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C

'ion i un si canicolari, con il sole che si ricorda e ci

' ricorda la sua potenza di centrale calorifica,anche il

>'incma >i conforma ad un uso umano; e va in vacanza.

K se proprio non s’imbarca jht lidi ventilati da brezze

o |K-r altitudini algide, ripara in locali di second’ordine

e si rifugia in periferia.

Chiuse le sale

jh t

prime visioni, le vaste e composite

architetture chiamate

jk t

un certo tempo, senza la pre­

senza frastonante del pubblico a contemplare sè stesse,

esaurito il rifornimento delle « novità » più calamitanti,

.n tifosi della settima arte non resta che inseguire

1

film sfuggiti loro di mano in un cinema all’aperto o in

un locale pescato a caso in una serotina e refrigerante

esplorazione degli estremi versanti della città. Hppure è

questa, per chi ha la vocazione, una «caccia » vistosa­

mente provvista di attrattive. E a non contare la sor­

presa

e la soddisfa/ione di ]x>ter riacciuffare un vecchio

tilin di cui udimmo o leggemmo mirabilia, e a tacere

dell’agio, della calma ponderazione, di quel senso di

distesa e pacata deliberazione con cui si assiste ad una

seconda visione, piacata ormai la febbre e la curiosità

il<Ila conoscenza dell’argomento; c’è il tono familiare e

p>jM)laresco e dimesso di queste adunate. Manca quella

|urvenza di mondanità, un che di commisto tra l’obbligo

ed il vezzo della parata elegante, eli e un po’ sempre

nelle s;ile alla moda il contorno delle

«

prime

»; jk t

cui

la mostra del pubblico diventa in un certo senso uno spet­

tacolo sussidiario ed aggiunto. Oui, al contrario, la gente

viene a vedere amare e morire sullo schermo i suoi divi

con i panni di tutti i giorni. Kd è sicura di trovare, a

«''inpenso di (pasta disinvolta immediatezza, come ad

un fantastico appuntamento, i volti ed i moduli delle

sue remote e recenti passioni.

Il buio della Siila induce il fresco;

1111

« novecento><

volenteroso mi intenzionale, ha ampliato e sollevato

1

' volte; il pubblico è assiepato nei secondi posti.

Lumini in maniche di camicia, donne in capelli, bimbi

die hanno procrastinato l'or;» del sonno. I)ei ventilatori

sindustiiano di rinforzare la corrente tra i vani delle

P"rte. 11 fruscio scattante del proiettore si mescola, in

una curiosa commistione, con l’eco dei passi sulla strada.

Anche fra pareti di cemento si ha così l'impressione di

èssereall’aperto. E lo spettacolo, non soltanto jht questo,

aumenta i caratteri dello spettacolo pubblico.

11

tilni

punta verso la conclusione della catastrofe od imbocca

lo stretto della scena saliente.

Ed ecco che è accompagnato (Li voci allevate neH’om-

l>r.t in sordina, è fiancheggiato da sospiri di un dichia­

rato timbro umano, è sollecitato dalle note acute dei

bimbi che, nonostante i rimbrotti intimidatori, non rie­

scono a trattenere gli spiriti. Una partecipazione minu­

ziosa e corale, un commento puntuale e collettivo che

dicono come in ogni angolo della sala siano accesi

i

fuochi dell’attenzione, come ogni sguardo

sia

uncinato

alle fasi della vicenda

In questi locali, alcuni dei quali così fuori mano da

indurci a studiare la topografia della città, di questa

stagione si ha la riprova della potenza e della magia

del cinema. E ci si convince, a considerare la natura e

la sensibilità di questo pubblico, il cui gusto è scaltrito

e line, anche senza avere ingerito dense

jmjzìoiiì

di pre­

cetti estetici, che lo Charlot della prima maniera, il più

autentico, lo Charlot non ancora avariato dalla tara

delle

intenzioni ixjlemiche e dall’inclinazione verso varie

scnsiblt-ries, lo Charlot ancora rinvenibile a caso in certi

vecchi film sbiaditi e tarlati dal tempo e ual lungo uso,

11011

invocherebbe altro consenso. Un pubblico così

appassionato, vigile e fedele agli effetti degli eterni

motivi: eroismi, bontà, generosità, lotte ed amori, che

noi una di queste sere afose, capitati su una sedia di

uu cinema di periferia, non stentiamo a riconoscere

sintetizzato ed impersonato nella romantica commozione

della sartina che ci siede accanto; e trae dalla l>orsetta

furtivamente il fazzoletto. Sullo schermo ha tino a

jkxto

fa vibrato la disperata insania di (ireta Garbo in veste

«li Margherita Gautier, ed adesso sublimamente, impa-

reggiabilmente in una girandola di supremi accenti si

affievolisce e muore.

s. g.