del prodotto.
M a il credere di poter affidare ad altre a ttiv ità che
non quelle industriali, la responsabilità maggiore di
(plesto compito, è illusione perniciosissima, fonte di
danni e di imm iserimento progressivo.
(Ju a li potranno essere gli sviluppi futuri della poli
tica economica internazionale non possiamo dire,
nè sarebbe nostro compito; è certo però che dallo
sforzo generale di districarsi dalle presenti crisi po
tranno sollevarsi (pici paesi j quali avranno predi
sposto in tempo i mezzi per aumentare la p roduttività
del proprio complesso economico.
K poiché Torino è città che ebbe a soffrire particolar
mente durante questo sforzo e deve riprendersi me
diante i mezzi che la sua natura, l'ab ilità dei suoi uo
mini, la tradizione gli offrono, è naturale che oggi
noi dobbiamo preoccuparci di un
pinna grnrrnlr in
dustriali t prudutiira
elle noli perda di vista le esi
genze sulle quali brevemente ci siamo intrattenuti.
Ì 3 opinione comune e logica che un ristretto in
dustriale si sviluppa ili modo
mnrrnirntr
solo allor
quando il convergere di un complesso di condizioni
favorevoli permettano alle industrie varie, ai com
merci conseguenti, di prosperare a un costo unitario
minimo. Se il costo tende a rimanere alto, più alto
che in altre regioni, possiamo d ir subito che la regione
non è
untumimnih m nnnicntr.
Ikispondoim a queste condizioni: l'ubicazione, le
condizioni di clima, il costo dei trasporti, «Ielle com uni
cazioni. la forza motrice, la mano d'opera, le materie
prime, il potere di concentrazione delle aziende, il
costo delle materie sussidiarie e dei servizi. Esclusa
la questione delle materie prime Torino ha già tro
vato la sua convenienza spontanea industriale nel-
l'esistenza contemporanea di tutti gli altri contorte-
voli fattori; oggi" è però necessario intensificare a rti
ficialmente queste condizioni naturali poiché, giova
ripeterlo, il distretto può allargarsi, m igliorare solo
in (pianto sussistano |>er lungo tcm|M> particolari
condizioni di favore che si risolvano in
riduzioni di
n u li.
IH primo problema diciamo cosi di
pnpnm zianr,
sarà quello di provvedere ;dla costruzione di una
Carta drilli zumi iuduxtrinh
di Torino.




