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Il 16 giugno la famiglia ducale lasciò Torino

116

portando con sé la Santa Sindone.

Il 17 anche il duca si allontanò dalla capitale con 3000 uomini perché, scriveva al

conte Daun, «trovava più utile di tenersi in campagna, per tener aperte le strade,

e sollecitarsi i soccorsi alla piazza»

117

. Lasciò a Torino sette reggimenti imperiali e

900 uomini di cavalleria: 10.500 soldati in tutto, cui si affiancavano 8 battaglioni

di milizia urbana composti da 4000 persone

118

. «Per la partenza del Duca» scrive

Tarizzo «la città cadde in una melanconia profonda vedendosi priva del suo

sovrano»

119

. Antonio Maria Metelli nel suo diario osserva che «in questa confusio-

ne di cose ogni condizion di persone, s’absentava in gran numero»

120

. Nel contem-

116

Si diresse in un primo momento a Cherasco, poi si trasferì a Savona e infine a Genova.

117

A

NTONIO

M

ARIA

M

ETELLI

,

Torino assediato e soccorso l’anno 1706

, Parma: Monti, 1711, p. 55.

118

F. G

ALVANO

,

L’assedio

cit., p. 45 e sgg.

119

F.A. T

ARIZZO

,

Ragguaglio istorico dell’assedio, difesa e liberazione della città di Torino

cit., p. 26.

120

Qualche centinaio di persone, se si presta fede alla testimonianza di A.M. M

ETELLI

,

Torino assediato e soccorso

l’anno 1706

cit., p. 51 e sgg.

Francesco Lanfranchi, progetti per l’abbellimento

della torre civica, disegno a penna e acquerello, 1656

(ASCT,

Tipi e disegni

, 1.3.1).