123
Il 16 giugno la famiglia ducale lasciò Torino
116
portando con sé la Santa Sindone.
Il 17 anche il duca si allontanò dalla capitale con 3000 uomini perché, scriveva al
conte Daun, «trovava più utile di tenersi in campagna, per tener aperte le strade,
e sollecitarsi i soccorsi alla piazza»
117
. Lasciò a Torino sette reggimenti imperiali e
900 uomini di cavalleria: 10.500 soldati in tutto, cui si affiancavano 8 battaglioni
di milizia urbana composti da 4000 persone
118
. «Per la partenza del Duca» scrive
Tarizzo «la città cadde in una melanconia profonda vedendosi priva del suo
sovrano»
119
. Antonio Maria Metelli nel suo diario osserva che «in questa confusio-
ne di cose ogni condizion di persone, s’absentava in gran numero»
120
. Nel contem-
116
Si diresse in un primo momento a Cherasco, poi si trasferì a Savona e infine a Genova.
117
A
NTONIO
M
ARIA
M
ETELLI
,
Torino assediato e soccorso l’anno 1706
, Parma: Monti, 1711, p. 55.
118
F. G
ALVANO
,
L’assedio
cit., p. 45 e sgg.
119
F.A. T
ARIZZO
,
Ragguaglio istorico dell’assedio, difesa e liberazione della città di Torino
cit., p. 26.
120
Qualche centinaio di persone, se si presta fede alla testimonianza di A.M. M
ETELLI
,
Torino assediato e soccorso
l’anno 1706
cit., p. 51 e sgg.
Francesco Lanfranchi, progetti per l’abbellimento
della torre civica, disegno a penna e acquerello, 1656
(ASCT,
Tipi e disegni
, 1.3.1).




