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Diritto, «VICTOR AMADEVS II. D. G. DVX SABAUD. PRINC. PIEMONT. REX CYPRI». Nel taglio del

braccio «H». Rovescio, «GALLIS PROFLIGAT. VALLO PERRVPTO CASTRIS CVM RE TORMENTAR.

DIREPTIS». All’esergo: «AVGUSTA TAVRINORVM TRIMESTRI OBSIDIONE / LIBERATA 1706». Sul taglio:

«RES GERERE ET CAPTOS OSTENDERE CIVIBVS HOSTES HOR» (da O

RAZIO

,

Epist

., I, XVII, v. 33).

Argento, mm 43. Si veda A

NNA

S

ERENA

F

AVA

,

Monete e medaglie

, in V

ITTORIO

V

IALE

(a cura di),

Mostra del Baroc-

co piemontese

, 3 voll., Torino: Pozzo Salvati Gros Monti, 1963, catalogo della mostra, III, p. 31, tav. XVII; U

MBER

-

TO DI

S

AVOIA

,

Le medaglie della casa di Savoia. Saggio di catalogo generale

, Roma: P. & Santamaria, 1980, p. 154, tav.

71, n. 10; L

ISELOTTE

P

OPELKA

(a cura di),

Eugenius in nummis: Kriegs und Friedenstaten des Prinzen Eugen in der

Medaille

, Wien: Heeregeschichtliches Museum, 1986, catalogo della mostra, p. 100, n. 105; S

ERGIO

M

AMINO

,

Il

ritratto dinastico sulle medaglie e nelle incisioni

, in

Storia di Torino

, IV, G

IUSEPPE

R

ICUPERATI

(a cura di),

La città fra

crisi e ripresa (1630-1713)

, Torino: Einaudi, 2002, p. 335; S

ERAFINA

P

ENNESTRÌ

,

Memorie di Torino. Medaglie, getto-

ni e distintivi. 1706-1970

, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2006, 2 voll., I, p. 25 n. 9; II, tav. VII, n. 32.

17

Oltre al citato catalogo della mostra di Vienna del 1986, per le medaglie del principe Eugenio si vedano A

NNA

S

ERENA

F

AVA

,

Le medaglie del principe Eugenio di Savoia-Soissons nel medagliere delle raccolte numismatiche tori-

nesi

, in «Antichità viva», VII (1968), n. 2, pp. 47-57 (riedito come

Die Medaillen auf Prinz Eugen in den Turiner

Sammlungen

, in «Alte und Moderne Kunst», 1977, n. 22, pp. 22-27), e H

ELMUT

J

UNGWIRTH

,

Prinz Eugen auf der

Medaille

, in K. G

UTKAS

(a cura di),

Prinz Eugen und das Barocke Österreich

cit., pp. 391-400.

18

In commemorazione della morte del principe Eugenio, spentosi il 21 aprile 1736, vengono coniate tre medaglie,

di Wilhelm Vestner, Paul Gottlieb Nürnberger e Peter Paul Werner. La medaglia di Vestner riporta sul retro un

sarcofago attorno a cui sono disposti trofei e scudetti con i nomi delle vittorie del principe, cui allude l’iscrizione

che le identifica con le fatiche di Ercole. Quella di Nürnberger lo presenta seduto tra le spoglie dei vinti, mentre

afferra per i capelli una donna nemica, e infine quella di Werner offre un bel ritratto a tre quarti del principe Euge-

nio sul diritto e, sul rovescio, un principe stanco che appoggia il piede destro sul genio alato della morte e il brac-

cio sinistro su una grossa urna, in un atteggiamento che riprende il modello iconografico del temperamento malin-

conico. Per tutte si vedano: A.S. F

AVA

,

Monete e medaglie

cit., p. 35 n. 55; E

AD

.,

Le medaglie del principe Eugenio

di Savoia-Soissons

cit., pp. 48-49, 55-56, nn. 4-6, 17-19.

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In esergo, sotto l’incontro dei due personaggi, «VICTORI AMADEO ET EUGENIO / PRINCIPI. SABAUD.

GALLICANA OB- / SIDIONE PROFLIGATA AUGUST. / TAURIN. LIBERANTIBUS / VII SEPTEM.». Si

vedano A

NTONIO

M

ANNO

,

Relazione e documenti sull’assedio di Torino nel 1706

, in «Miscellanea di Storia Italia-

na», s. II, XVII (1878), pp. 527-595, con fototipia di Pietro Carlevaris da esemplare del Medagliere Reale; U.

DI

S

AVOIA

,

Le medaglie della casa di Savoia

cit., p. 154, tav. 71, n. 11; L. P

OPELKA

(a cura di),

Eugenius in nummis

cit.,

p. 101, n. 106; S. P

ENNESTRÌ

,

Memorie di Torino

cit., I, p. 32, n. 32; II, tav. III, n. 9.

LA FORTUNA METALLICA

. All’immagine dipinta e alla cartografia, più tecnica, si

affiancano le medaglie, con il loro carattere di assoluta ufficialità. La prima ripor-

ta sul diritto il profilo del duca Vittorio Amedeo II, sul rovescio la divinità del Po,

a testa taurina, sdraiata con un timone nella mano destra, che leva verso la Fama,

librata in volo nel cielo con una corona turrita e un ramo d’alloro in mano, una

ghirlanda con la legenda «OB / C S [

ob cives servatos

]». Fa da sfondo la città di

Torino fortificata, con i bastioni della cittadella in primo piano

16

. La medaglia è

realizzata da Georg Hautsch, che si firma con l’iniziale H sul taglio del braccio,

artista attivo tra il 1679 e il 1745 a Norimberga e Vienna per il principe Eugenio,

che evidentemente partecipa alla definizione complessiva del programma icono-

grafico. Le medaglie vengono affidate agli incisori austriaci e tedeschi che lavora-

no per le principali corti germaniche: Martin Brunner (1659-1725), Georg Haut-

sch, Georg Friedrich Nürnberger, Philip Heinrich Müller, Wilhelm Vestner

(1677-1740), Heinrich Fuchs (1689-1715), Peter Paul Werner (1689-1771), Mar-

tin Smeltzing

17

. Ogni conio è occasione per proporre colte simbologie e allusioni,

chiarite da versetti della Bibbia o brevi citazioni dagli storici classici. Le medaglie

legate alla campagna del principe Eugenio in Italia sviluppano i temi legati alla

classicità con grande fantasia di rappresentazione: si pensi ai galli svolazzanti, ter-

rorizzati dalla tromba della Fama, sul diritto della medaglia che ricorda la cattu-

ra del comandante francese Villeroy a Cremona il 1° febbraio 1702, dove il prin-

cipe compare ritratto in un piccolo medaglione e si proclama «patiens vocari Cae-

sari ultor [colui che accetta di farsi chiamare il vendicatore di Cesare]», mentre

sul rovescio il Valore germanico, seduto a terra con una Vittoria sul palmo, osser-

va impassibile tre gigli di Francia, disposti in fila in due aiuole, che invano oppon-

gono resistenza con le loro corolle al vento che soffia impetuoso

18

.

Aggirando le difese francesi in Lombardia, il principe Eugenio raggiunge il Pie-

monte attraverso una marcia estenuante a sud del Po, si unisce alle truppe di Vit-

torio Amedeo II e sbaraglia i francesi liberando Torino dall’assedio: l’ecceziona-

lità dell’impresa viene celebrata con una medaglia d’argento di Martin Smeltzing,

dall’iconografia piuttosto elaborata

19

. Il diritto presenta l’episodio di Fetonte che