«(•rullilo niì'rt* unii ricchissim a moli* ili docum enti,
ni*
morii* i* carteggi, fru tto ili una laboriosa esplo-
M/.ioiK» di m olti A rchivi ili S ta to c privati e ili fonti
a lam pa pressori»- introvabili.
* * *
La Legge C asati non parla ili istituzioni prescola
stiche.
Solo dal ISS.*» il Parlam ento Italiano inconiinria
mi occuparsi degli Asili Infantili: il M inistro ('oppino
imposi* l'istituzione di un (iiardino d ’infanzia, presso
la
scuola di Tirocinio.
Nel 1SS!», Paolo Rosclli fece iniziare corsi estivi
ili
conferenze ed esercitazioni per m aestre d'asilo.
Nel 1S9.*» il .Ministero deiristruzioin* Pubblica si
riservò di d eterm inare, con apposite istituzioni, i
programm i ed il m etodo d'insegnam ento, e creò,
presso ogni scuola norm ale, un (iiardino d 'in fan z ia ,
punendo come requisito indispensabile per o tten ere
il diplom a di m aestra giardiniera, presso la scuola
normale, la licenza di d e tta scuola. Prim a d'allo ra
nessun titolo di idoneità era p rescritto per le m aestre
addette all'insegnam ento: il Regolam ento 11 set
tembre ISSI» dispose che per esercitare l'utlicio di
maestre o di direttrici di un Asilo d 'in fa n z ia , sussi
diato dal (inverno, fosse necessaria la p a te n te infe
riore o superiore.
11 R. D ecreto 1 1 maggio 1916 concluse i provvedi
menti legislativi iniziati dal M inistro ('redatti tin dal
la R iform a d e n tile del
le modificò ed
accrebbe, com prendendo, nel suo vasto piano, la
scuola di grado preparatorio per i bam bini e la
Scuola di Metodo » per le E ducatrici.
Il Testo unico, ap p ro v ato con R. Decreto
feb
braio 19JS, n. .*»77 (a rt. Ut»), include gli Istitu ti |x*r
l'infanzia nel gran q uadro dell'educazione nazionale
decretando che l'istruzione elem entare com prenda il
grado p rep aratorio (scuole per l'infanzia della d u ra ta
-li 3 anni per bandiini dai 3 ai ti anni).
I /a r t. 1*8 d e tta le norm e d id attich e, gli o rari ed i
programm i da svolgersi nel triennio stabilito.
I /a r t. 37 d ecreta la sorveglianza del M inistero sulle
>t noie di grado preparatorio, e stabilisce l'o bblig a
torietà del tito lo di abilitazione.
* * *
La « Scuola di Metodo » fu definita la Scuola Ita-
lun a |ier eccellenza, iierchè scuola delle educatrici a
delle m adri: nel 1934 il suo nom e fu m u tato in quello
di - Scuola M agistrale ».
La sua finalità è fissata nelle norm e delle « Istru
zioni • che precedono il programm a, e che sono tu t
tora in piena attu azio n e.
X () R M E
•
OccuiTr formar,- le maestre-madri. che siano il rentro
‘l'ira uale deU'asMistenxa ed edurasione materna in ugni città
"I in («ni (torvo: rhe sappiano t w *tense più che insegnare,
lire; più che predicare, contagiare col loro enempio. Enne nono
ricche tlel più potente ilei xiloidi educativi: l’affetto che le mamme
dei Ioni piccolissimi scolari hanno per i loro tigliolctti e che è
destinato a crescere in consapevolezza, a misura che la scuola
materna cui li hanno attillati glieli rivela sotto luci nuove ed
inattese. Il l»iml>o che parla chiaro e ordinato; che apprende
in modo vivo la lingua nazionale; che graziosamente canta e
disegna, o fabbrica piccoli oggetti; che sa tenerli puliti; che
impara gentilezza di maniere e sa presentarsi agli amici ili casa,
come un piccolo essere autonomo; che interessa tu tti i suoi ili
casa con le sue relazioni sulla scuola o col vezzoso chiacchierìo
su ciò che vede ed apprende; che ha le sue amicizie scolastiche
ed arricchisce con esse la sfera delle relazioni sociali dei suoi
cali; un tal Itimlio non solo centuplica l’affetto ili sua madre,
ma l’attrae, inconsapevolmente, nella sfera d ’azione della sua
maestra; di quella maestra ili maternità che lo Stato vuole
porre dappertutto accanto alle madri popolane tanto Ituone e
schiette, ma tanto ancora inesperte! l/inseguautc che le scuole
ili metodo tleliltouo formare dev’essere dunt|uc una gentile
creatura che ami il po|Milo, e ne conosca i tesori spirituali
(studio del folklore italiano): che sappia intelligentemente
preparare cilii ed allestire vestiti per i liatnliini (tenuta della
casa; esperienza della cucina igienica e sanitaria; lavorazione
di nutdelli per vestitilo infantili); che sappia essere Intona
collaltoratrice tlel medico e ottima vigilatricc sanitaria; che
intenda i luminili nei bisogni litro spirituali (pedagogia infan
tile e didattica della religione) e sia capace non solo di assisterli,
ma ili farsi partecipe della loro gioia (
kìuoc
I
iì
. canti, disegni,
lavori manuali adatti aU'infanzia). Tutto ciò dev’essere inqua-
drato da una sobria ma solida cultura letteraria, soprattutto
fondata sulle letture dei classici; st‘irico-|M*d;igogi
,tl-
ineute per quel che riguarda l’attivila assistenziale del nostro
paese nel campo dell'educazione infantile); sociale (come cono
scenza delle condizioni demografiche del nostro
|m>|m>Io);
scienti
fica (pratica conoscenza della vita ilella natura)... I.a scuola
materna. |
m
-
ì
liauiltiiii. non può acquistare la sua etlicienza senza
la scuola delle madri. K siano dunque veramente ideali scuole
delle madii questi istituti di metodo, che deliltomt dare il |>er-
sonale insegnante alle classi dei più piccini •.




