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scena della battaglia di Torino di Claude Du Bosc su disegno di Antoine Benoist
(si veda p. 263) che illustra, entro una sobria cornice decorata da trofei militari e
conchiglie,
The military history of the late Prince Eugene of Savoy, and of the late
John Duke of Marlborough
edita a Londra nel 1736-1737
30
.
Accanto alle scene di battaglia, un altro filone della grafica si concentra sulla cele-
brazione del personaggio del principe Eugenio, e la sua esaltazione viene costrui-
ta attraverso i riferimenti visti per le medaglie: valga per tutti l’incisione che illu-
stra la seconda pagina della prefazione delle già citate
Batailles gagnées par le sere-
nissime prince Fr. Eugène
del 1725, firmata da Jan Wandelaar e datata 1720. Il
principe Eugenio è ritratto come novello Cesare trionfante su prigionieri turchi,
attorniato da Ercole, Minerva, dalla personificazione dell’impero d’Austria, con
la Fama che lo incorona d’alloro, e tre putti, uno con il serpente dell’eternità, che
reggono un cartiglio che elenca le sue vittorie, tra cui la liberazione di Torino.
Sullo sfondo il Sole, un tempio, diverse colonne con prigionieri, medaglioni con
i nomi delle battaglie e trofei militari. Il principe regge una spada su cui si erge in
volo Giove sotto forma di aquila: una cintura con l’iscrizione «Veni, vidi, vici»
sottolinea il ruolo di nuovo Cesare, più volte ricordato nel testo
31
. O ancora l’in-
cisione dal titolo
Ter Eeuwiger Gedagtenis
, che raggruppa gli stessi protagonisti
intorno alle campagne e alle principali battaglie della successione spagnola
32
.
Georg Christophe Kilian,
Das Durch Göttlichen Beÿ-
stand Glücklich Entsetzte Turin [...]
, incisione in rame,
[1725] (ASCT,
Collezione Simeom
, D 47).
30
L’incisione di Du Bosc è datata 1735 e si trova a p. 252 del primo volume. Si veda A. P
EYROT
,
Torino nei secoli
cit., p. 219, n. 150. Il testo contiene anche una carta di Du Bosc delle operazioni dell’assedio (MCAA 3664/SILA);
il frontespizio reca un doppio ritratto di Eugenio e Marlborough in gloria, trionfanti sui turchi e sui francesi, inci-
so da Gérard Scotin su disegno di François Boucher.
31
Il testo di Dumont relativo alla battaglia di Torino comincia con un paragone tra l’impresa del principe Euge-
nio e quelle di Giulio Cesare, secondo cui la magnanimità e la gloria del principe sabaudo sono anche maggiori di
quelle dell’imperatore romano: «Venit, vidit, vicit: cet trois mots contiennent, en substance, toute l’histoire de la
marche du Serenissime Prince Eugène de Savoye, de son arrivée en Piemont, de l’état où il trova les choses, et de
la glorieuse victoire qu’il y remporta» (
Batailles gagnées par le serenissime prince Fr. Eugène de Savoye sur les enne-
mis de la foi
cit., p. 51; nell’edizione del 1729 la narrazione è introdotta da un capolettera con il profilo di Giulio
Cesare, I, p. 51). La figura del principe riprende quella di Luigi XIV ne
La paix d’Aix-la-Chapelle en 1668
incisa
da Jean-Baptiste Massé dalla decorazione della galleria degli Specchi di Charles Le Brun a Versailles (vedi N.
M
ILOVANOVIC
,
Du Louvre à Versailles
cit., fig. 38).
32
Si veda L
UCIANA
M
ANZO
, F
ULVIO
P
EIRONE
(a cura di),
I giorni dell’assedio
, Torino, 2006, catalogo della mostra,
p. 24. La stampa reca il monogramma «C.K. inv. et f.»; al di sotto dei tre ritratti compare la veduta di Torino,
alla base della colonna di sinistra il mito di Fetonte. L’incisione del 1718 di Jan Baptist Berterham su disegno di




