37
quando questi progettava la nuova cinta muraria nel 1670), egli invitava La Feuil-
lade a non seguire la normale procedura d’assedio, perché riteneva che non aves-
se abbastanza uomini; a suo parere avrebbe invece dovuto impadronirsi del
monte dei Cappuccini e sferrare di là il suo attacco
56
.
L’analisi di Vauban dei problemi legati all’assedio della città era un piccolo ma
significativo segnale delle profonde divergenze fra i consiglieri di Luigi XIV sul
modo di conquistare Torino e vincere la guerra in Piemonte. La pianificazione
francese della campagna militare e dell’assedio era nei fatti contraddittoria, mina-
ta da ritardi e azzoppata dalla necessità di dividere le forze disponibili tra due
distinti teatri, in Piemonte e Lombardia. Così, nonostante la considerevole supe-
riorità numerica, le armate borboniche non furono mai abbastanza forti da pren-
dere decisamente il sopravvento nell’uno o nell’altro territorio
.
Né si potevano far
giungere rinforzi sul fronte italiano dalla Francia meridionale, sia per il deteriora-
mento della situazione in Catalogna, sia per la necessità di proteggere Tolone e la
costa provenzale da un possibile attacco della flotta alleata
57
. All’inizio della cam-
pagna 1705 Luigi XIV aveva deciso che la conquista di Torino era l’obiettivo pri-
mario. Vendôme sosteneva invece che prima dovesse essere eliminato l’esercito
del principe Eugenio, per coprirsi le spalle, come precondizione essenziale
58
. Ma
dopo aver parato il colpo iniziale del principe Eugenio a maggio nel Bresciano
cambiò parere, ritenendo forse che l’armata imperiale non potesse più costituire
un serio pericolo. A fine giugno aveva ordinato a La Feuillade di avanzare da Susa
e cominciare l’assedio
59
. Da parte sua, La Feuillade era impaziente di guadagnare
gloria con la presa di Torino e rifiutava i consigli di Vauban che riteneva troppo
prudente
60
. Ma il piano d’attacco si dimostrò impraticabile: non era possibile
porre l’assedio a Torino finché Chivasso resisteva e questa non cadde fino alla fine
di luglio. Intanto Vendôme si era dovuto di nuovo precipitare in Lombardia per
contrastare un’altra avanzata del principe Eugenio. Sarebbe riuscito a fermarlo a
Cassano d’Adda, ma perse tempo prezioso. Tutti questi fattori convergenti scon-
volsero i piani di Luigi XIV e gli impedirono di creare
in loco
quella schiacciante
superiorità di forze che gli avrebbe consentito di prendere Torino prima che finis-
se la stagione.
In una settimana circa dal suo arrivo di fronte alle mura di Torino l’ottimismo ini-
ziale di La Feuillade lasciò posto alla preoccupazione, non appena compresa l’e-
normità dell’impegno che lo attendeva e l’esiguità delle risorse a sua disposizio-
ne. Il 20 agosto scrisse a Chamillart (che oltre a essere ministro della guerra era
anche suo suocero) richiedendo rinforzi, perché molti suoi uomini si stavano
ammalando e riteneva di non poter cominciare seriamente l’assedio prima di otto-
bre avanzato. Sei giorni dopo Chamillart rispose in maniera piccata al genero,
puntualizzando che ormai era troppo tardi, che i rinforzi avrebbero impiegato
troppo tempo per raggiungerlo e che la richiesta avrebbe dovuto essere presenta-
ta molto prima
61
. La notizia della vittoria di Vendôme a Cassano d’Adda ridiede
Veüe de Verüe Ville de Piemont située prés de la Rivie-
re du Po
, incisione in rame, in Nicolas De Fer,
Intro-
duction à la fortification
(ASCT,
Collezione Simeom
, D
850, tav. 9, particolare).
56
Si veda la corrispondenza tra Vauban e il ministro della guerra Chamillart, agosto/settembre 1705, in E.-A.
DE
R
OCHAS D
’A
IGLUN
,
Vauban, sa famille et ses écrits
cit., II, p. 560. Si veda anche J.J. P
ELET
, F.-E.
DE
V
AULT
,
Mémoi-
res militaires relatifs à la succession d’Espagne sous Louis XIV
cit., V, pp. 652-659.
57
C’era anche la possibilità che i
Camisards
tornassero a rivoltarsi: si veda Hedges a Hill, 15/26 maggio 1705, in
W. B
LACKLEY
(a cura di),
The Diplomatic Correspondence of the Rt. Hon. Richard Hill
cit., I, p. 201; Vittorio Ame-
deo a Brianzone, 29 aprile 1705, in
CGP
, V, pp. 365-366.
58
J.-J. P
ELET
, F.-E.
DE
V
AULT
,
Mémoires militaires relatifs à la succession d’Espagne sous Louis XIV
cit., V, pp. 166-
167.
59
Ibid
., V, p. 166.
60
Il 1° settembre 1705 egli scrisse a Chamillart, respingendo i consigli di Vauban con aristocratico disdegno:
«Abbiate fiducia in me e voi e il Re vi troverete meglio che con tutti gli ingegneri del mondo. Ci sono persone nate
per comandare e quella gente là è fatta solo per eseguire gli ordini ricevuti». Si veda E.-A.
DE
R
OCHAS D
’A
IGLUN
,
Vauban, sa famille et ses écrits
cit., II, p. 560.
61
Per questo scambio di lettere si veda: J.-J. P
ELET
, F.-E.
DE
V
AULT
,
Mémoires militaires relatifs à la succession d’E-
spagne sous Louis XIV
cit., V, pp. 181-186.




