Galleria Scopinich di Milano) continuarono a rimanere
note quasi solamente agli intimi, colleghi ed amici,
dello scomparso artista.
Nell'ottobre del 1935 la principessa (una nostra
connazionale della quale, se lo spazio lo consentisse
sarebbe interessante, e doveroso, ricordare episodi
di ardente italianità, ed in Italia ed aN'estero, che
giunsero ad arrischiate audacie) si decideva a far
conoscere più completamente l’opera artistica del
diletto consorte a Parigi, alla Galene Charpentier,
con vivissimo consenso di pubblico e di critica.
Parte di queste opere è stata presentata ultima
mente alla nostra Galleria Martina, e cioè quasi tutte
quelle già ricordate e fra le numerose altre: il Ritratte
della principessa Ciracoff, l'Autoritratto, Nel parco,
Calvario, L'addio. Il dolore, varie vedute di giardini e
boulevards parigini, il notevole Circo, Scene spagnuole,
La balia, varie Nature morte ed impressioni di Balle
rine al policromo, abbagliante riverbero delle luci
della ribalta, che se fanno inevitabilmente pensare a
Degas. con minor ricerca dell'aggraziata nervosità
di linea, e della composizione del quadro, in una più
cruda realistica visione (da ricordarsi la Ballerina
seduta). non tutte contribuiscono ad accrescere pregi
all’arte del Ciracoff. Come non sempre ci avrebbero
forse convinto anche alcune più complesse conce
zioni, rimaste allo stato di studio, e poco ci persuade
qualche vasta tela, nella cui realizzazione si è attri
buita importanza forse superiore alla meritata.
In alcuni paesaggi, carissimi, dimostrandoci anche
il sentimento, l’attaccamento dell'artista per il nostro
paese, come alcune vedute del Lago Maggiore, la
Scala d'Amalfi, Convento degli Armeni a Venezia, Va-
razze, San Remo dalla linea grandiosa e solenne; in
certe vecchine sorprese sedute su panche di parchi
secolari; nel grande senso di strazio che incombe in
una camera dove si veglia un morticino; in umili scene
di vita religiosa: nella profonda, soavissima penetra
zione psicologica della Signora di armatore russo, opere
che (oltre le già citate ispirategli dalla propria terra)
abbiamo voluto ricordare particolarmente,
è però il
maggior vero segno, e riteniamo più duraturo,
del
l'arte del principe Ciracoff, esprimente quello stato
di squisita, benefica, trasmissibile emotività
dell'a
nima che ne ha accompagnato tutta la elettissima
esistenza.
Un cenno però, che intenzionalmente
abbiamo
riservato per ultimo, richiede ancora il quadro
Interno di camera russa, una delle opere ispirate a
maggior serenità, fra le più notevoli nel rivelare
un
momento di riposata disposizione d'animo dell'ar
tista. le sue doti d equilibrio, di quella raccolta,
austera linea di vita di cui ha dato costantemente
prova. É questa l'opera pregevolissima,
che. con
gentilissimo pensiero donata dalla
principessa Ci-
racoff. potrà ora ammirarsi alla nostra
Civica Galleria
d'Arte Moderna, rappresentandovi il
compianto pit
tore, che non poco merito spetta alla
Galleria Mar
tina averci fatto degnamente conoscere
ed apprez
zare.
V IT T O R IO P A L L C T T I




