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trico e quello dell'elettrobus che, in coincidenza col
tram, fa servizio sino a Cavoretto. Sicché, quello che
prima era un autentico viaggio - con inevitabile ascen
sione finale - adesso si riduce al normale trasferimento,
con comode e frequenti corse, da un quartiere all’altro
della città.
Per chi non intenda servirsi di veicoli e preferisca la
placida passeggiata a piedi, più propizia alle piacevoli
divagazioni della fantasia e più adatta per gustare ap
pieno aria balsamica ed ampi panorami, ecco invece
diverse vie meno bat
tute, che si insinuano
tra folti drappeggi di
vegetazione.
Dal corso Monca-
lieri si staccano e van
no su in lieve pendìo,
raggiungendoCavoret
to, la strada degli Al-
beroni, così denomi-
ampie svolte, fin dinanzi
alla piazza del borgo. Tutti
ricordano la vecchia e inco
moda strada priva di ser
vizio tranviario. Per ab
breviarla, bisognava che i
pedoni affrontassero due
lunghe gradinate che, al
tempo loro, dovetter parere
una scorciatoia ideale. Oggi, a ripensarci, si sorride,
rammentando quanto convenisse andar adagio
ansimare.
Il primo tratto della vecchia strada, fino al <Ponte
del Gatto », ha preso da qualche anno il nome di via
Sabaudia - in omaggio alla città fondata dal Duce -
e costituisce l’accesso dal corso Moncalieri al viale
Littorio, in attesa che questo scenda fino al
medesimo. Il viale dal bel
nome fascista - com’è pre
veduto nel juano regolatore
-dovrà giungere infatti alla
piazza Merano, che verrà
sistemata sol margine del
corso Moncaberi ver» la
collina.
Altri importanti lavori
si eseguirono in quella zona
negli ultimi anni. Al «Ponte
del Gatto», mediante l’av
venuta copertura d’un pezzo
del rivo Val Patooera, là
dov’eao incontra la strada
cbw m m
, fanno sistemati
il capolinea del traavai efct-




