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inorgoglirsi la nostra città. Ciò nondimeno vi sono

troppe soffitte malsane, eccessivamente fredde d'in­

verno, eccessivamente calde d'estate, ancora abi­

tate da troppa gente. Ed in case vecchie e sporche

si accumulano ancora troppe persone a dare nuovo

doloroso contributo alla tubercolosi.

Inoltre per le case popolari costruite dai priviti,

anche recentemente, con criteri molto diversi da

quelli dell 'Istituto, unicamente economici e non certo

intesi a dare la maggior aria, sole e luce agli alloggi

ed ai cortili, si affaccia un problema: « potrà sempre

il capo di famiglia pagare l'affitto elevato che all'atto

deU affittamento ed in tempi di relativo benessere

viene applicato in base al costo di costruzione ed

all'interesse sia pur legittimo del capitale?».

Oggi un privato che non voglia fare della bene­

ficenza non impiega i suoi capitali in case popolari

costruite come noi intendiamo debbano essere le

case popolari. É mutile fare del liberalismo, ormai

smentito dai fatti. Anche se un privato si decide a

costruire una casa popolare — se vuole dare un red­

dito giusto ai suoi capitali — non può offrire al mo­

desto impiegato od all'operaio od in genere al citta­

dino di piccolo reddito, un alloggio il cui affitto sia

proporzionato agli assegni percepiti dall'inquilino e

che nel contempo sia fornito di quei necessari requi­

siti. oltre che di igiene, di comodità.

Non parliamo poi della possibilità di estendere agli

inquilini del costruttore privato le opere assistenziali

che gli Istituti invece possono e devono dare e che,

oltre tutto, il privato non è tenuto ad offrire.

Si affaccia qui in pieno il problema sociale, poli­

tico, umano che è stato affrontato dal Fascismo e che

occorre risolvere e sarà risolto. Occorre poter dare

all'operaio ed al piccolo impiegato la casa sana, bella,

comoda, sorridente, soleggiata e che soddisfa alle

necessità famigliare siano pur le più ristrette. Ma

tutto qjesto con un corrispettivo di affitto propor­

zionato alle possibilità finanziarie del singolo e ciò

in relazione al concetto umano e fascista di solida­

rietà civile e alle necessità della politica demografica

del Regime.

Se un operaio che guadagna 500 lire al mese deve

spenderne più di 100 per l'affitto mensile non può

— ed è naturale — far fronte a tutte le altre spese e

se la famiglia cresce l’unica iniziale camera nuziale

deve poter diventare un alloggetto di 2 o 3 camere.

Se esigenze economiche però o mancanza di abita-