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Nella discussione sul tema « Vantaggi economici del

Piano regolatore» sono venuti in un certo qual senso

assommandosi tutti i problemi inerenti ai piani rego­

latori.

Al voto del Congresso espresso su tale tema e richie­

dente che tutti i vari piani regolatori siano inquadrati

in una rete di piani regolatori regionali, i quali consen­

tano di coordinare tra loro la sistemazione e lo sviluppo

di centri abitati vicini, quale mezzo per il raggiungi­

mento del massimo dei vantaggi economici conseguenti

ad un razionale assetto urbanistico, ha dato valido e

fattivo contributo la amministrazione municipale di To­

rino con la seguente relazione del Podestà, ing. Sarti-

rana, che ha riscosso la più larga eco di approvazioni.

LA R E L A Z I O N E D E L P O D E S T À

••

IL C A PO LU O GO E IL PIA N O R EG IO N A LE „

« Consentirete che un Amministratore di una grande

città italiana, il quale ha tuttavia fatto le sue prime

armi come Podestà di un piccolo Comune, vi intrat­

tenga in nome soltanto della sua esperienza pratica su

di un problema squisitamente urbanistico che ha già

richiamato l'attenzione degli studiosi, ma che ha ancora

bisogno di essere sentito dallo Stato e dai suoi organi

legislativi.

« Intendo accennare alla situazione che specialmente

si riscontra nei più grandi centri italiani, in cui il piano

regolatore, dilatandosi per necessità di naturale sviluppo

a tutto il territorio, prende aspetti e assume necessità

quasi di piano regionale.

« Non è necessario ricorrere ad esempi presi dal­

l'estero per citare, a voi studiosi ed espertissimi in ma­

teria. come al piano regionale si arrivò in molti casi

per l'omogeneità che sotto alcuni caratteristici aspetti

(minerari ed industriali) presentavano regioni assai note,

come la Ruhr e la zona industriale di Manchester.

« Non è di questi piani che io voglio intrattenervi

e non rientrerebbe neppure nella mia specifica compe­

tenza di civico amministratore.

«Capita a Torino, come negli altri grandi centri

italiani, che l'influenza della città capoluogo, man mano

che questa assume complessità non previste fin a pochi

d'.-cenm or sono, si dilata oltre la zona oggetto del

piano regolatore e di ampliamento e va a toccare ed

incidere territori che sono all "infuori dello stesso ter­

ritorio del Comune creando necessità di intese e di

concorde lavoro.

« E tanto è viva e caratteristica questa influenza, da

determinare un afflusso di interessi polarizzati sul Ca­

poluogo che li assomma, li amalgama e deve assumere

perciò la responsabilità di rappresentarli e di coordinarli.

« Tutti questi interessi seguono la fortuna del Capo­

luogo, i suoi sviluppi e persino le sue evoluzioni. Così

l'influenza politica sulla Regione Piemontese della Torino

capitale nel Risorgimento si mantiene e si trasforma

in quella della Torino industriale dei nostri giorni. Cosi

Milano vede rapidamente incrementare la sua influenza

sulla regione, per virtù dell'intensificarsi del movimento

commerciale, conseguente all'apertura dei nuovi tra­

fori alpini che potenziano la sua favorevole posizione

geografica.

«Cosi Genova mentre si dilata verso le rive del suo

mare, lancia la camionale a infrangere la barriera appen­

ninica per assicurare al movimento del porto i traffici

del suo retroterra.

« E così Roma, mentre affronta con ampiezza degna

della sua tradizione il rinnovamento del suo centro,

sente !a necessità di spingersi verso il mare per adeguare

e disciplinare il suo sviluppo in relazione alla nuova

funzione di Capitale deH’Impero e centro di influenza

nel Mediterraneo.

« Tutto questo fervore di iniziative e di opere creato

dallo spirito nuovo che anima la Nazione sotto il Regime

Fascista si trova in netto contrasto colla bardatura che

ai Capoluogo è imposta dalla concezione di un piano re­

golatóre realizzato con visioni arretrate ed insufficienti.

«Infatti, a parte le deficenze della legge del 1865,

anche se il Comune fosse dotato di mezzi legislativi

idonei a disciplinare veramente la costruzione, a guidare

I iniziativa privata in modo consono allo sviluppo econo­

mico dei servizi, a risanare le zone edilmente cadenti

e igienicamente infette, a ordinare la circolazione e in

una sola espressione ad attuare il suo piano regolatore,

non tutte le questioni che interessano il capoluogo

sarebbero risolte, anzi, possiamo dire che le più impor­

tanti e decisive per l'avvenire e la fr ‘

della città

sarebbero ancora da affrontare.

« Di fatto i problemi della circolazione esterna sono

da studiare e da regolare " da lontano ,, e interessano

quindi non soltanto i Comuni limitrofi al Capoluogo,

ma qualche volta l’intera regione. Teniamo presente a

questo proposito che, fino a tanto che il grande traffico

si è svolto esclusivamente per la rete ferroviaria, una

direttiva generale, un coordinamento ootevano ancora

esserci per il carattere unitario e nazionale che ha l’or­

ganizzazione ferroviaria. Ma oggi, che i trasporti stra­

dali hanno raggiunto l’importanza che è nota e che

tende ad aumentare ogni giorno, sebbene il Regime

abbia provvidamente istituito l'Azienda stradale che ha

potenziato e unificato la rete delle grandi vie di comu­

nicazione. manca un criterio unitario per tutto il cospicuo

patrimonio formato dalla rete delle strade provinciali

e dalla viabilità minore affidata ai Comuni.

« Tale complesso di strade si innesta sempre in punti

delicatissimi del territorio del Capoluogo e ha bisogno

continuamente di rettifiche, allargamenti, protezioni,

deviazioni, ecc. e quindi di continue intese tra lo Stato,

le Provincie e i Comuni, perchè lo stesso problema di

attraversamento interno od esterno, che con adeguati

mezzi era risolto dalla ferrovia, è diventato ben più

complicato a risolvere per la sola Amministrazione del

Capoluogo.

« I problemi della zonizzazione, specie della zoniz­

zazione industriale, con lo sviluppo assunto dalle indu­

strie. con la convenienza di allontanarle dal centro, con

la necessità di servirle di mezzi di trasporto adeguati

per i materiali e per le maestranze, tendono ad esorbi­

tare dal territorio limitato dal piano regolatore citta­

dino e interessano i territori limitrofi del Comune o

di altri Comuni. E con la zonizzazione industriale si