F I G U R E E C A S I D I U N “ G I A L L O , ,
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(offertine gin dònno il sefinale, il primo avver
timento.
Si
rivolgono atl un pubblico che si lascia
impressionare dai pesti tragici; e dentro l'orlo giallo
dei
margini su cui nuotano i serjtentini del titolo o
i caratteri da scatola sbalzati come in un bassori
lievo allarga la vela l 'illustrazione del fatto saliente:
In cassaforte a\terta di fronte alla muta testimo
nianza della vittima imbavagliata
,
la barca che si
rovescia. leggera come un guscio di noce, per una
piena provinola dall'ajtertura di una cataratta; o
le estremità del morto ste*Thite che ingombrano per
quanto son lunghe lo sjtazio che lascia un consesso
di
donne dal grido ghiacciato sulle labbra strette e
dagli occhi
sfiancati
fino alla corolla
di
un bianco
da bue.
Chi ha i nervi scoperti miete già sul limitare, con
l'aiuto di queste immagini, le prime messi di bri
vidi. fi come una tempesta che lentamente maturi
portata d'un balzo alla superficie
;
l'improvvisa
a/iertura di un cataclisma che mobilita d'un tratto
tutti i suoi suoni strepitosi; un vento gelido e star
nazzante là dove era un'aria ferma avvolta nella
bambagia del tepore.
A ir ingresso delle prime pagine si guarda a tanta
gente, a vere teorie, un congresso di casi e di av
venimenti, con allarme. Almeno si riuscisse a ve
dere sulle fronti le bozze e i contrassegni dei trat
tati di criminologia. Niente. È l'apparenza che in
ganna, il vestito che illude. Anche le professioni
meditano ad arte tranelli. È certo che la bellezza
se si installa su un viso di donna dovendo scegliere
tra le due vie opterà per la strada delle fatalità.
Essi sanno che son convenuti per combinere urna
tragedia; ma hanno
f
aria più indifferente e disin
cantata di questo mondo. La vittima dà il braccio
N




