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XASCITE D I MONUMENTI

HOMJIEIITO AL IIIISTItO SFORTUNATA

B

ella, nel suo sobrio decoro stilistico, la circo­

lare N°

1 0 1

, 21 gennaio 1853, del Municipio di

Torino ai Sindaci del Regno di Sardegna, che invita a

sottoscrivere alla spesa d’un erigendo monumento a

Gioberti in Torino.

Il Gioberti era morto a Parigi il 30 ottobre 1852;

la salma traslata a Torino il mese dopo a cura del

Municipio; e la pronta proposta d’un monumento da

intitolarsi per popolare suffragio alla sua memoria

appare come un episodio del « decennio di prepara­

zione ». Generoso e riguardoso è l'incitamento: in

esso può leggersi un'ansia d'interrogazione, di son­

daggio degli stati d’animo municipali verso la me­

moria del grande pensatore, fervido apostolo e sfortu-

1.130,—

1.175,—

223.15

6.569,83

4.236,05

200,95

351.15

nato ministro, che proprio ad un’importantissima

svolta della travagliata opera sua aveva precipitato

la crisi del municipalismo in Italia.

Del

4

dicembre

1852

è

la deliberazione del Consiglio

Comunale di Torino di promuovere la creazione del

monumento; l’opera

è

finita solo il

14

agosto

1859;

la

cronaca del tempo che intercorre

è

tutta uno spetta­

colo di pazienza, «li perseveranza, d’un assiduo ra­

cimolare danaro, e d’un diligente progettare fram

mezzo agli ostacoli più diversi.

Il risultato definitivo della sottoscrizione

è

il se­

guente:

Regno di Sardegna

(Istituti).

Consigli divisionali

( 4 )

................ lire

Consiglio provinciali (3) »

Giornali

(3) . . . . »

Municipi

(105) . . . »

Corpi della Guardia

Nazionale

(11)

. .

Collegi Nazionali e sco­

laresche varie

(7) .

Società diverse

(9). .

Avanzo del fondo costi­

tuito per l’erezione

del monumento com­

m em o rativo d e lla

Legged’abolizione del

Foro ecclesiastico

Totale Istituti del Regno

di Sardegna . . . lire

17.086.15

Sottoscrizioni perve­

nute da parte di pri­

vati cittadini del Re­

gno di Sardegna e di

a lt r i S ta ti d ’I t a lia »

11.581,11

T o t a l e

..................lire 28.667,34

Tra le offerte dei Comuni, battom

il primato della tempestività e delli

spontaneità quelle di Alessandria, Cu

nico, Cambiano, Pallanza, Carina

gnola. Vi sono Comuni che mandani

piccole somme, non più di 10 lin

esponendo con solennità la propri!

precaria «condizione finanziera*, comi

ad esempio Cuneo; altri, i cui

am

ministratoli prendono l'iniziativa <

aprire pubbliche sottoscrizioni fra

concittadini: con questo messo, Va

lenza

può

mandare

120 Bre; e

com

movente è la volonterosa pasiens

con cui Roccavione riesce a raggia

M ila n e

11,06. Accanto alle amarai

rrmnmati che iiia n p ir ai

3.200,—

seria eche, mandate poche lire, subito si disinteressano

della cosa, ed a quelle che, promesso il danaro, non

1» spediscono, vi sono dunque le amministrazioni

rette da uomini più intraprendenti e fattivi: il car­

teggio, dal quale risultano i loro sforzi, è pieno d’in­

teresse psicologico. Accanto alle copie autentiche

di lunghi e patriottici verbali di seduta del Consiglio

di piccoli Comuni, sfilano elenchi d’offerte d’una lira,

di cinquanta centesimi, di trenta centesimi, raccolte

presso privati. Nè manca il segno di passioni eam-

paniliste agitantisi nel microcosmo municipale: per

esempio, la Direzione del giornale

Lo Statuto

, di Ales­

sandria, in una lettera del 28 gennaio 1853 si lagna

che i Torinesi (eccettuata la

Gazzetta del Popolo)

non

abbiano dato un soldo per la sottoscrizione d’un mo­

numento all’alessandrino Andrea Vocchieri, martire

del 1833.

Piena di significato, e tale da illustrare il valore di

tutte le altre offerte fatte pervenire a Torino da pri­

vati degli altri Stati dell’Italia tuttora divisa, è la

lettera 31 maggio 1853 del Regio Con­

sole di Sua Maestà Sarda in Ancona

(territorio pontificio), che trasmette

l’importo di lire 104,50 raccolto e con­

segnatogli

da alcuni cittadini di Roma:

voce delle speranze d’Italia.

Ma a dar conto delle difficoltà fi­

nanziarie della sottoscrizione basta

la cronaca deU’esito della rappresen­

tazione teatrale « prò monumento a

Gioberti ed a favore di famiglia in­

digente » (la famiglia del sig. Luigi

Kcllisario), data al Teatro Regio da

Laura Bon. Lo spettacolo si chiude

in perdita:

Entrate

Spe*e

Po**irò

lire 546,90

» 584,50

lire 37,60

11

deficit

lo copre il Municipio di

Torino, il quale s’era già accollato,

per giunta, l’acquisto della bellezza

di 86 biglietti d’ingresso ad una lira

l'uno. Il curioso di cose di teatro

sappia che nelle 584,50 lire di spese

rientrano ben 400 lire versate all’ap­

paltatore del Teatro per la cessione

della sala in assetto funzionante: a

paragone d’oggi, sembrano davvero

molte.

Non manca nemmeno chi,

invece

di danaro, preferisce mandare in

omaggio al Consiglio

Municipale di

qucetminclita città un suo scipitissimo

opuscoletto su Gioberti, accompa­

gnato

da una lettera in cui loda molto

sè stesso ed

i

propri ideali di

m tnm m «Mia psW iaa f miete. Non

pubblichiamo

il

nome,per non adirare

i suoi diacandentL

La Commissione esecutiva del Monumento

dovette

salutare con gioia, fra tante spese che non finivano

mai, il ristorno delle 3200 a lei passate dalla Commis­

sione esecutiva dell’obelisco commemorativo della

Legge Siccardi. Tra l’altro, infatti, sulle uscite del

bilancio del Monumento a Gioberti grava una spesa

di 300 lire per regalare un anello d’oro allo scultore

Angelo Bruneri, a tacitazione delle lagnanze da lui

sollevate perchè, dopo le spese da lui sostenute

sull’affidamento di ricevere la commissione dell’opera,

era stata data la preferenza, a voto segreto e senza

concorso, al suo concorrente Giovanni Albertoni.

Altro grattacapo della Commissione Esecutiva fu

una perdita subita nel realizzo di azioni, vendute a

prezzo inferiore a quello d’acquisto, nelle quali

era stata investita parte del fondo per il monu­

mento.

11 fatto, poi, che il monumento sia stato scoperto

senza pubblica solennità, per necessità materiali di

viabilità esigenti lo sgombro di Piazza Carignano,