Table of Contents Table of Contents
Previous Page  199 / 336 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 199 / 336 Next Page
Page Background

199

pietre dure. L’iscrizione rimanda alla gloriosa entrata di Vittorio Amedeo in città

e alla sua liberazione, e consente la datazione dell’opera tra il 1706 e il 1713,

quando il duca diventa re di Sicilia

37

. Il secondo piano, conservato al castello di

Racconigi, riporta la stessa cartina rappresentante la cittadella e parte della città

ed è decorato, oltre all’iscrizione esplicativa, da un’aquila coronata, ad ali spiega-

te, con un cartiglio «hostili sic tincta cruore». Un terzo si trova a Palazzo Reale,

con dedica a Madama Reale

38

. I tre piani si rifanno alla prima cartografia dell’as-

sedio disponibile: in particolare il piano proveniente da Villa della Regina, oggi di

proprietà del Museo Civico di Torino, ripete fedelmente l’incisione anonima che

illustra il

Ragguaglio storico

di Francesco Antonio Tarizzo, primo documento

scritto da un testimone oculare e pubblicato nel 1707

39

.

TRA CORTE E CITTÀ

:

LA DEVOZIONE

. I tempi dell’assedio mettono a dura prova non

solo l’esercito sabaudo, ma anche tutta la cittadinanza. Sconvolgono per mesi la

vita quotidiana e l’organizzazione della città, portando panico e distruzione. La

fede e le attività di culto diventano più che mai un appiglio per affrontare le dif-

ficoltà. Il 2 settembre 1706, prima della battaglia finale, Vittorio Amedeo II sale

sulla collina di Superga con il principe Eugenio, mette a punto la strategia delle

operazioni militari e, secondo la tradizione, prega la Madonna della piccola cap-

pella di «Santa Maria sub pergolam», promettendo, in caso di vittoria, la costru-

zione di una grande basilica. La sera della liberazione, i due condottieri con i

comandanti cavalcano attraverso la città tra gli eserciti e il popolo festanti, e giun-

37

Lorenzo Bononcelli lavora tra il 1685 e il 1694 al gabinetto del pregadio nel nuovo Appartamento d’inverno del

Palazzo Ducale, poi Reale, di Torino, dove dipinge una serie di fiori su mastice nero. Per il piano, pervenuto al

MCAA nel 1878 dall’Istituto Figlie dei Militari, che allora aveva sede a Villa della Regina (inv. 3481/C, in deposi-

to al Museo Pietro Micca), si veda S

ILVANA

P

ETTENATI

, G

IOVANNI

R

OMANO

(a cura di),

Il tesoro della città. Opere

d’arte e oggetti preziosi da Palazzo Madama

, Torino: Allemandi, 1996, catalogo della mostra, pp. 172-173, n. 359,

scheda di Fabrizio Corrado.

38

Il piano di Racconigi è pubblicato in N. G

ABRIELLI

,

Racconigi

cit., p. 144. Il piano di Palazzo Reale si trova al

secondo piano, nella terza anticamera, e misura 77x157 cm, 3151 D.C.

39

Si veda A. P

EYROT

,

Torino nei secoli

cit., I, p. 147, n. 98. Un possibile modello è offerto anche dalla pianta con-

tenuta in V

INCENZO

M

ARIA

C

ORONELLI

,

Lombardia, ch’abbraccia gli Stati de’ Duchi di Savoia, Mantova, Parma e

Modena e del Milanese

, Torino, 1706, per cui A. P

EYROT

,

Torino nei secoli

cit., I, pp. 145-146, n. 97.6.

Luigi Prinotto, Scrivania parietale con intarsi in avorio

raffiguranti scene dell’assedio di Torino del 1706,

legno impiallacciato di ebano, palissandro, applicazio-

ni di bronzo dorato, 1723 (Torino, Palazzo Reale).