I F A B B R I C A S T I DI P AC E
/ r i S S MS X A
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n o r / T / i A U S T E HA
in lairopa r r .
1
1in<*■ i•• mi nonio clic c aurora con*
\into ,1,II ,U.lil., ili mia m im a conferenza m on
diale. Ou»*-l uomo i- (finibili
l.au-btirv. «(«‘pillato
lalu,ri-la lirilaim iro. piulto-to appartali» dai -noi
l'ompapui per non e--ere
-r.il,,,aitalo come loro, »•
a\i*r ilalo pili v«tlt«* prov»* di -appczza «• modera*
/io „r. I.a nuova conferenza rltr »*pli vapheppia do
vrebbe «rrxirr a lim itare pii arm a,urlili, allontanar!*
Ir cali*»* di " lim a . trovare il modo di ri-«ilv»*r«* roit
nir/./.i pai ilici Ir coiilrov er-ie Ira pii Siali r iiitcn-i-
lirarr pii «ramiti inlrrn a/io iiali.
Oiic-t ultimo la-io <• -lato di rrrrn lr to n a lo ron
una rrrla lreipicn/a da uom ini poii|iri d rllr « prandi
drillo ,ra/ir orridrntali ». s r non rlir -i può affer
mar»*. «enza timori* di far»* drlla in ald ùvn /a. ri,»* »'•
proprio dal -»*m» di qu»*-l«* dcmocrazi»*. anplo--a-*
'itili i* france-i. rln* «orni partii»* lutlr Ir più oripi-
nali ini/iati\<* rlir liam io paralizzato i tralliri in*
trrua/ioiiali. l'anlo »* \rr»» rlir l llalia. p»*r via di
que-te iui/ialin*. «i trovava avviala ad una -itila*
/io ,ir in m i -archi»»* rima-la -au/imiala anrln* -enza
Ir -ali/ioni. Il iio-iro hi-opno di autarrliia Irai* ori*
pim* da motivi anteriori all»* -au/ioiii. Oue*te inni
hanno fallo »*ln* iopra udirli r rrndrrli urprnli.
Bisognerebbe rlir pii Nati « democratici >» face—er«i
ora macchina indirlro. ma -appianiti rlir ncando*
p»*r loro non r co«a tarili*. I.a loro politira r m ,
lo-
mira protezioni-ta ha cn-lituito int«*rc—i rlir non -i
po—orni di-lruppere lauto pr»*-l«». Nuli armar in*,iti
ver-o m i corrono proclamano ili non voler riniiu-
ziar»*. I*. allora a che -»*rv irrliltr una «onfereuza
mondiale? hor-»> ad impedir»* rln* pii attuali rap
porti Ira pii M ali, non tu lli eerell«*uti. div«*„tino
ancora peppiori. Nella -pcrauza che »*o-i -ia. fac
ciamo tanti aupuri a
l.an-burv che i •imi -forzi ab
biano felice compimento.
bino a ieri, -i può dir»*, il Bclpio doveva -»*rv ir»*
da piazzaforte e anche da nave portaerei della
f rancia
r d e ll
Inpbillcrra contro la (>ermauia. I.o
-ror-o ollobre il B»*lpio. |»»*r
b o rra
ilei
«ilo
Re. af-
frrm ò la volontà di non voler e—ere altro rii»* il
Beipio.
rio r
un
p irc o lo
Stalo
de-idiTo-o
ili »•—»*rc
lancialo in pace a badare alle «ni* farrende,
trancia r Inpbillcrra pii hanno ora ricoim-ciut»» il
diritto di -lar-»*,,»* «la -è. I. hanno fatti» limito a
malincuore, c con uu po di ronlrarirtà: perchè,
infine, a -enlirc loro. e—♦* non avrebbero mai fallo
puerra agpre—iva. ma guerra «li dife-a contro una
aggre—ione ledc-ca. »» am be puerra p**r prestare
man forte alla l»*pa
d e lle
ua/ioni (in «pie-to «em*
bra ••In* I Inghilterra per-i-la a volerai addirii tura
•pecializ/arel. Intanto il Beipio non pare che -ia
conipletameiile dell idea che la (•crmania debba
r clic la loro b»*llezza era diversa da quella ch'egli
p«*r
imi
cerio t»*in]»«i aveva, unica tra tutt»*. amm irato,
ma non per ciò ineiin autentica bellezza.
( In* tossi* quel principe varamente olandese, <t di
altre t»*rrc - come pure fu dai dotti sostenuto - a
noi non importa; poiché lo strano discorso ci serviva
soltanto a »*„lrar»* in argomento, e trovar genti* che
ci stessi* a s»*ntiri*.
Sta però il fatto - qui volevamo arrivare. »* (pii
parliamo >ul serio - clu* le contraile intorno a Torino
som» b«*ll»*. »• meritano ili essere maggiormente cono
sciuti*. Hanno poi un dono che la città non {Missiede:
la va rid a. Intanto mutano ila stagione a stagione,
più di quanto non possa Torino, pur con i suoi viali
giustament»* famosi. K |»oi som» tra loro una dall'altra
diversa; «osi come diverse sono li* feste paesani*, le-
gate ai prodotti della terra.
I na di queste feste avrà luogo proprio il lt» di
questo mese; e chi legg»* fa giusto giusto in tempo a
<i«*ci<lcn* la gita. Kssa durerà tutta una giornata;
il ehe è «li particolare vantaggio, dati i diversi gusti
delle {tersone. Chi vuole andare al mattino, vada al
«•—cr«* nccc—ariami-ule Sialo agpr»*—ore. «*. «•«unun*
«pie. vuol riservare a -è la latitila di giudicarne «r
-i prc»«*nlcrà il ca«o. d ila n io poi alla lepa »• all ap
plicazioni* dell ari. I<». quello dell»* -an/ioui. ei’o-
itoiniche e m ilitari, il Bclpio. pur ilici,iarand»»«i !»*•
«I«*l«* a Ginevra. mm inl»‘„d«* aver»* le mani lepale.
>i di"»* che Ktlcn. nel mio viappioa Bruxelle». lo—f
riil-cito a far-i promellere «lai Bclpio di lare, conif
membro «b*lla lepa. ciò che non avrebb»* più voluto
fare c«i,„c allealo. I.i p»*r li. i mini-tri b»*lpi plielo
avranno magari la-ciato credere: ma. appena par*
Ilio ,
il miui-tro depli »*-lcri Spaak ha «ledo lu d o il
c«»ntrario. I)»*l r»-lo. «»• i propo-ili iuglc-i «• Iran*
cr-i
>o,io
pat itici, rlie c»»-a hanno da temere dalli
neuiralità d»*l B»*lgio. •* «li uu Brlpio ileci-o a ili*
fenderla?
>i »»—»*rva che un riunov»*llalo de-id»*rio di neulra*
lità va dando, a poco a poco, uu divergo colore all?
politica dei piccoli Siali. Mi ipi»*-1i- alcuni, «orti tt
inprauditi'i o rima-li inuIiIaIi nune conseguenza
della puerra mondiale. -i -imo «lati «la fare per in*
praudir-i ancora di più (vi-ta la facilita con cui
fecero in-p»*rati acqui-til o con-ervare pii acqui-ti
falli contr»» il rilorm» d»*pli -popliati «> ricuperare
«pial«-«t-a di ciò clic hanno perduto. I.a lepa delle
ua/ioni «'• -lato il campo ilei loro armeppii e molli
«r«*--i -oim a,diati superbi «Iella lu-lra dell npna-
pliau/a fra prandi *• piccoli Nati. Principi»» che ha
-»*rv ilo a mettere -ulb» -l«*—«* piami Italia «*d
h.li«»-
pia. \ ipi«*-t«t principio pii Siali -uddelli »«m«t ri
ma-li ledeii -ino a quando hanno credili»» «he -er-
vi—e -ohi p»*r prendere, \ppcna -i -olio accorti che.
col meccani-,m» della lepa (-icurezza collettiva. ec*
«•elera. eccel»*ra). il principio «hivcva -crvire prim i*
paluicnli* per dare, -imo «live,itali un po più ca-a-
linplii «• più voplio-i di iul(‘„dcr-i «•»»", vicini »• c«»pli
upuali. la-riando rlir ipn*lli rlir «Ialino lontano p«*,t*
-im» «la -»• ai lor«» affari. È il -i-Icna delle int»*-i*
bilaterali. »t tuli al più regionali, che -i va «»»«li*
liiendt» a quello della sicurezza collclliva. che fa
conioil........Ilaulo a «pialcum». Perfino I ilnlr-cii. il
fauio-n ex-mini-tro depli e-teri rumeno, lephi-ta
per la pelle, «e II»* e fallo «cglia»*»*.
Poi i piccoli Siali -i van nm-trando -»*n,|tr»* più
alieni «lai la-ciar-i mescolare nei coiilra-li fra le
prandi potenze.
I più ri-oluli in que-li nuovi alleupiameiili -»»in» la*
Inni Mali che p»»i mm avevano il m inimo inolivi»
p»*r u-cir»* al larpo. c»»me. p»*r e»**,,,pi»». pii Stati
N'amlinav i. che non -»un» «ertamente privi <1 ini*
portanza, ma che. nella lepa. hanno -ernpre cer
calo di «lar-ene molla. specialmente nella contro*
ver-ia etiopica.
BERNARDO CIOVENALK
n
ovrehhero gli abitanti della città - noi pensiamo -
avere maggior diiuestirliez/a con il « contado >•;
più
l4rc<pi<>ntcm«‘iit<‘ cscin* all*ap<*rlo. Ira gli «irli.
i
i unpi »*d i prati. Torino »* bella, siauitt tutti d'ac-
•iti lo; «• siamo tutti «l'accordo alici,»* sul fa11«» «*1,«*
ci 'i
sta bene. Ma pure per godere verameiit»* il
•" ’i,po>to ordine delle sin* vie, la spontanea b»*IIezza
•li '«• sue «*leganze, bisogna, «li «pianil i in quando.
M! <rs»*m* staccan*. K si ottieni* allora anche un altro
taggio: «pieliti «li a»-corgersi ehe la proviueia ha
I*" delle altre attrattive, tu lle sue, esclusivamente
kii* ; «* «*l,«* a eotioseerla mm soltanto si pone Torino
nella
migliore prospettiva, tra le ridenti t»*rre cln* la
ii ondano, ma «li qu»*Nt«* t»*rr»* si g«td«* la serena,
fi|"tsata, feconda b»*llezza. Insonilo.i. «liceva un
Mitico princip»* olandese eli»*, per maggiormente am
mirare la str;MÌa lunga am|»ia e diritta nella qual»* «T.I
il
''io palazzo, aveva preso l'abitudine «li passeggiare
|»»*r vicoli tortuosi; tini-li»*, passeggia oggi «• pass»*ggia
Ittriiani, tini
jwr
;M-ii»rg»*rsi ehe i vicoli non gli erano
•tu soltanto |H*r |Hirr«* in maggior risalto, con la 1«T«»
q»|iar«*nza, la strada diritta, ma anche in sé »•
{H*r
sé;
SI




