125
havere denari, ma con poco frutto»
128
e concludeva mestamente che la difesa cit-
tadina costava più di 450.000 lire al mese.
Il ricorso alle emissioni dei luoghi di Monte, numerose anche in seguito (il 6, 13
e 17 agosto
129
), risolse problemi contingenti ineludibili, facendo ancora una volta
ricadere sulla città l’onere di principale finanziatore dello stato; la frequenza di
tale pratica accrebbe però a dismisura il debito pubblico del comune, con conse-
guenze che si protrassero ben oltre la fine dell’assedio. Ai primi di agosto, come
se non bastassero le incertezze circa il gettito del prestito, si aggiunsero le preoc-
cupazioni per il blocco dei rifornimenti, ritenuto inevitabile in seguito all’accer-
chiamento della città ormai quasi completato. Le prime a scarseggiare furono le
carni: la Congregazione venne informata che le scorte disponibili nei macelli
erano assai ridotte, che i rifornimenti dall’esterno erano difficili e che «li macel-
lari cominciano a scarseggiare di carni, e la maggior parte non hanno provvisioni,
e per la settimana ventura alcuni chiuderanno affatto bottega, et altri non have-
ranno provvisione sufficiente»
130
. Fu così che il 5 agosto la Congregazione diede
disposizioni perché si cominciassero a macellare i bovini acquistati come riserva
dalla municipalità
131
.
128
Lettere del Tenente Maresciallo conte Virico di Daun a S.A.R. il duca di Savoia
, in A. M
ANNO
,
Relazione e docu-
menti sull’assedio di Torino nel 1706
cit., p. 552.
129
ASCT,
Ordinati
, vol. 236, cc. 262, 286, 293, Consiglio del 6 agosto 1706, del 13 agosto 1706, del 17 agosto 1706.
130
Ibid
., c. 258, Congregazione del 5 agosto 1706.
131
Si stabilì che il decurione incaricato della gestione in economia dei macelli avrebbe incominciato a rifornire di
bestie i macellai più affidabili: a essi sarebbe stato versato un salario e imposto il prezzo di vendita di 5 soldi per
libbra.
Vittorio Amedeo II ed Eugenio di Savoia-Carignano
assalgono i francesi sotto le mura di Torino, li vinco-
no e liberano dall’assedio la città il 7 di settembre
1706
, incisione in acciaio di Emile Rouargue su dise-
gno di Giuseppe Zino, dal dipinto di Massimo d’Aze-
glio, 1845 (ASCT,
Collezione Simeom
, D 2222).




