118
almeno 100.000 lire per far fronte alle esigenze più immediate
83
. Il sovrano chie-
deva di essere sollecitamente informato dei risultati del censimento per conosce-
re l’entità delle provviste pubbliche e private. La risposta giunse a fine febbraio:
risultava molto elevato il fondo di grani e di farine dei cittadini (oltre 56.000 sac-
chi); più contenuto quello della città (12.335, di cui 4000 di grani vecchi, e i
restanti in parte prenotati e in parte già acquisiti)
84
. Poiché le riserve erano consi-
stenti e i prezzi dei cereali sul mercato incominciavano a diminuire, il Consiglio
incaricò il vicario di trattare con i panettieri la diminuzione del prezzo di ogni
tipo di pane di un denaro per libbra
85
.
La situazione appariva meno positiva per altre derrate: a scarseggiare erano
soprattutto le carni e i fieni. Il ministro delle Finanze deprecava la lentezza con
cui la città si muoveva e la poca propensione a investire: «bisognava comprare
senz’alcun riguardo, e a qualsiasi prezzo in Piemonte, Asti e Chieri, senza sottiliz-
zare con li venditori il prezzo, poiché tal provvisione era di gran premura»
86
. Alle
obiezioni della Congregazione circa la penuria di capitali e i tempi di esecuzione
inevitabilmente lunghi, rispondeva che «in queste contingenze bisognava fare
ogni sforzo, ed impegnar ogni cosa»
87
.
LA CITTÀ ASSEDIATA
. Le contingenze erano davvero difficili, soprattutto dal 13
maggio quando le armate francesi, comandate dal duca de La Feuillade
88
, erano
giunte sotto le mura di Torino e si erano schierate parallelamente alla Dora Ripa-
ria, la sinistra appoggiata al Po e la destra alla Dora, presso Lucento, mentre un
altro corpo si era accampato più a ovest in prossimità di Pianezza
89
.
I lavori di trinceramento dei gallispani procedevano alacremente sotto gli occhi
sempre più allarmati dei torinesi, ma nei mesi precedenti anche le opere di forti-
ficazione intraprese dai piemontesi erano proseguite: gli assediati erano ora più
preparati ad affrontare l’assalto nemico
90
. Alla municipalità non restava che assi-
curare ai cittadini il necessario per vivere, venire in soccorso dei poveri e degli
ammalati, mantenere l’ordine, garantire condizioni igieniche accettabili, rifornire
le truppe e le casse statali quando veniva richiesto
91
.
Fino ai primi di agosto, quando i francesi ebbero il completo controllo delle col-
line a oriente di Torino, bloccando le ultime vie di accesso di cui la città ancora
disponeva, non vi furono momenti di effettiva penuria di viveri: il pane non
mancò mai, anche se comparvero sulle mense pani preparati con cereali diversi,
destinati ai più poveri, in sostituzione di quello di puro frumento; né mancarono
l’acqua, fornita dai molti pozzi cittadini e dalle numerose bealere, il vino, acqui-
stato in abbondanza prima dell’inizio dell’assedio e che continuò ad arrivare insie-
83
La città ottenne anche che venissero avvertiti gli intendenti provinciali affinché mettessero a disposizione carri,
buoi e barche per il trasporto delle vettovaglie in città: 16 barche sul Po per il trasporto delle granaglie e carri per
gli altri prodotti.
84
Ibid
., c. 58, Congregazione del 13 febbraio 1706.
85
Ibid
., c. 119, Congregazione del 17 aprile 1706.
86
Ibid.
, c. 72, Congregazione del 23 febbraio 1706.
87
Ibidem.
88
Si trattava di 50.000 combattenti, come riferisce Francesco Ludovico Soleri nel testo pubblicato in D
INA
R
EBAU
-
DENGO
,
Torino racconta. Diario manoscritto di Francesco Ludovico Soleri e il suo giornale dell’assedio
, Torino:
Albra, 1969, p. 124 e sgg.
89
Sulle manovre dell’esercito franco-ispano si veda F. G
ALVANO
,
L’assedio
cit., pp. 36-50.
90
Su di essi restano fondamentali G
IUSEPPE
M
ARIA
S
OLARO
D
ELLA
M
ARGARITA
,
Journal historique du siège de la
Ville et de la Citadelle de Turin, en 1706 avec le rapport officiel des opèrations de l’artillerie
, Torino: Stamperia
Reale, 1838 e F
RANCESCO
A
NTONIO
T
ARIZZO
,
Ragguaglio istorico dell’assedio, difesa e liberazione della città di Tori-
no
, Torino: Zappata, 1707; per una rielaborazione recente si veda D. G
ARIGLIO
,
1706
cit., pp. 32-35.
91
Lo si fece più volte con finanziamenti consistenti, a partire dall’
Editto 25 febbraio 1706
che disponeva una nuova
erezione del Monte di San Giovanni Battista (ASCT,
Ordinati
, vol. 236, c. 85, Congregazione del 25 febbraio
1706). Ma le emissioni furono numerose anche nei mesi successivi.
Giornale dell’assedio della Real Città di Torino [...]
,
[1707] (ASCT,
Collezione Simeom
, I 3).




