« È la scienza che studia i modi di raggruppamento della
popolazione nelle città, nei centri rurali, il modo di
formarsi e trasformarsi delle aggregazioni urbane, oalle
maggiori alle minori. Perciò è la scienza che ne studia
le condizioni di ambiente e di dima, di economia e di
socialità». E miglior suffragio tale scienza non poteva
avere di quello insito nelle affermazioni di S. E. Bottai
stesso che l'Urbamstica: «è la meno astratta fra le
scienze più condizionate della vita politica del paese in
cui si volge», che «come scienza della popolazione,
anzi, l'urbanistica è. essa stessa, una politica», e che
«bisogna portare decisamente l'urbanistica sul piano
della politica ».
I lavori del Congresso che comprendevano i temi:
« Urbanistica Coloniale », « Urbanistica Rurale », « Van
taggi economici del piano regolatore » e « Regolamenti
Edilizi ». hanno avuto inizio con l'esame del tema « Urba
nistica Coloniale» costituente l'argomento di più pal
pitante attualità e di maggiore interesse perchè inteso
a tracciare le grandi linee direttrici dell'azione di ra
zionale affìancamento dell’opera di valorizzazione dei
territori deH'Impero.
Dopo ampia discussione sono stati stesi i seguenti
voti conclusivi:
I.
II 1° Congresso Nazionale di Urbanistica:
ritenuta l'urgenza massima della compilazione, con
successivi aggiornamenti, del piano schematico generale
per l'A .O . I., quale base per gli ulteriori piani regio
nali e urbani:
considerando la necessità che esso venga redatto
da competenti esperti d'Urbamstica, in unione ad auto
rità e a funzionari coloniali;
fa voti perchè sia istituito un apposito Ufficio
Urbanistico Coloniale con funzioni di sovrintcndenza
e di redazione del suddetto piano.
II.
riconoscendo che la base fondamentale di ogni
studio urbanistico, sia generale che particolare, è costi
tuita dalla più completa e dettagliata raccolta di dati
e informazioni;
propone che presso le sedi governative dell'A.O.I.,
vengano istituite commissioni di esperti nei principali
settori dell'economia, della produzione e della tecnica,
con adeguata rappresentanza di urbanisti; Commissioni
che oltre che a coadiuvare gli Uffici locali, abbiano il
preciso compito della raccolta e trasmissione di dati
aH’Ufflcio Urbanistico Coloniale.
III.
affermata la necessità di applicare i più moderni
concetti urbanistici a ciascun piano regolatore di centri
urbani, principali o minori, dell’A. O. I. e il suo intimo
collegamento con quelli regionali, in dipendenza del
piano totalitario;
fa voti che tutti
i
progetti
di
piani regolatori ven
gano redatti da esperti in urbanistica e sottoposti al
giudizio deirUffìcio Urbanistico Coloniale.
E, udite le relazioni presentate sul tema, il Con
gresso ha espresso la speranza:
1° che il Governo, attraverso organi competenti,
predisponga urgentemente norme semplici ed elemen
tari, che regolino l’inizio della edilizia coloniale sino
ai minimi nuclei abitati, anche se provvisori;
2° che sin dalle prime sia stabilita la più netta
separazione dei quartieri italiani e indigeni;
3° che nella scelta della ubicazione di nuovi centri
si tengono presenti tutte le esigenze di carattere climatico,
economico, tecnico e militare, prevedendo anche di lasciare
gli attuali centri nelle condizioni di sviluppo limitate dalle
effettive necessitò locali, e creando, in loro sostituzione,
e in località più adatte, i nuovi centri destinati a rice
vere in pieno l’impronta e la funzione della civiltà
fascista.
* * *
In tema di « Urbanistica rurale » i voti conclusivi
del Congresso, esaminata ampiamente la situazione
attuale e le necessità da essa prospettate, chiedono:
che nella nuova legge urbanistica italiana, di cui
è auspicata la prossima approvazione, sia abrogato il
divieto posto ai piccoli Comuni di munirsi di piani rego
latori e siano introdotte norme affinchè semplici e non
onerosi per i Comuni ne siano gli schemi e la loro con
cezione risponda ai criteri di sfollamento dei paesi e
di diffusione nelle campagne;
che siano disciplinati, in correlazione con le dispo
sizioni delle leggi sulle bonifiche, gli interventi del cre
dito agrario e le concessioni dei contributi statali nonché
la costituzione di Consorzi tra proprieuii;
che gli Istituti di Previdenza e di Assicurazione e
quelli di credito fondiario facilitino i finanziamenti neces
sari alla soluzione del problema;
che vengano istituiti particolari Comitati tecnico
urbanistici a base regionale ed a carattere corporativo,
così che tutte le competenze possano avere voce nella
soluzione del complesso problema e cooperino alla pro
pulsione ed al coordinamento delle singole iniziative;
che allo studio ed all’attuazione dei provvedimenti
riguardanti l’urbanistica rurale sia chiamato a parteci
pare l'Ente Provincia tenuto conto della importanza che,
nella soluzione dei problemi relativi specialmente ai
piani regolatori dei territori e dei centri abitati dei
Comuni ru“ali. hanno la viabilità ed i servizi di assi
stenza sociale affidati alla Provincia.
Inoltre il Congresso ha espresso la certezza che le
coraggiose e lungimiranti iniziative del Governo per la
riforma della casa rurale, consone a tutto il programma
fascista nell’ordine demografico sociale, vedranno mol
tiplicata la loro efficacia da un coordinamento dell’edi
lizia e dei vari servizi pubblici in senso unitario: in
quanto più facile riuscirà l'attenuare il dislivello del te
nore di vita oggi esistente tra le zone rurali e zone
urbane e trattenere il contadino alla campagna, secondo
•e direttive del regime.
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