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cade, sul carro del Sole, fulminato da un’aquila: al di sotto scorrono le acque del
fiume Eridano. La medaglia riporta in esergo «MERGITUR ERIDANO /
MDCCVI / M. SMELTZING». Figlio di Elio e di Climene, Fetonte muore vitti-
ma della sua presunzione: per aver preso il carro solare paterno e, per impruden-
za, aver rischiato di incendiare l’universo, viene precipitato da Giove nel fiume.
Sul rovescio il duca Vittorio Amedeo abbraccia il principe Eugenio in segno di
riconoscenza, davanti alla cittadella di Torino; in alto, fra le nubi, la Vittoria alata
annuncia con la tromba la liberazione e regge un nastro con l’iscrizione «SABAV-
DIA LIBERATA JO. TRIVMPHE»
20
. Scrive Eleazar Mauvillon nel suo terzo
tomo dell’
Histoire du Prince François Eugene de Savoie
, edito a Vienna nel 1741:
«La saggezza del principe Eugenio fu trasmessa ai posteri con una medaglia con
la caduta di Fetonte, che aveva temerariamente voluto condurre il Carro del Sole
[…] Giove è raffigurato come aquila, emblema della casa d’Austria: ed è ovvio
che questo temerario conduttore del carro del Sole, fulminato e precipitato nel
fiume, fa allusione a Luigi XIV, che aveva il Sole come simbolo, e le cui truppe
avevano appena ricevuto un così grande affronto ai bordi del Po»
21
. Il paragone
con il Sole e i peccati di
ubris
commessi nei suoi confronti godono di vasta fortu-
na in epoca barocca e in particolare proprio presso la corte nemica: Luigi XIV
costruisce la decorazione allegorica della volta dello scalone degli Ambasciatori a
Versailles, su progetto di Charles Le Brun, con il mito di Apollo, dio del Sole, l’a-
poteosi di Ercole e le Muse, metafora delle gesta del sovrano contro Germania,
Spagna e Olanda, e della consegna del monarca alla fama eterna. Apollo ed Erco-
le diventano protagonisti di due vasti progetti, sempre di Le Brun, per la decora-
zione della volta della galleria degli Specchi a Versailles, noti attraverso i disegni
di Claude III Nivelon, rifiutati entrambi da Luigi XIV e sostituiti da un program-
ma più aderente alla storia e alla politica
22
. A Luigi XIV che si propone come «roi
Soleil», il principe Eugenio, che invano aveva chiesto al sovrano di militare nel-
l’esercito francese, contrappone la stessa arma allegorica presentandosi come
«Sol Austriacus», in abbinamento al personaggio di Ercole e alla sua ascesa all’O-
limpo
23
. Il Sole imperiale aveva da poco fatto impallidire la mezzaluna turca e ne
aveva fermato l’avanzata, prima con la liberazione di Vienna dall’assedio nel
1683, poi a oriente con la presa di Buda nel 1686 e di Belgrado nel 1688, e infine
con la vittoria di Zenta nel 1697. I miti di Apollo ed Ercole ricorrono frequente-
20
Le fonti settecentesche identificano il rovescio della medaglia con l’incontro di Vittorio Amedeo II con il conte
Daun, mentre la bibliografia ottocentesca, da Antonio Manno in poi (
Relazione e documenti sull’assedio di Torino
nel 1706
cit., pp. 531-533), ha identificato il secondo personaggio con il principe Eugenio. La riconoscenza del
principe per l’intervento del generale Daun si concretizzò presto nel dono di una spada con un diamante incasto-
nato nel pomo. Si vedano in proposito, per la parte settecentesca, l’
Histoire du prince François Eugene de Savoie
[…] enrichie des plans de Batailles et des médailles
, in 5 volumi, di cui il primo edito a Lipsia da d’Arkste’e &
Merkus nel 1740, gli altri quattro a Vienna da Briffaut nel 1741: la descrizione si trova nel terzo volume, pp. 139-
141; e l’
Histoire militaire du prince Eugene de Savoye […] par M.r Dumont, baron de Carelscroon, historiographe
de sa majesté Imperiale
, Den Haag: Neaulme, III, 1747, p. 237. Per le medaglie coniate nel corso dell’Otto-Nove-
cento, soprattutto nel 1906 in occasione del bicentenario della battaglia di Torino, si veda U.
DI
S
AVOIA
,
Le meda-
glie della casa di Savoia
cit., pp. 157-158, nn. 18-19, 21-22, 24-27 (divisione fanteria Superga).
21
Histoire militaire du prince Eugene de Savoye […] par M.r Dumont, baron de Carelscroon
cit., pp. 140-141.
22
Si veda la n. 7 per la bibliografia relativa allo scalone degli Ambasciatori; per i progetti di Le Brun per la galle-
ria degli Specchi, rifiutati da Luigi XIV: N. M
ILOVANOVIC
,
Les grands décors peints
cit., p. 20 e sgg. Nel volume
Du Louvre à Versailles
cit., pp. 173-236, Milovanovic analizza la ritrattistica del Re Sole in relazione alle conoscen-
ze astronomiche e ai miti di Alessandro, Ercole e Giove, come «roi de gloire e roi de guerre».
23
Sul programma iconografico del principe Eugenio a Vienna in relazione al tema del Sole e del peccato di
ubris
,
si veda P
ETER
S
TEPHAN
, «
Ruinam praecedit Superbia
»
. Der Sieg der Virus über die Hybris in den Bildprogrammen
des Prinzen Eugen von Savoyen
, in «Belvedere», 1997, n. 1, pp. 62-87, con ampia bibliografia. Vi si citano a p. 72
altre due medaglie legate al tema del fuoco e del sole: quella del 1703 per la sconfitta degli eserciti francesi sul
Reno, con l’iscrizione «Compescet ignibus ignes incendit qualunque incendit» e quella del 1709 per la vittoria di
Malplaquet, con la caduta di Fetonte e «solem mentitur, quem siderea terreno». Un sole che tramonta, «Cruen-
tus occidit» è poi raffigurato sul rovescio di un’altra medaglia per Malplaquet pubblicata in A.S. F
AVA
,
Le meda-
glie del principe Eugenio di Savoia-Soisson
cit., p. 52, n. 10. Racconta inoltre Tarizzo che il 12 maggio 1706 si veri-
fica un’eclisse di sole augurale: il globo, simbolo della potenza nemica, si oscura per circa due ore lasciando intra-
vedere solo la costellazione del Toro, presagio del trionfo torinese (A
LBERTO
V
IRIGLIO
,
Cronache dell’assedio di
Torino 1706
, Torino: Casanova, 1930, p. 12).




