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fiducia a La Feuillade, che portò energicamente avanti i preparativi dell’assedio.

Ma con il passare dei giorni, preso atto che l’artiglieria da assedio tardava ad arri-

vare e molti soldati ammalati stavano morendo, il pessimismo ebbe nuovamente

la meglio. Il 18 settembre scrisse al re e a Vendôme, dipingendo un quadro della

situazione assai fosco e richiedendo nuovi ordini; era chiaramente assillato da

gravi dubbi e pensava che l’assedio non potesse essere continuato. Una settima-

na dopo, però, ricevette un dispaccio incoraggiante da Vendôme; risospinto a

galla dalla speranza, tornò a dedicarsi all’assedio con rinnovata energia. L’artiglie-

ria da assedio era finalmente arrivata ed era pronto a bombardare la città

62

. Ma la

ventata di ottimismo venne presto meno, sostituita ancora una volta da una

profonda ansietà.

Peraltro fondata. Non solo era a corto di uomini e di tempo: aveva anche com-

preso che Torino era un osso troppo duro. Fin da aprile, quando fu chiaro che

un assedio era imminente, Vittorio Amedeo e il suo braccio destro, il ministro

delle Finanze Gropello, si erano dedicati a minuziosi preparativi per difendere

la città, senza trascurare alcun aspetto. Ordinarono di immagazzinare munizioni

per le guarnigioni e lavorarono febbrilmente per irrobustire le opere di difesa.

Persuasero con lusinghe e minacce il Consiglio comunale a creare riserve di

provviste e raccogliere fondi per affrontare la prossima emergenza. Imposero ai

cittadini di denunciare le riserve di provviste alimentari e ad agosto, mentre l’ar-

mata francese si avvicinava, costrinsero le autorità municipali a compilare un

censimento dei cittadini e dei numerosi profughi che dalle campagne circostan-

ti avevano trovato rifugio entro le mura di Torino. Lo scopo era calcolare quan-

te bocche ci fossero da sfamare e quanti gli uomini abili a portare le armi

63

. Que-

sta accurata preparazione garantì a Torino la possibilità di resistere a un lungo

assedio e contribuì in larga misura a compensare lo squilibrio numerico tra asse-

dianti e guarnigione.

Il 30 settembre La Feuillade ricevette la risposta di Luigi XIV alla sua sfiduciata

relazione spedita il 18 settembre. Il re lo autorizzava ad abbandonare l’assedio e

a ritirarsi. La Feuillade replicò che al momento le operazioni procedevano bene

e chiese l’autorizzazione a continuare l’assedio. Ma di lì a poco la sfiducia lo ripre-

se. Il giorno seguente, 1 ottobre, con un altro slittamento umorale, cambiò nuo-

vamente idea e diede ordine di fermare l’assedio

64

. Il suo esercito levò le tende e

si ritirò nel Monferrato, dove condusse inconcludenti schermaglie con le truppe

di Vittorio Amedeo prima di ritirarsi nei quartieri invernali. Una volta allontana-

tasi l’armata francese, il Consiglio comunale di Torino inviò squadre di contadini

a demolire le fortificazioni costruite dagli assedianti e a seppellire i numerosi

cadaveri che si erano lasciati alle spalle. La città era salva, almeno per un po’. Ma

Vittorio Amedeo sapeva che si trattava solo di una breve tregua. Luigi XIV non

avrebbe rinunciato al tentativo di conquistare il Piemonte: ormai solo Torino si

frapponeva fra lui e la vittoria.

Appare importante ricordare in questa sede che Torino fu di fatto assediata due

volte in rapida successione, nel 1705 e nel 1706. Gli storici e la tradizione popola-

re, per evidenti ragioni, hanno sempre concordemente concentrato l’attenzione sul

secondo assedio e la vittoria che lo coronò, ma l’importanza del primo e meno

drammatico assedio non deve essere trascurata. La Feuillade aveva patito un rove-

62

Ibid

., V, p. 194.

63

Particolari su questi provvedimenti in G. S

YMCOX

,

Torino in guerra

cit., pp. 752-754. Le liste di censimento (per

quanto mancanti di quindici

isole

) si trovano all’Archivio di Stato di Torino, Camerale, art. 530. Il

database

delle

informazioni del censimento, compilato da Donatella Balani, Eric Monkkonen e Geoffrey Symcox, può essere

consultato all’indirizzo

http://webapp.icpsr.umich.edu/cocoon/ICPSR-STUDY/03577.xml.

Si veda l’analisi di

E

UGENIO

C

ASANOVA

,

Censimento di Torino alla vigilia dell’assedio (29 agosto-6 settembre 1705)

, in

CGP

, VIII.

64

J.-J. P

ELET

, F.-E.

DE

V

AULT

,

Mémoires militaires relatifs à la succession d’Espagne sous Louis XIV

cit., V, pp. 200-

203.