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Permoser tra il 1718 e il 1721, fulcro della sala dorata al Belvedere inferiore,

riprenderà tutti gli elementi in un unico ritratto allegorico

25

. Il principe vi è raffi-

gurato come Ercole, con la pelle del leone Nemeo sulla spalla e il Toson d’oro al

collo, trionfante su un turco, con la Fama che suona la sua trombetta e la Virtù

che gli porge un serpente, simbolo di eternità, chiuso in un tondo solare. La

metafora dell’«iter virtutis

»

offre una rilettura delle imprese militari di Eugenio

che, come Ercole sale all’Olimpo attraverso le dodici fatiche, ascende alla fama

eterna e alla luce solare grazie alle sue vittorie e alla sua virtù. Concetto ribadito

in un’incisione eseguita da Jeremias Jacob Sedelmayr, che ambienta il marmo di

Permoser in un paesaggio con rovine, affiancato da Ercole e Minerva da un lato,

un trofeo di cimeli militari e il suo stemma portato in gloria dall’altro

26

.

STAMPE E INCISIONI

. L’atto di superbia di Fetonte, a torto convinto di poter con-

durre il carro del Sole, viene pertanto a configurarsi come l’atto di superbia del

re di Francia, non più re Sole, che viene fulminato per aver tentato di mettersi al

livello del vero Sole, quello imperiale. Sono gli stessi elementi che troviamo riba-

diti nelle stampe: la personificazione del fiume Po (si veda p. 119) con accanto il

toro simbolo della città, e la stessa caduta di Fetonte, si fanno ornamento e cor-

nice per la pianta di Torino e le operazioni dell’assedio in un’incisione anonima

del 1720 circa

27

.

Le incisioni illustrano le storie del principe Eugenio a stampa e al tempo stesso

favoriscono una capillare diffusione degli aspetti narrativi dell’impresa del con-

dottiero, in parallelo alla lettura cartografica più scientifica, che rimane abbon-

dante per tutto il Settecento

28

. Di grande fortuna e notorietà godono, fissando

quasi dei modelli per le incisioni degli anni successivi, l’acquaforte di Andreas

Mattheus Wolffgang con uno scontro di cavalleria piuttosto ravvicinato entro cor-

nice di trofei militari di stampo classicista e quella di Johann August Corvinus su

disegno di Georg Philipp Rugendas raffigurante la pianta della città e la battaglia

con l’artiglieria pesante in primo piano, entro un’incorniciatura di trofei militari,

putti e volute di gusto quasi tardomanierista di mano di Abraham Drentwett, rea-

lizzate entrambe a corredo del volume

Representatio belli ob succesionem in

Regno Hispanico gesti

di Paul Decker, edito nel 1710 da Ieremias Wolff ad Aug-

sburg

29

. Lo schema della prima delle due incisioni, che peraltro si rifà all’imposta-

zione data da Van der Meulen alle battaglie che decoravano lo scalone degli

Ambasciatori a Versailles, si ritrova nell’editoria inglese, e in particolare nella

26

Scheda di K. Gutkas in I

D

. (a cura di),

Prinz Eugen und das Barocke Österreich

cit., p. 286, n. 12.28; Ercole e

Minerva reggono anche il cartiglio entro cui è illustrato l’episodio del principe Eugenio che riceve le chiavi della

città di Milano, nell’incisione realizzata da Huchtenburg e stampata da Leonardus Schenk che si trova sul fronte-

spizio dell’edizione del 1725 delle

Batailles gagnées par le serenissime prince Fr. Eugène de Savoye sur les ennemis

de la foi

cit.

27

A

DA

P

EYROT

,

Torino nei secoli

, 2 voll., Torino: Tipografia Torinese Editrice, 1965, II, pp. 168-169, n. 115. L’ac-

quaforte reca in alto il titolo

Plan van de Stadt ent Kasteel van Turin, zoo als ze door de Fransen zyn belegerd, en

door de Hert: van Savoyen en Princ. Eugenius entzet den 7 Sept. 1706

; se ne conservano a Torino esemplari acque-

rellati: MCAA (inv. 3654/SILA) e ASCT,

Collezione Simeom

, D 33.

28

Dalla seconda metà del Settecento all’intento celebrativo si affianca il valore didattico della cartografia per le

Scuole d’Artiglieria di Torino: si veda la scheda di Guido Gentile relativa alla carta di Gaetano Quaglia del 1785-

1790 conservata all’Archivio di Stato, in I

SABELLA

M

ASSABÒ

R

ICCI

, G

UIDO

G

ENTILE

, B

LYTHE

A

LICE

R

AVIOLA

,

Il

teatro delle terre. Cartografia sabauda tra Alpi e pianura

, Savigliano: L’Artistica, 2006, catalogo della mostra, Tori-

no, pp. 74-75 n. 6. Nei testi di storia militare troviamo le carte dell’assedio fino al primo Ottocento: si veda per

tutti L

ÉONARD

G

AY DE

V

ERNON

,

Traité élémentaire d’art militaire et de fortification à l’usage des élèves de l’Ecole

Polytechnique

, 2 voll., Paris: Allais, 1805, II, tav. III (A. P

EYROT

,

Torino nei secoli

cit., I, p. 381, n. 256).

29

Per la cartografia si rimanda ai volumi della Peyrot citati. La seconda incisione si trova in ASCT,

Collezione

Simeom

, D 149, qui pubblicata a p. 75, e due esemplari in MCAA, inv. 9/SILA, con iscrizioni in tedesco, e

3665/SILA, con iscrizioni in italiano su inserto incollato. Si veda A. P

EYROT

,

Torino nei secoli

cit., I, pp. 151-154,

n. 103 e V. V

IALE

,

Immagini

cit., p. 119 n. 122. Presso il Museo Civico di Torino si conserva un’altra incisione fir-

mata da Philipp Rugendas, raffigurante il principe Eugenio che combatte contro i turchi. La Madonna col Bam-

bino assiste assisa su una nuvola (maniera nera, avanti lettera, 117x143 cm, inv. 2298/SILA).

Plan van de Stadt ent Ksteel van Turin [...]

, incisione in

rame, [1720] (ASCT,

Collezione Simeom

, D 33, partico-

lare).