malato ili cancro,
tracciando lo direttive per lo studio
anamnestieo, clinico e terapeutico del inalato.
A tutto questo lavoro di preparazione condotto
con una serietà ed una scrupolosità senza pari e al
quale il fondatore aveva data la sua infaticabile atti
vità e il suo vasto sapere, si abbinava
1111
lavoro
pratico. I direttori del «Centro» e i loro assistenti,
presieduti dal sen. Pescando iniziavano fin dal 1920
le visite ndl'ambulatorio istituito in locali provvisori.
Nel VI anniversario della .Marcia su Roma il « ('entro »
fu definitivamente aperto in una manica interna del
San Giovanni, con ingresso da via K. Massimo, dove
è tu tt’ora. Per ottenere qucU'asscstamcnto nel caseg
giato ili I piani, di cui uno ricavato nei sotterranei, il
Maestro aveva dovuto strenuamente combattere. Ben
altro spazio, ben altri locali egli avrebbe veduto per
il suo «('entro ». Tuttavia ricordiamo che nel giorno
deH'inaugurazione egli era raggiante. Kra a Torino
che si apriva il primo Istituto che avrebbe attirato
le forze di illustri medici-chirurghi-radiologi e pato
logi per combattere il terribile e pauroso morbo,
considerato un flagello dell'umanità. Col «Centro»
per lo studio e la cura «lei tumori Torino acqui
stava un nuovo primato nel campo dell’assistenza
sociale.
A noi che, sulla scia delle autorità, abbiamo visi
tato in (piel giorno l'istituto, anche i locali sotterranei,
bui, angusti, inadeguati allo sviluppo che certamente
avrebbe avuto l'istituzione, sembrarono armonici,
adatti all'uso cui erano destinati. Le illustri perso
nalità chiamate a dirigere le cinque sezioni, gli uo
mini insomma più che
l'amb iente,
creavano in noi
questa illusione. La sezione medica aveva per diret
tore il sen. prof. Micheli; la sezione chirurgica il
prof. Mario Donati; quella radiologica il prof. Herto-
lotti; quella di patologia il prof. Morpurgo e quella
di tisica il prof, Pochettino. A capo del gruppo stava
il preside sen. prof. Pescando.
Siamo tornati in questi giorni a visitare il Centro >
e svanita l'impressione del passato abbiamo visto le
cose «piali sono realmente.
Diremo altresì che il lavoro
è aumentato di gran lunga
in questi nove anni di eser
cizio, e non perchè i tumori
maligni siano oggi più nu
merosi di allora, ma ]H>rchè
le diagnosi precoci, sicure,
apportano
1111
maggior nu
mero di infermi agli ambu
latori e di degenti alle se
zioni di medicina e chirurgia.
Questo aumento graduale,
ma continuo, particolarmen
te rilevante per ciò che con
cerne gli ammalati trattati
sia con radium, sia con
r;*ggi X, si vede dal seguente
pnwpetto che comprende
tutto l'esenizio dal 1029 al
1930 della sezione radiologica.
Anno Ammalati rurali Ammalati curati
N'uin.
Xum.
con Itailium con Itocntccu sedute
(‘Maini
1929
111
»
301
3.147
2 0 0
1930
190
344
3.8 2 8
218
1931
238
332
3.724
2 1
à
1932
272
334
3.942
3 87
J
933
31»:»
347
: w o o
391
1934
3
là
404
3.489
4 8
à
193
.*»
:»!.-»
71
*
4.898
0 0 0
1930
000
1.211
1
.V
.07
1.403
Nel corrente anno il numero degli ammalati trat
tati sia con radium, sia con raggi X è in forte aumento
per cui l'attrezzatura attuale, che è quella del
11
HM>,
si è resa insufficiente.
L'aumento di ammalati meglio ancor si vede con
frontando il rendiconto del primo anno di vita del
«Centro» con quello del 1930. Nel primo quadri
mestre dcU'anno XV le cifre salgono ancor più.
Dal 118 ottobre 1928 al
-8
ottobre 11129 sono stati
ricoverati *204 malati ili cancro, poveri e disagiati,
di cui 110 uomini, 144 donne e 02 pensionati. Si
ebbero l
.'»8
interventi chirurgici,
11
! trattati con la
elettrocoagulazione, ambulato aulente
2 1
..
_ idi-
cazioni Roentgen ultraprofonde; liti superficiali;
00:1.1*88 applicazioni di Radium in mmgr.
Nel 1930 il numero dei malati di cancro è salito a
Ito? di cui 37à uomini e 73lì donne: iW.ì (pii domici
liati,
10
S provenienti dalla Provincia, *»9 da Cuneo,
29 da Alessandria, Il da Aosta, 41 da Vercelli, 20 da
Asti, 43 da altre Provincie; làO sono stati sottoposti
ad atti operativi;
00
*» trattati con
radium,
i restanti
con raggi X.
(ìli esami de! materiale istologico sono stati 1143
fra carcinomi, sarcomi, tumori maligni, tumori be
nigni (di questi 243), affezioni non neoplastiche
(esami negativi 440).
('011
profonda commozione abbiamo varcata la
soglia dello studio del preside del «Centro». L’ab
biamo trovato come lo ricordavamo: nulla è mutato:
la scrivania, le penne, le car
telle sono esposte dove le ha
lasciate l'ultima volta il se
natore Pescando, qui pre
sente in effìgie. Vi è di lui
infatti un busto in bronzo
magistralmente modellato da
Fait. Un fascio di fiori freschi
è l'omaggio quotidiano che le
suore e i sanitari offrono alla
memoria dell’illustre fonda
tore il cui spirito aleggia su
questo Istituto da lui creato.
Il suo successore prof. Mor
purgo i>er un nobile senti
mento di reverente devozione
alla memoria d e ll'illu s tr e
amico non ha voluto occu
pare quella piccola stanza
che
è
diventata come il sa
crario del « Centro ».
»




