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La Prede***
L'insegnamento del Cafasso fu perennemente sc-
jniito da Don Dose»»: « dopo aver infatti (Don Bosco)
chiamato il proprio Maestro (don (’afasso) suo con
sigliere e primo Catechista, costante Promotore,
grande Protettore e Benefattori* insigne del suo Isti
tuto, non cessava di continuamente ripetere ciò
che poi lasciò scritto che, se aveva fatto qualche cosa
li Itene, lo doveva a questo degno Ecclesiastico, nelle
[•ui mani aveva rimesso ogni sua deliberazione, ogni
itudio, ogni azione della sua vita ».
* * *
L'illimitata devozione alla Chiesa infervorava il
Beato Cafasso, che sapeva trasfondere i suoi prin-
ipi nel clero: la fede dell'eroico Sacerdote bastò, pur
lei turbine che distrusse tante istituzioni e corpora-
tioni religiose, a salvare il Convitto Ecclesiastico di
fcin Francesco d’Assisi.
Tutta la vita del Beato Cafasso fu informata al
troposito della salvezza delle anime: nell'umiltà della
*lla, come india predicazione, la politica di questo
templare sacerdote fu la più intima unione del (’lero
piemontese con la Santa Sede. — L'obl>edicnza alle
autorità ecclesiastiche, ed
in
modo particolare al
Pupa costituiva per lui il primo dovere del Sacerdote:
■ non sole»
accettava senza
discussioni gli insegnameliti
della Chiesa, ma insegnava a chiunque a difendere
costantemente, con ogni zelo, la causa del Santo Padre
con chicchessia, ritenendo esser questo un dovere spe
cialissimo del clero.
* * *
Don Cafasso visse in un periodo storicamente
grave: gli avvenimenti militari, l’istruzione elementare
che si andava estendendo nel popolo, le conquiste
della scienza richiedevano maggior cultura nel Clero;
erano necessari insegnamenti nuovi per approfon
dire e completare le discipline teologiche, morali e
tilosoticlic.
Il tatto e la piets'i del Beato Cafasso annientarono
la bontà del suo eccellente metodo, che formò sacer
doti di supcriore cultura c di vita esemplare.
Contemporaneo di S. Giuseppe Benedetto Cotto-
leligo: benefattore e consigliere di Don Bosco Santo,
promosse e divulgò il culto alla YcrginePatroiia della
Città di Torino, che ndl'ombra pia del Santuario volle
la venerata salma.
La beatificazione tu proclamata nel IMI,'.'): Torino
attende la glorificazione di un nuovo Santo, clic aggiun
gerà alla fulgida corona una gemma preziosa.
* * *
Sull'ingresso dell’O ral.iio di S
niii
.
esco di
Sales in Yaldocco, don Giovanni Bosco, espose l'iscri
zione che ({ili fedelmente riproduco:
FERMATI () PASSEGGERE
E LEGGI UN CASO DOLOROSO.
IL MODELLO 1)1 VITA SACERDOTALE
DEI. CLERO MAESTRO l’ER ECCELLENZA
IL PADRE DKI POVERI
IL CONSIGLIERE D EI DUBBIOSI
IL CONSOLATORE DEGLI INFERMI
DEGLI AGONIZZANTI CONFORTO
IL SOLLIEVO DEI CARCERATI
LA SALI T E DEI CONDANNATI AL PATIBOLO
L'AMICO DI TI TTI
IL GRANDE BENEFATTORE D ELL’UMANITÀ
IL SACERDOTE GII SEPPE CAFASSO
MORÌ ALL’ETÀ DI SOLI ANNI 49.
Oggi alla costellazione dei grandi che del Pie
monte fecero, oltre che una terra di statisti e di
eroi, una terra di Santi, si aggiunge sempre più
splendente la luce che dall*o]>era e dalla vita di
Don Cafasso emana.
L'impronta particolare ehe con la sua molteplice
attività egli ha lasciato ovunque si prodigò, as
sume col volger degli anni caratteristiche sempre
più nitide e fa ilei “ padri* dei jmveri,. oggetto di
venerazione profonda per i torinesi tutti che s b
rano di veder presto sancite le \irtù predare alle
quali ogni gesto o<rui minuto della sua non lunga
vita fumilo ispirati.
Nella Basilica della Consolata che ospita l'i ma,
le preghiere «lei fedeli, così colile Lui volle, «rii sono
oggi dedicate «ni è in ognuno il desiderio di veder as
surgere a più alti fastigi il nome venerato.
•A LB IN A GIORDANO
IS




