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uando le lunghe vigilie, ul fronte, ni gremi
vano delle nostalgie dVigni soldato, il tre
pido penderò rifaceva la strada dalia
trincea al focolare. Ore di attesa verno l’alba, ohe
forse poteva essere l'ultima per l’eroe, fiorite di
*ogui, di tacite speranze; talvolta sulla nuda terra,
accovacciato tra eguali il soldato diventava un
assente con quel suo immaginare nostalgico; spesso
un v;igito, una culla lo sprofondavano nel passato.
I>a tale sentimento che martellò centinaia di
migliaia di cuori in grigio-verde è nata l’idea di
questi nidi quasi suburbani che stamane in com-
pagnia dell’amico fotografo vengo a visitare per
trarne una appassionata relazione, la quale vorrei
«litTmidesse nelle coscienze dei torinesi l'ammira-
rione e l’orgoglio, la riconoscenza e la fede verso
U complesso delle opere assistenziali per la mater
nità e l’infanzia eretto dall’istituto Case Popolari
di Torino.
Fin dal primo giorno del suo trionfo totali
tario il Fascismo, attraverso la mente del nostro
Duce, ha sentito che alla base della ricostruzione,
oltre la stanchezza del dopoguerra, oltre la debi
litazione fisica o morale, oltre lo spostamento dei
valori reali della vita, bisognava arginare ogni
eventuale decadenza spirituale e tisica.
Popoli meno forti non videro il problema alle
sue radici; ma subito lo intuì il genio del Capo,
instaurando quella lotta contro ogni decadimento
della razza, che il popolo profondamente bnono ha
capita, seguita, rispettata, approvata.
Le provvidenze difensive della stirpe sono nel
cuore di Benito Mussolini il nucleo essenziale; per
merito della sua intuizione oggi assistiamo ad una




