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150 K

iii

.-ora. ottomila per mezza di un'elica a due

giranti di sei pale ciascuna con una controelica di

raddrizzamento (fig. 30). (Queste caratteristiche di

funzionamento sono raggiungibili per un motore

refrigerato ad acqua di 50 C. V ciò che permetterà

10 studio di una unità normale monocilindrica.

A tale scopo nella galleria in acciaio saldato costruita

dalle Officine di Forli (fig. 32). si potrà collocare

1 cilindro da sperimentare, servendosi di un af­

fusto universale con manovellismo, trasformabile

ed equilibrato, sostituito, per ora. dal telaio di un

motore di serie opportunamente trasformato.

Per gruppi di maggiore potenza la temperatura

realizzabile sarà naturalmente meno bassa.

La dinamo freno (fig. 33). atta a funzionare fino a

3000 giri al minuto, consente l'avviamento elettrico

del motore. I compressori d'ammoniaca, forniti dalla

Leonardo da Vinci sono in serie, in quanto, quello

Fig. 30. • Ventilatore della galleria «tra

Co

«ferie*

Fig. 11. • Preparartene dell'impianto itratoefèrlco

Fig. M. •Dinamo freno

Fig. M. Galleria Mratorferka

di 1' grado con refrigerazione dei condensatoli ad

acqua, costituito da due cilindri orizzontali, coas­

siali. d'alta e bassa pressione, può mantenere a

— 30" una vasca di 9 me. di capacità con soluzione

di cloruro di calcio neutralizzato (polarsal), mentre

quello di 2 grado, con tre cilindri verticali a sem­

plice effetto, operanti in parallelo, è servito da un

condensatore refrigerato dalla salamoia collegata al

primo compressore.

La capacità frigorifera dei due gruppi è preveduta

in 70 mila e 20 mila frigorie-ora rispettivamente.

La refrigerazione della galleria a tenuta ermetica è

realizzata da una batteria di radiatori ad espansione

diretta dell'ammoniaca. Detta batteria è collocata

nel condotto di ritorno della galleria sperimentale,

nella quale è chiuso il motore in prova.

Le maggiori precauzioni furono prese per l'isola­

mento termico della cella, risultante dai grandiosi

spessori del rivestimento

in sughero espanso auto-

rollato, sovrapposti alla

gabbia metallica che, con

la interposizione di una

notevole camera d'aria,

avvolge la cella (fig. 36).

La refrigerazione dell'aria

di alimentazione del mo­

tore ha luogo in due gradi

successivi, entro due reci­

pienti in serie: il primo

con refrigeratore tuliolare

a salamoia, diviso in due

scomparti, a funziona­

mento alterno, per lo sbri-

namento; il secondo con

radiatori ad espansione

diretta, come quelli della

galleria.

I gas di scarico, dopo raf­

freddamento in presenza

di serpentini a circolazione d'acqua, sono chiamati

da un aspiratore a capsulismo Rehsteiner (fig. 35)

che può mantenere fortissime depressioni alla chia­

mata, operando, ove occorra, in parallelo coll'aspi­

ratore, ottenuto per trasformazione del Fiat A-14

citato. Lo studio del progetto e la direzione dei la­

tori spettano al prof. Capetti, coadiuvato dagli in­

gegneri Vigo e Satta-Puliga.

Anche la pneumofora Rehsteiner è oggi collegala con

le tubazioni per gli esperimenti sui misuratori di

portate fluide, per la quale è stalo sistemato un

gazometro di precisione che, grazie ai mezzi di

misura delle temperature, permetterà la continua­

zione dello studio sui coefficienti di portata dei boc­

cagli e dei diaframmi, svolto dalla speciale Com­

missione del Consiglio Nazionale delle Ricerche

presieduta dal prof. Panetti.

L assetto attuale della Scuola di /terfezionamento.

— L'assetto definitivo, raggiunto con la

nomina dei due professori di ruolo, è ca­

ratterizzato da un perfetto coordina­

mento degli insegnamenti fondamentali

di Aerodinamica e di Motori tenuti da

essi con quello di Aeronautica generale

«volto dal prof. Panetti, e coi due corsi

riguardanti le costruzioni aeronautiche

dettati dagli ingegneri Cicala e Loren-

zelli, relativi l'uno ai problemi speciali

di elasticità e di resistenza dei materiali,

I altro alle disposizioni strutturali ed al-

I architettura degli aerei. Completano il

piano

degli studi gli insegnamenti di Ae­

rologia e di Strumenti di bordo tenuti

dall'ing. Elia, che di questi ultimi ha cu­

rato una bella collesione; i corsi mono-

grafici di impostazione del progetto det-

tato dal prof. Gabrielli della Fiat e di/

tecnologie speciali svolto dal professore

Gamba, nonché quelli di costruzioni militari, di

norme di pilotaggio e di esercizio delle aviolinee.

Le numerose borse di studio accordate alla Scuola

di Torino, come a quella di Roma, dal Ministero

dell'Aeronautica e, per sua iniziativa, da n

Ditte, assicurano al Corso, ogni anno, una serie di

allievi di eccezione. Un contributo notevole di

iscritti è stato sempre dato dall'estero, segnata-

mente dalla Repubblica Argentina, che ha costi­

tuito a Cordoba una facoltà di Ingegneria aeronau­

tica, dove parecchi laureati di questa Scuola sono

docenti.

Nell anno scolastico 1935-36 seguirono inoltre il

corso 25 ingegneri Cinesi inviati dal Ministero del-

l'Aeronautica e da quello degli Esteri.

Fu svolto per essi un apposito corso estivo di pre­

parazione, e, secondo il desiderio del loro Governo,

furono trattate le materie di specializzazione in

modo di dare a ciascuno di essi una distinta com-

u*. v . • a**