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:- r.Z u i

Rodin, e di studiosi, nello studio che si era preparato,

si dedicava, oltreché alacremente alla pittura, alla

scultura, e cominciavano le frequenti sue peregrina­

zioni per tutta Europa. Della Spagna, dell 'Inghilterra,

della Germania, dell'Olanda è traccia nelle sue opere

e con non minore constatazione di assimilazione di

tecniche ed mHinzz' degli artisti delle vane naziona­

lità, come per esempio in Porlo olandese, Senor/tos,

ed anche il richiamo allo stesso Zorn, in qualche nudo,

non è assente nella produzione dell’artista.

Nell'arte come nella vita. Una sola intenzione,

una sola naturale finalità, un gran bisogno di divul­

gazione di bellezza e di bene, senza la minima preoc­

cupazione d'una affermazione ufficiale e della fama.

E quindi se meriti vi possono essere nell'aver poi

abbruciato, singolarmente conquistato, i suoi incensi

nei più famosi, ed agitati, templi specialmente del­

l'arte francese, gli si deve essenzialmente riconoscere

quello, ben apprezzabile, della buona fede.

rienze, delle quali dava subito prova, iniziandosi

la separazione, nella trasformazione variamente ma-

mfestantesi, da quanto precedentemente prodotto.

Parigi lo riconquistava nel 1903. Circondato dalla

simpatia ed amicizia degli artisti, carissimo fra questi

Si può dire che la sua arte viene così a costi­

tuire, in un mirabile diario pittorico, semplicemente

il riflesso della sua coscienza, delle sue virtù.

Basterà ricordare che, fin quando fu in vita, non

si riuscì mai a convincerlo di presentare le sue opere

al giudizio del pubblico e che un suo sogno profonda­

mente coltivato era quello di istituire nella sua patria

una casa."un asilo di riposo per artisti disagiati. La

morte lo sorprese però prima che potesse portare a

compimento il progetto. E le opere ch'egli lasciava

nello studio di Parigi, religiosamente conservate dalla

principessa, la nobile consorte che gli fu costante-

mente vicina ed alla quale la situazione creata dalla

rivoluzione sovietica non permise il ricupero di quelle

esistenti a Pietrogrado. per altri diciassette anni (cioè

sino ad una prima mostra ordinata nel 1930 alla