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Chi, poi, desideri compiere una passeggiata lungo

il Po, spingendosi fino ai confini del territorio comu­

nale torinese, giunto sul corso Moncalieri alla località

« Fioccardo », può infilare l’antica strada che univa

Moncalieri a Cavoretto, un po’ faticosa, di limitata

ampiezza, ma con certe sue pittoresche attrattive

che ricompensano largamente dello sforzo durato nel

percorrerla.

Da che l’origine del nome

Cavoretto? Cablino

o

Cavorre

si chiamarono in passato taluni paesi sorti in

regioni alte.

Caburretum o Caburrellum

si indicava

perciò questo abitato di minori proporzioni, ma che

aveva una spiccata importanza strategica per il posto

dal quale si poteva dominare tutta la pianura. I suoi

signori ebbero la qualifica di

Domini,

che si asse­

gnava soltanto ai potenti vassalli e alle persone in­

signi per nobiltà o provato valore. Si erano costruiti

un castello nella parte più alta del borgo e doveva

esser fortezza ben munita se, come si narra, suscitò

invidie, gelosie, cupidigie, e gli eserciti delle signorie

vicine s’azzuffarono per tentarne la scalata o difen­

derne il possesso.

La località dell

'ex-castello,

che si presenta come

un’immensa distesa di terreni a ripiani e a scaglioni

sorretti ùa colossali muraglie, è stata da anni acqui­

stata dal Municipio che, per accrescere la bellezza

di Cavoretto e renderlo vieppiù un punto di grade­

vole ritrovo, ha in animo di creare lassù un grande

parco pubblico a prati, boschetti e aiuole, con ampi

viali per il passeggio. Sarebbe superfluo dire quanto

riuscirà maestoso questo belvedere dal quale si godrà

un panorama superlativamente incantevole. Nel frat­

tempo è in parte coltivato e in parte, nella stagione

estiva, frequentato da iscritti alle Colonie Eliote­

rapiche.

Altri lavori si progettano nel cuore del borgo.

Destinata ad allargarsi è la piazza Freguglia con la

prevista demolizione del basso e disadorno edificio

che si trova di fronte allo sbocco del viale Littorio.

Detta demolizione determinerà pur» l’ampliamento

di via della Parrocchia, donde, a harte i benefici

della migliorata viabilità si potrà più agevolmente

spaziare con lo sguardo sull’aperta ubertosa pianura

moncalierese.

Ancora un lavoro previsto nel centro di Cavo-

retto è l’allargamento della via ai Ronchi, la quale,

partendo dalla piazza Freguglia, immette nella strada

della Creusa. E segnaliamo come, in protendimento

della via ai Ronchi, siano già da qualche tempo in

corso di esecuzione i lavori per una nuova strada

la quale conduce alla borgata Cunioli Alti, attraver­

sando il territorio di Moncalieri. Tale strada, che si

sta alacremente sistemando, va a finire sulla pro­

vinciale che costeggia il Po: è un nuovo spazioso

allacciamento che si crea tra Cavoretto e il tronco

stradale Torinò-Moncalieri.

La strada della Creusa, che si dirama da via

Ronchi, s’inerpica per la collina e, al suo termine,

si ramifica in varie strade più piccole, tra cui quella

della Viola, che consente ai pedoni di raggiungere il

Parco della Rimembranza. La strada della Creusa si

presenta ottima, carrozzabile, in eccellenti condizioni

di viabilità. A carattere prevalentemente campestre

sono invece le altre che da essa si ramificano.

Per esaurire quanto riguarda questo settore della

collina, aggiungiamo che al Parco della Rimembranza

si può andare anche partendo dal viale del Littorio

.per mezzo della strada di Val Patonera. È una strada

con andamento serpeggiante, ma sempre carrozzabile

ed in buonissimo stato. Dopo aver incontrato la via

vicinale della Creusa (che si stacca dalla via Sabaudia

e può costituire una scorciatoia per la Val Patonera)

si immette nella strada di Revigliasco, raggiungendo

l’ingresso

principale inferiore

del Parco della Rimem­

branza, là dove si dirama la strada

che va all’ingresso

principale supe­

riore

e prosegue poi verso l'Eremo

dei Camaldolesi.

La gita conduce dai

345

metri di Cavoretto all’altitudine

di

716

: Colle della Maddalena,

vetta più aita dei colli torinesi.

Quanto alla strada di Revi­

gliasco, essa ha le sue origini

direttamente dalla zona piana

per mezzo della strada di San Vito

e del viale Principessa di Pie­

monte, ma di ciò parleremo

trattando d’un altro grappo di

itinerari.