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Non è da escludere che l’enfasi posta su queste zone dipenda sostanzialmente
dalle modalità di registrazione e ricezione dei dati da parte dei compilatori, in
quanto è determinata da motivazioni di ordine strategico, cioè segnalare con par-
ticolare attenzione la provenienza di coloro che non sono sudditi del regno. Tut-
tavia, la presenza significativa di quest’area non è casuale poiché, com’è noto, essa
rinvia a un modello di migrazione qualificata, ampiamente studiata. Si ritornerà
su questo nesso tra professione e provenienza più avanti, dopo aver svolto alcu-
ne considerazioni introduttive sulla struttura professionale della città. Per ora si
può affermare che, nel complesso, le ripetute minacce di assedio non modificano
in profondità un carattere essenziale della Torino di Antico regime, cioè la sua
dipendenza dai flussi migratori.
TORINESI E IMMIGRATI AL LAVORO PER DIFENDERE LA CITTÀ
. La necessità di dispor-
re di risorse umane ed economiche per far fronte allo sforzo bellico è una preoc-
cupazione costante che attraversa gli Ordinati comunali di quegli anni, e il cui
riflesso è parzialmente visibile nei dati del censimento. Poiché l’obiettivo è sape-
re con esattezza quanti individui maschi possono essere arruolati nella milizia
urbana e quanti possono contribuire attivamente alla fortificazione della città;
sono soprattutto le attività maschili a interessare i redattori del censimento. Qual
è dunque la composizione professionale di una città che vive da tempo sotto la
minaccia di un assedio? Adottando una scansione per grandi comparti emerge
che poco più di un quarto della popolazione maschile è occupata nei settori di
artigianato e manifattura, senza particolari distinzioni tra immigrati e nativi (il
36,08 per cento i primi, e il 35,47 per cento i secondi)
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. Seguono i servizi manua-
li (dai servi, ai cocchieri, ai trasportatori manuali), i servizi non manuali (avvoca-
ti, funzionari, notai, impiegati di vario tipo, religiosi), il commercio e le attività
connesse all’agricoltura e all’allevamento.
Distribuzione della popolazione maschile per provenienza e occupazione
*
% torinesi
% immigrati
%torinesi
% immigrati
Agricoltura, allevamento
2,14
2,28
Artigianato, manifattura
35,47
36,08
Commercio
13,46
11,52
Servizi manuali
15,14
30,38
Servizi non manuali
21,10
8,73
Altri servizi
6,27
3,42
Generici
6,42
7,59
Totale popolazione occupata
100,00
100,00
*
solo individui maggiori di 10 anni
La tabella segnala anche che è nel settore dei servizi che si gioca la diversa parte-
cipazione di immigrati e nativi al mercato del lavoro cittadino; i primi infatti con-
fluiscono principalmente nei servizi manuali (il 30,38 per cento) mentre i secon-
di si distribuiscono in maniera più uniforme tra servizi non manuali (21,10 per
cento) e servizi manuali (15,14 per cento). L’opacità e, per certi versi, l’uniformità
di questi dati è superata sottoponendo a esame più approfondito i settori del mer-
cato del lavoro cittadino.
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Il dato professionale è calcolato sulla popolazione maschile maggiore di 10 anni; 6527 individui, pari al 75,78
per cento del campione totale. Di questi, 4816 corrispondono alla popolazione occupata. Restano esclusi quelli
per cui non è disponibile il dato professionale come pure mendicanti, prigionieri, invalidi.
Pietro Domenico Olivero, [Arrotino e donna che fila a
cavallo di un giumento], olio su tela (MCAA).




