Table of Contents Table of Contents
Previous Page  32 / 336 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 32 / 336 Next Page
Page Background

32

nato di abbandonare le operazioni al largo delle coste italiane e di dirigersi verso la

Catalogna per sostenere l’arciduca Carlo che aveva da poco invaso la Spagna dal

Portogallo. Si sapeva che aveva simpatizzanti in Catalogna e si riteneva che questi,

incoraggiati da una prova di forza navale, si sarebbero schierati dalla sua parte.

Rooke non riuscì a suscitare la rivolta catalana, ma ottenne un’inaspettata vittoria

mentre tornava alla base dopo una campagna fino allora totalmente infruttuosa. Il

5 agosto 1704 conquistò la fortezza di Gibilterra e tre settimane dopo sventò il ten-

tativo francese di riprenderla in una battaglia durata tutta una giornata di fronte a

Malaga. Una guarnigione inglese fu prontamente installata in questa roccaforte cru-

ciale, dando agli alleati il controllo dello stretto di Gibilterra e l’uso straordinaria-

mente importante del porto. La perdita di Gibilterra fu una sconfitta di importan-

za strategica determinante per i Borbone. Parte dell’esercito di Filippo V sarebbe

stata periodicamente impegnata nei tentativi di riconquista, mentre la presenza

delle navi alleate in quel luogo costituiva per la marina francese una grave limita-

zione alla possibilità di coordinare l’azione della flotta atlantica, che aveva base a

Brest, con la flotta mediterranea, di stanza a Tolone. In effetti, dopo Malaga, la flot-

ta francese non sarebbe più scesa in mare in forze per il resto della guerra. Azzop-

pata dalla conquista inglese di Gibilterra, erosa nelle sue potenzialità dai tagli di

bilancio, non avrebbe più potuto sfidare le potenze marittime.

I trionfi alleati a Höchstädt-Blenheim e Gibilterra giovarono tuttavia pochissimo

a Vittorio Amedeo II e non alleggerirono la pressione sul suo esercito in grave

inferiorità numerica. Il duca era particolarmente preoccupato perché non lo rag-

giungeva nessun rinforzo

,

come previsto nel trattato con l’imperatore, e per

giunta doveva pagare le truppe imperiali in Piemonte comandate da Starhem-

berg, contrariamente a quanto stabilito nello stesso trattato. Per tutte queste

ragioni si lamentava della letargia e incompetenza dell’amministrazione bellica

austriaca

40

. Intanto le armate francesi avanzavano rapidamente, occupando por-

zioni sempre crescenti del territorio da cui egli avrebbe potuto trarre denaro e

reclute. Mentre Vendôme entrava da est in Piemonte, lasciando parte dell’eser-

cito in Lombardia per bloccare ogni tentativo delle forze imperiali di venire in

aiuto di Vittorio Amedeo, l’armata francese nel ducato di Savoia, ora comanda-

ta dal duca di La Feuillade, passò il Moncenisio e prese Susa il 12 giugno 1704.

La Feuillade non attaccò subito Torino, ma si mosse invece per assicurarsi il con-

trollo di Pinerolo e delle vallate circostanti, mentre Vendôme sottometteva il Pie-

monte settentrionale. Il 21 luglio prese Vercelli e catturò la guarnigione. Rifiutò

lo scambio dei prigionieri per privare Vittorio Amedeo degli effettivi di cui que-

st’ultimo aveva disperatamente bisogno. In seguito Vendôme assediò Ivrea, che

conquistò il 30 settembre

41

guadagnandosi così l’accesso alla Valle d’Aosta, rapi-

damente occupata. L’intenzione di Vendôme era occupare tutto il territorio

intorno a Torino, isolandola in preparazione dell’assedio. Nonostante l’avvici-

narsi dell’inverno, alla fine di ottobre cominciò ad attaccare Verrua, pericolosa-

mente vicina alla stessa Torino. Qui però incontrò una resistenza inattesa. La

guarnigione si oppose ostinatamente, sostenuta da forze sabaude e imperiali che

attaccavano le comunicazioni francesi dalla vicina Crescentino. L’accanita difesa

di Verrua fugò le voci che circolavano a proposito dell’intenzione di Vittorio

Amedeo di scendere a patti con Luigi XIV. Gli fece anche guadagnare tempo

prezioso e accrebbe le speranze di poter resistere fino all’arrivo delle armate

imperiali in suo soccorso

42

.

40

Per esempio, Hill a Nottingham, 1 febbraio 1704, o Hill a Marlborough, 14 gennaio 1705: W. B

LACKLEY

(a cura

di),

The Diplomatic Correspondence of the Rt. Hon. Richard Hill

cit., I, pp. 310-312; II, p. 483.

41

D. C

ARUTTI

,

Storia del regno di Vittorio Amedeo II

cit., pp. 304-305.

42

Nell’estate 1704 Hill temeva che Vittorio Amedeo stesse negoziando segretamente con i francesi: si veda ad

esempio Hill a Hedges, 22 agosto 1704, in W. B

LACKLEY

(a cura di),

The Diplomatic Correspondence of the Rt.