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possibilità che il duca di Savoia, devoto cattolico, sostenesse dei ribelli protestan-
ti). Un’altra mossa strategica resa ancora possibile dall’alleanza sabauda era la
distruzione della base navale francese di Tolone, progetto che sarebbe stato infi-
ne tentato, con parziale successo, nel 1707. Inoltre, quest’alleanza faceva sperare
in opportunità commerciali. Al governo di Londra in particolare sembrava che
essa avrebbe aperto la strada a vantaggiosi accordi come quello concluso con il re
di Portogallo, favorendo la rapida espansione dei traffici inglesi nel Mediterra-
neo
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. Così, nell’estate del 1703, mentre i negoziati fra Vittorio Amedeo II e l’im-
peratore si avviavano alla conclusione, l’Inghilterra e le Province Unite inviarono
a Torino propri rappresentanti (Richard Hill e Albert van der Meer), con il man-
dato di negoziare un’alleanza.
Sebbene i due inviati lavorassero in stretto contatto e facessero fronte comune nel
negoziato, raggiungere un accordo si dimostrò impresa lunga e difficile a causa
Correspondence of the Rt. Hon. Richard Hill, Extraordinary Envoy from the Court of St. James to the Duke of Savoy
in the Reign of Queen Anne, from July 1703 to May
1706, 2 voll., London: Murray, 1845, I, p. 4.
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Lord Nottingham a Hill, 19/30 novembre 1703,
ibid
., p. 62, con l’invito a organizzare la vendita di tessuti di
lana inglesi in Piemonte.




