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affrontare una rude mulattiera e non cera di meglio

che servirsi di somarelli o di muletti presi a nolo

nelle osterie del sobborgo di Madonna del Pilone.

Visione che si direbbe remota e non è che di settanta

od ottantanni fa.

Tuttavia, provvidenze complete e di portata

veramente definitiva sono assai recenti e rientrano

nel quadro della gagliarda realizzatrice attività fa­

scista. Da poco più di due anni la Podesteria ha

avviato i lavori, che tuttora regolarmente proseguono,

per la strada panoramica di vetta, la quale dal Parco

della Rimembranza condurrà a Superga passando

per l’Eremo dei Camaldolesi e per Pino: opera gran­

diosa, che allacciando fra di loro località di cospicuo

interesse storico, artistico e turistico, ne favorirà la

conoscenza e permetterà pure, co’ suoi spiazzi e le

sue terrazze, di indugiare nella contemplazione d’uno

fra i più ameni paesaggi italiani.

Un anno fa, poi, si è istituito in Municipio un

apposito Ufficio per lo studio e la graduale esecuzione

del Piano Regolatore dell’intera zona collinare appar­

tenente al nostro Comune.

Mèta continua di comitive, ritrovo preferito di

escursionisti domenicali, la collina meriterebbe di

esser meglio apprezzata in tanti suoi particolari che

ora, nella maggior parte, sfuggono a’ suoi visitatori.

I secolari edifìci che vi sono disseminati recano pre­

ziosi segni di arte architettonica; echi di episodi

politici o guerrieri, di fasti civili o religiosi sorgono

da molte delle località tra

borgo e borgo. Tuttociò,

non varrebbe taceito, è

scarsamente risaputo dai

gitanti. Se si eccettuano

la Basilica dì Superga,

punto di attrazione a sé,

e il Parco della Rimem­

branza, a cui si dirigono

i pellegrinaggi patriottici, il resto si confonde in un

insieme vago, senza rilievi per il viaggiatore che

non saprebbe a chi rivolgersi per essere rapidamente

istruito sulla regione che attraversa.

Alcuni ragguardevoli fabbricati, anche, rimangono

seminascosti a decine di metri dalla strada e oc­

chieggiano tra un fitto d’alberi, tanto che può acca­

dere di passarvi accanto senz’accorgersene.

Manca, insomma, una vera guida della collina,

tale da stimolare e orientare la curiosità. Opuscoli e

studi parziali, pur pregevoli, ve ne sono; ed esistono

altresì dotti volumi che, descrivendo gli edifici di

determinate epoche o scuole stilistiche, trattano anche

di quelli ubicati sulla collina. Ma non v'è un’appro­

priata pubblicazione che, con intenti pratici, riunisca

in breve sintesi le diverse notizie, disponendole con

ordine di itinerario e completandole con tutte quelle

informazioni di solito desiderate dal viaggiatore. Solo

una guida redatta con tali criteri pensiamo che

potrebbe giovare a ima compiuta e, diremmo, cor­

diale conoscenza della collina.

Tra le mète più agevoli e popolari è, senza dubbio,

l’antico borgo di Cavoretto, solo da alcuni anni

aggregato al Comune di Torino, di cui rappresenta

il rione in posizione più elevata: un singolare rione

concaratteristiche pressoché alpestri. Siamo a 345 m.

d ’altezza se si calcola dal sagrato della chiesa par­

rocchiale; ma si toccano facilmente i quattrocento

avventurandosi per i poggi che si elevano nei dintorni

fin dove giunge la fra­

zione.

Mèta tanto più ani­

mata da quando - or è

un decennio circa - si co­

struì lo stupendo Viale

del Littorio che parte

dalla località detta «Pon­

te del Gatto » e sale, am