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ri a quelli del fratello maggiore Giuseppe e della sua discendenza
15
. Una settima-
na prima, in un altro patto familiare segreto, aveva rinunciato ai diritti sul duca-
to di Milano e sul territorio di Finale a favore del fratello maggiore
16
. L’intenzio-
ne di Leopoldo e dei suoi consiglieri era chiara: Milano e il Reichsitalien rappre-
sentavano un obiettivo separato dal resto dell’impero spagnolo, un obiettivo di
importanza assai maggiore rispetto agli altri territori dispersi a grandi distanze.
L’intento sotteso a questi patti familiari era evidente: i diritti sui territori italiani,
strategicamente vitali, dovevano restare nelle mani del ramo principale della dina-
stia e non dovevano essere messi a repentaglio dal rischioso tentativo dell’arcidu-
ca Carlo di acquisire l’intera eredità spagnola. Così mentre le potenze marittime
– o per meglio dire l’Inghilterra, dato che gli olandesi preferivano la spartizione –
cercavano di conquistare l’impero spagnolo a favore di Carlo III, suo padre (e il
fratello maggiore) aveva come primo obiettivo una spartizione che facesse ottene-
re alla casa d’Asburgo Milano e il Reichsitalien. Per Leopoldo e i suoi consiglieri
il resto dell’impero spagnolo era di secondaria importanza.
IL DUCA DI SAVOIA CAMBIA PARTE
(1703). Con il procedere della campagna 1703
divenne sempre più chiaro al consiglio di guerra imperiale che un’alleanza con
Vittorio Amedeo II era essenziale per evitare la sconfitta nell’Italia settentrionale
e mettere al sicuro Milano. Fortemente inferiori sul piano numerico, le forze
imperiali subivano regolari sconfitte ad opera del duca di Vendôme
17
. Intanto una
grande armata francese si riunì alle forze dell’elettore di Baviera e marciò nel
15
Pactum Mutuae Successionis
(12 settembre 1703) in G.
DE
L
AMBERTY
(a cura di),
Mémoires pour servir à l’histoi-
re du XVIII siècle
cit., II, pp. 518-520.
16
K
ARL
O.
VON
A
RETIN
,
Das Alte Reich 1648-1806
, 4 voll., Stuttgart: Klett-Cotta, 1997, II, p. 131; J
OHN
P. S
PIEL
-
MAN
,
Leopold I of Austria
, London: Thames & Hudson, 1977, p. 190; C
HARLES
I
NGRAO
,
In Quest and in Crisis:
Joseph I and the Habsburg Monarchy
, West Lafayette, Indiana: Purdue University Press, 1977, pp. 91-93.
17
Vendôme aveva circa 40.000 soldati spagnoli e francesi al suo comando, contro circa 23.000 imperiali agli ordi-
ni di Guido Starhemberg; si veda J
OHN
A. L
YNN
,
The Wars of Louis XIV 1667-1714
, London & New York: Long-
mans, 1999, p. 285.
Veduta di Montmélian, incisione di Romyn de
Hooge su disegno di Giovanni Tommaso Borgonio,
in
Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae
Ducis
, 1682 (ASCT,
Collezione Simeom
, N 1, vol. II,
tav. 8).




