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25 ANI DI ATTIVITÀ DEL LADORATORIO

DI AERONAUTICA AL POLITECNICO DI TORINO

Il primo impianto. — L'anno 1912, con Decreto

24 aprile del Ministero della Guerra, venne bandito

un concorso a premi per un motore di aviazione di

costruzione Nazionale, don felice preveggenza si

cominciava a preparare l'autonomia del nostro

Paese nel campo delle costruzioni aeronautiche, e

il Colonnello Motta, comandante il Battaglione spe­

cialisti del Genio, incaricato della organizzazione

del concorso, si rivolgeva al nostro Politecnico per

crearvi un impianto sperimentale per le prove dei

motori di aviazione, considerando la città di To­

rino come centro della produzione industriale del

motore a benzina.

Contemporaneamente il prof. Panetti, chiamato

I anno prima presso il Politecnico dalla Scuola di

Ingegneria navale di Genova, per l'insegnamento

della Meccanica applicata alle macchine, aveva sot­

toposto a S. E. Boselli, allora Presidente del nostro

Istituto, propone concrete per creare un Labora­

torio di Aeronautica, mentre iniziav a l'insegnamento

della Aerotecnica con cicli di conferenze informa­

tive sui problemi fondamentali del volo.

Le proposte del Colonnello Motta furono quindi

accolte dalla Presidenza del Consiglio di Ammini­

strazione del Politecnico, e concretate nella Conven­

zione 12 dicembre 1912, che stabiliva la creazione

di un impianto per lo studio sperimentale dei mo­

tori di aviazione, per il quale il Ministero della

Guerra fece dono del macchinario, consistente nella

bilancia di reazione, costruita dalla Società Nazio­

nale delle Officine di Savigliano (fig. 1) sulle diret­

tive del prof. Anastasi, allora addetto alla Dire­

zione tecnica delle esperienze e costruzioni aero­

nautiche del Genio.

A lui si devono i mezzi di correzione dei possibili

errori di questo sistema di misura della coppia, i

(piali mezzi furono introdotti nel gruppo del Labo­

ratorio di Torino, dotandolo di un castello appa­

rente alla sinistra della bilancia nella fig. 1 e nella

fig.

2, capace di far marciare le eliche o i molinelli

(le-tinati a frenare i motori, indipendentemente da

<*"i. col fine di determinare le azioni indotte dalle

M-ie miI giogo oscillante della bilancia stessa.

L'edificio fu invece elevato a spese del Politecnico,

secondo un piano concepito dal prof. Panetti, per

valersi del macchinario ausiliario della bilancia di

reazione, allo scopo di creare, accanto alla sala prova

(notori, una sezione per gli esperimenti di Aerodi­

namica.

Esperimenii sui molinelli e sulle eliche ni vero. —

Il gruppo meccanico descritto fu quindi integrato

con un trasmettitore (vedi fig. 2 a destra) formato

di alberi, pulegge, tenditori ed innesti, dono del

Municipio di Torino, che lo aveva dismesso dall'im ­

pianto del suo Acquedotto a Venaria Reale, in se­

guito alla trasformazione dei mezzi di comando delle

pompe.

Il primo suo impiego fu quello della taratura dei

molinelli. Si poterono con esso determinare i coeffi­

cienti di resistenza dell'aria contro le pale rotanti

(fig. 5), mettendo in evidenza, per la prima volta,

I‘inf1uenza dell'allungamento e quella del rapporto

di posizione della pala, rispetto all'asse di rotazione.

Col medesimo impianto sperimentale, e per mp’

di un braccio rotante di forme aerodinamiche, al­

l'estremità del quale si collocarono modelli cavi di

sfere e di proietti, rilevandone con un giunto a la­

birinto centrifugato le pressioni in punti diversi

della superficie, si iniziarono esperimenti sulla re­

sistenza dell'aria a velocità prossime a quella del

suono, particolarmente studiati dagli ingegneri Bur-

zio e Pasqualini, il primo dei quali è oggi profes­

sore di Balistica all'Accademia Militare, ed il se­

condo titolare di Meccanica applicata alla facoltà

di Ingegneria di Genova e, temporaneamente, in

missione a Cordoba nella Repubblica Argentina.

Costruito poi, su progetto del prof. Panetti, un

supplemento al banco per la prova dei motori, con­

sistente in una piattaforma scorrevole su rulli ed

in un reggispinta a capsula idraulica, si potè misu­

rare la spinta delPelica frenante il motore, contem­

poraneamente alla coppia, riuscendo cosi a fornire

precise indicazioni sul comportamento dell'elica a

punto fisso, che interessa sia la manovra di decollo

degli aeroplani, sia la corrispondente sollecitazione

dei supporti dei motori.

La galleria aerodinamica — Scoppiata la guerra,

mentre il reparto motori lavorava intensamente per

il controllo dei tipi che l'industria Italiana co­

struiva e modificava incessantemente, si iniziava

nel 1917 la costruzione della gallerìa aerodina-

mica a getto chiuso e ritorno libero, che oggi ancora,

grazie a trasformazioni e miglioramenti continni,

soddisfa le esigenze della tecnica sperimentale pur

così progredita.

Per il necessario finanziamento il prof. Panetti,

allora in servizio volontario presso il Sottosegreta*