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Museo del Risorgimento di Torino si conserva una grande copia del dipinto, rea-
lizzata nel 1938 da due pittori legati all’ambiente accademico dell’Albertina,
Luigi e Antonio Rigorini, per il nuovo allestimento del museo
12
.
La battaglia di Torino di Parrocel si attiene allo schema tradizionale della veduta
a volo d’uccello, presentando le operazioni dell’assedio in un vasto paesaggio che
spazia dalla collina alle montagne, segue il percorso del Po e della Stura, analizza
gli spostamenti delle truppe, le residenze e le cascine con precisione, con un’otti-
ca più topografica che celebrativa. E se l’opera del pittore non gode della stessa
fortuna europea della serie di Huchtenburg, ritroviamo comunque a Torino repli-
che e varianti della scena dell’assedio. Nei depositi di Palazzo Reale si trova una
tela attribuita a Parrocel (si veda p. 129) che ripropone la stessa inquadratura pro-
spettica della tela viennese: in aggiunta compare, in primo piano, in dimensioni
comunque piuttosto ridotte e affiancato da diversi cavalieri, un condottiero su un
cavallo bianco, da identificare con il principe Eugenio
13
. Sempre di Parrocel, un
dipinto in collezione privata pubblicato da Peyrot e Viale nel 1973 presenta la
stessa veduta a volo d’uccello, con le cascine di Lucento e il Viboccone in primo
piano, ma a distanza più ravvicinata, per cui possiamo porre il termine
post quem
del 1711, vista la presenza dell’asse viario che univa Porta Susina al castello di
Rivoli, la «nuova Strada reale», realizzato da Michelangelo Garove a partire da
quell’anno
14
.
A una prima divulgazione della vittoria di Torino nell’ambito delle imprese mili-
tari del principe Eugenio, con un’ottica celebrativa più del personaggio che del
singolo evento, si affiancano presto le iniziative legate specificatamente alla batta-
glia di Torino e soprattutto agli altri protagonisti della liberazione della città dalla
stretta francese: in primo luogo Vittorio Amedeo II, ma anche gli altri generali, il
Municipio e la cittadinanza stessa. Il contraccolpo di eventi così forti, che oltre ai
comandanti e alle armate avevano coinvolto tutta la popolazione, si ripercuote
sulla sensibilità cittadina allargando a diversi livelli la rappresentazione dei tempi
dell’assedio. Numerose cronache stese dai personaggi più disparati ci restituisco-
no l’atmosfera drammatica e le difficoltà affrontate giorno per giorno dalla città.
A corredo della narrazione cronachistica vengono predisposte le piante della
città, supporto indispensabile per comprendere lo svolgersi delle operazioni
15
.
12
La copia (645x427 cm) è ordinata da Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon. Restaurata nel 1963, è pubblica-
ta nel catalogo A
DA
P
EYROT
, V
ITTORIO
V
IALE
(a cura di),
Immagini di Torino nei secoli. Proposta per la costituzio-
ne di un museo storico della città di Torino
, Torino: Tipografia Torinese Editrice, 1973, n. 118. Si veda anche M
ARIA
L
UISA
M
ONCASSOLI
T
IBONE
,
Ritratti per un re. Vittorio Amedeo II dalla storia all’immagine
, Torino: Regione Pie-
monte, 1991, interno copertina, e
Museo Nazionale del Risorgimento italiano. Palazzo Carignano di Torino. Cata-
logo-guida
, Torino: Ages, 1972, pp. 8-9.
13
Il dipinto, restaurato nel 1994, è inventariato a Palazzo Reale nel 1966 al n. 1786 ed è registrato come prove-
niente dal castello di Racconigi in data imprecisata. Un
Assedio di Torino
è registrato anche nell’inventario della
Galleria Sabauda del 1871 al n. 634 e del 1952 al n. 905, con misure di 255x238 cm e foto d’archivio coincidenti
con quelle della tela di Parrocel, ma attribuzione a Giacinto La Peigne stilisticamente improbabile e annotazione
«1.4.1927 in deposito a Palazzo Reale».
14
A. P
EYROT
, V. V
IALE
(a cura di),
Immagini di Torino nei secoli
cit., tav. s.n. tra 113 e 114; A
RABELLA
C
IFANI
, F
RAN
-
CO
M
ONETTI
,
La memoria della battaglia di Torino nell’arte piemontese
, in R
OBERTO
S
ANDRI
G
IACHINO
, G
USTAVO
M
OLA DI
N
OMAGLIO
, G
IANCARLO
M
ELANO
(a cura di),
Torino 1706: l’alba di un regno
, Torino: Il Punto, 2006,
catalogo della mostra, pp. 267-277.
15
Tra le cronache, si citano qui solo quella di Antonio Francesco Tarizzo del 1707, il diario di Francesco Ludovi-
co Soleri (pubblicato da Dina Rebaudengo nel 1969) e la storia dell’abate Antonio Maria Metelli edita a Parma
nel 1711, rimandando agli altri interventi in questo volume. Preme qui segnalare la presenza, tra le collezioni del
MCAA di Torino, di un album manoscritto di Giuseppe Maria Solaro conte della Margarita, luogotenente gene-
rale dell’artiglieria sabauda durante l’assedio, contenente 35 pagine di testo e 10 tavole acquerellate, rilegate in
cartone marroncino (inv. 3956/DS, acquisto 1974). L’album, databile intorno al 1714, contiene dettagliate infor-
mazioni riguardo alle operazioni di difesa e ai materiali impiegati, illustrate da piante con la disposizione delle bat-
terie e delle mine; informazioni che probabilmente dovevano servire a corredo del giornale storico dell’assedio
steso dal Solaro nel 1706 e pubblicato in seguito (
Journal historique du siège de la ville et de la cittadelle de Turin
l’année 1706 avec le veritable plan
, Amsterdam: Mortier, 1708;
Journal historique […] avec le rapport officiel des
operations de l’artillerie par le Comte Solar de la Margherite
, Torino: Stamperia Reale, 1838). Il Casalis, nel suo
Dizionario geografico-storico-statistico commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna
, 28 voll., Torino: Cassone,
Marzorati, Vercelletti, 1833, X, p. 167, parla di un originale del
Giornale
conservato negli archivi della famiglia
dell’autore.
Ignace-Jacques Parrocel,
Veduta dell’assedio di Tori-
no del 1706
, olio su tela (Torino, Palazzo Reale, parti-
colare).




