e così invita gli Italiani a sperare nel Piemonte:
('hi xu che il Piemonte non sia destinatti dalla Prorri-
•Iniza n unirnn- In Monarchia libera ancora altrore*
Piccoli pariti fecero talvolta miracoli: tanto è magica
,
"iinipotente, la forza della rirtù. E la rirt'u può mancare
dorè gli uomini del popolo rinnorano l'eroismo di Pietro
Mitra}
.4
compiere questa lieta fiducia, itolo iti correbbe
che gli altri Italiani, sprezzando ogni lenocinlo di pere
grine speranze
,
rirtdgessero i pensieri e gli animi al
Piemonte: il quale non sarà piccolo nè delude, quando in
lui si aduneranno gli affetti delia Penisola e potrà
sfidare i nemici eziandio potentissimi, come l'antica
Atene sfidò e cinse l'Oriente armato ai suoi danni,
perchè in lei confluirà l'amore e il desiderio di tutta
la (ìreeia
».
Possiamo considerare queste parole, insieme con
la già ricordata confessione antiparlamentarista, come
il testamento politico del Gioberti, esprimente il
necessario potenziamento della « coscienza del Mu
nicipio » nella « coscienza d'unità nazionale ». Morto
nel 1802, egli non ne potè vedere l'avveramento.
Coi malintesi corsi sulla sua fama, anche le condi
zioni delle pubbliche amministrazioni tra il 1852 e
il 18.‘»« - duri anni, specialmente i primi, di ricostru
zione economica del Piemonte provatissimo dalla
prima guerra d’indipendenza, giustificano le lungag
gini durate nella pubblica sottoscrizione per il mo
numento alla sua memoria.
Del resto, la delusione provocata dall'esperimento
pratico della politica giobertiana doveva impedire
aurora per molto tempo una giusta valutazione
dell'importanza dell'azione morale di Gioberti nel
Risorgimento, nonché della sua posizione nel pensiero
italiano. Le più complete riparazioni alla
fama
del
Gioberti datano solo dal principio del nostro secolo;
ed accanto agli storici, ai filologi ed ai filosofi che vi
hanno concorso, va ricordato il Municipio di Torino,
promotore sempre attivo degli studi giobertiani.
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