Al ditopra dtll'Urna I* raffigurazioni d« la “ F«d« „ la “ Spcranta,
• la “ Carità
<lir il popolino irli allibii», limi «*r:i sgradito ;il pal
liti*» ascota, « In* dovette percorrere. per brìi i»S volti*
li* vii* di Torino sulla carretta ilei condannati.
In alto, la mano, che non conobbe tremiti», reg
geva il Crocitisso consolatore.
Il
piccolo, scarno prete, portava il cilicio: negli
ocelli rispleiuleva luce interiore, e dalla sua parola
il clero Torinese imparò tesori di dottrina, non più
obliati.
Il suo conterraneo ed alunno. San (iiovanni Mosco,*
tessendone l'elogio funebre nella Chiesa di San Fran
cesco di Sales in \aiducco, ne dettò una prima bio
grafia. succinta, ma amorosamente garbata.
Il
.'tu agosto 1suo, nella Chiesa di San Francesco
d'Assisi si celebrò la messa di trigesima in Suffragio
di Don Cafasso.
Sulla porta >i leggeva la seguente iscrizione, det
tata dal prof Ferrerò:
II. s i o
n
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k
M EMORIALE IH VITA NASI OSTA E IH ZELO l’Rt D ENTE
ro M K R isi ONÒ
ll.I.I \STRE E VENERATO IN TORINO E IN PIEMO NTE
R ESTERÀ
IN ESEM PIO E BEN ED IZ IO N E
PER ANNI E 1.1 STRI NEI. I I.ERO E NEI. IMlPOI.O
E lil.l W \ \I.I DEM.A l III ESA TO R IN ESE
SCRIVERANNO DON CAFASSO
IRA I r i i IIEN EM ER IT I CONFESSORI E SACERDOTI
D EI. SECOLO \1\.
Nessuno meglio di Don Itosco Salito avrelilx* >a-
pilto, tili d'allora. tessere esatte lodi al sacerdote
di 1 anni ap|N*nu più anziano di lui.
(•iusepjM* ( atasso era nato a Castel nuovo d'Asti
il ir» gennaio is i l .
Nel Seminario di Chieri compì gli studi Teologici,
e nel Convitto Kcclcsiastico di Torino fra i Sacerdoti
iniziò il sito ap ostolato, che co n tin u ò fin
a lla m orte.
Preside delle conferenze morali, esani
nature sinodale della Diocesi, predicata
di esercizi spirituali al Clero a S. Ignaz
presso Lanzo Torinese ed altrove, Ministi
instancabile al tribunale di penitenza, |«
la sua predilezione per gli sventurati ci»
dannati al patibolo parve ai vescovi, ai
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cerilo)i, a tutti, superiore ad ogni encomi
Con una fede, definita nel processo
1
beatificazione • ferma, profonda, uni ve
sale, straordinaria-, Don Calassi» vinse ui
granile battaglia contro quella terribile
sempre funesta eresia che col pretesi
di dare a Cesare ciò clic è di Cesare nega
Dio ciò che è di Dio.
<( Bisogna essere di nessun partito |M
virtù e mostrarsi di nessuno per prudeiizi
soleva ripetere: il dovere del prete è
1
lavorare per salvar le anime».
L'insegnamento del Iteato « portò un frutto gru
dissimo di trasformazione di idee in maggior iiuifa
tnità allo spirito della Chiesa.
Il
Iteato Calassi» t- Don Itosco Santo furono i
cursori insigni dcH'Aziono Cattolica, tanto ru-o
mandata da l'io IX a l ’io X I.




