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osservatore dei canoni della scuola

del famoso ottocentista russo, si

rivelo il Ciracoff in molte delle

opere già ricordate, ma l'aspira­

zione ad estendere il campo delle

sue ricerche ed ispirazioni lo por­

tava, a soli diciannove anni, a

Parigi. Relativamente breve que­

sta sua prima permanenza nella

capitale francese, ma sufficiente

per quei contatti e sensazioni che

gli segnavano la nuova via da

percorrere e per la quale si sen­

tiva chiamato. Da quel momento

il temperamento dell'artista slavo

rivelerà nelle sue realizzazioni le

più imprevedibili assimilazioni

della multiforme arte francese e

se le sue opere ricorderanno poi

Monet, Renoir, Pissarro, Sisley,

Manet, Raffaelli, Zandomeneghi,

riveleranno però anche come egli

abbia sempre lavorato mai ve­

nendo meno a quella sincerità, che

è sempre stata sua dote peculiare.

Larghezza di pennellata, piena,

felicemente impulsiva, senza la

minima premeditazione od arti­

ficio; un rispondere immediato

alle sensazioni che più lo colpi­

vano. Un'arte rivelatrice sempre

solo d’una forte vibrazione, d ’un

godimento interiore, inconteni­

bile, da dover senz'altro rendere,

trasmettere, con mezzi tecnici

adeguati, sì raggiunti, ma anche

già connessi, si direbbe, al dono

prezioso ricevuto con la spiccata

attitudine per l'arte, nei quali non

è forse indispensabile distinguere,

per un giudizio, - e poco contereb-

rebbe per una natura sempre solo

così superiormente franca - pro­

gressi o eventuali insufficienze.

Qui, come non vale, e non sa­

rebbe facile, stabilire veri e propri

periodi cronologici di opere,si de-

cum «m

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s. mm

ve sempre solamente riconoscere

che l'arte scaturisce dalla grande e bell'anima d’un

disinteressato, lontano da ogni minimo pensiero di

esibizionismo, di lucro, che ha sempre indefessamente

operato con un'inconsueta gioia di poter esprimere

quanto la sua tavolozza ha dovuto, prepotentemente

affermeremmo, rivelarci durante il troppo breve

periodo della sua attività, che certo non potremmo

trovar modo e rassegnarci a classificare nella schiera

delle carriere artistiche. E anche qui non ci si frain­

tenda: un'arte tutto spirito, libera da qualsiasi

vincolo, coltivata in tutta modesta bontà e sem­

plicità, già largamente compensata nel poter mani­

festarsi in continue opere dt bellezza e di generosità.

Un’arte che, se non svela, forse, il vero e proprio

rinnovarsi, strettamente inteso, nel temperamento di

un artista ed il raggiungimento d’un suo inconfondi­

bile stile, perchè essenzialmente risultato di continue

emozioni ad ogni nuova presa di contatto con le

opere di molti dei più famosi artisti della sua epoca,

non ha certo però conosciuto fossilizzazioni, sempre

irrefrenabile, irruente, per le varie vie che le si

offrivano e nelle quali espandersi, prodigarsi era l'in­

timo esuberante scopo della vita dei pittore: gioia

di cuore e di colore.

Dopo la prima permanenza a Parigi ritornava in

Russia col corredo delle nuove cognizioni ed espe*

II